Zuppetta di rafani
aprile 23rd, 2009

Dalle nostre parti, nell’alto Lazio, si usa raccogliere una pianta rampicante spontanea, che cresce ai bordi dei fossi e comunque nei pressi di pozze d’acqua o in terreni particolarmente umidi. Da noi si chiama “rafano” ma non ha nulla a che fare con la vera pianta del rafano (conosciuta per le sue radici e che non cresce spontaneamente in Italia).

Il “rafano” di cui vi parlo ha un portamento rampicante a stelo unico, foglie lucide a forma di cuore e un virgulto in cima che viene colto insieme all’ultima parte dello stelo completo di tenere foglioline. Il sapore è abbastanza amaro e ci si prepara una zuppetta che mi manda in visibilio.
La procedura è semplice : un soffritto di aglio con una puntina di peperoncino in abbondante evo, si mette giù l’ultima parte dello stelo spezzettato, le foglioline e il virgulto. Si aggiunge dell’acqua calda e si porta a cottura. Normalmente non serve sale, sono già abbastanza sapidi. La zuppetta si serve con delle fette di pagnotta abbruscate.

Come tutte le ricette popolari, ognuno poi la fa un po’ a modo suo, chi aggiunge dadini di pancetta o di guanciale nel soffritto, chi mette anche un uovo a fine cottura a rapprendersi. Io la preferisco semplice, perchè adoro il loro sapore amaro e dolce insieme e quel profumo di casa che mi regalano, essendo una ricetta tipica di qui. E poi ora è periodo, a primavera inoltrata spigano e non sono più buoni. Quindi bisogna darci dentro ora.
E così sia.

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8 Comments Add your own
1. chiara | aprile 23rd, 2009 at 21:55
I rafani sono la mia passione! In famiglia mi prendono tutti in giro perchè mi dicono che già a tre anni riuscivo a mangiarli, pur essendo così amari!
Mi hai fatto venire un’aquolina!
2. Marilì | aprile 24th, 2009 at 16:51
E’ vero Chiara, ma quanto sono buoni ! Peccato che durano poco…Un giorno di questi ce ne facciamo una scorpacciata insieme a cena, dopo le fatiche “Panamensi”, che ne dici ? Andata ? Bacioni
3. chiara | aprile 25th, 2009 at 00:39
Aggiudicato!
4. Fabrizio | aprile 25th, 2009 at 09:40
bòòòne l’abbhojèèèèle.
5. Marilì | aprile 25th, 2009 at 17:03
Good Chiara, allora a fine “quarantena” ti chiamo ! (Uh, come siamo messi male, qua !!!).
Hi hi, Fabrì, troppo bòòòne !
6. Gianbarletta | febbraio 27th, 2010 at 10:03
Provateli saltati, a crudo, in padella con olio, aglio e peperoncino, senza aggiungere acqua come per la zuppa, semplicemente saltati come la cicoria. Il tocco particolare è aggiungere verso la fine cottura un pesto di aglio, acciuga salata e aceto (meglio di mele: è più delicato) continuando la cottura per 1 minuto o 2.
Si accompagnano magnificamente con ogni carne arrostita e con le uova al tegamino.
Buon Appetito!
7. Marilì | febbraio 27th, 2010 at 10:27
Grazie Gianbarletta, consiglio prezioso, ora che si avvicina nuovamente il tempo ! Sarà fatto…
8. Coniglio alla birra e tim&hellip | maggio 8th, 2010 at 10:02
[...] a che fare con la radice assai conosciuta) e si coglie per farci solitamente una saporitissima zuppetta, ma che in questo caso ho servito cruda con un giro di extravergine godendo della vena [...]
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