Dentice rosa al sale con zenzero e arancio e Gewurztraminer Nussbaumer 2004

Ecco a voi un pranzetto salutare, saporito e profumato. E non è che stasera non mi vada di dilungarmi sulla genesi di questa semplice ricetta ma il fatto è che ho fatto già tardi e la piccoletta reclama la sua bella favola della buonanotte, così… capirete….è tempo di raccontare favole e non ricette !

Anzi ora che ci penso stasera mi invento una favola con una bella ricetta dentro, poi vi faccio sapere se verrà apprezzata.

Tornando al pranzetto, dunque, avendo acquistato uno splendido dentice rosa, ho pensato di cuocerlo al sale, la cottura che secondo me esalta a pieno il sapore del pesce e quindi l’ho eviscerato ma gli ho lasciato le sue belle squamette. Volevo però aggiungere un profumo aromatico e allora ho inserito nella sua pancina un rametto di rosmarino, due fette di arancio e qualche pezzeto di zenzero sbucciato.

Poi l’ho steso in una teglia, su un letto di sale grosso e l’ho ricoperto con ancora altro sale, abbondante. E via in forno per mezzora a 180°.

Lo sformatino l’ho composto con due avanzi del giorno precedente : gli agretti cotti a vapore e i broccoli siciliani calati in padella in un soffritto di extravergine, due spicchi d’aglio e un pezzetto di peperoncino.

Ho fatto due patate al vapore al volo e le ho schiacciate ancora calde, ho aggiunto un po’ di extravergine, delle fogliettine di timo al limone e un po’ di zest di limone. Poi ho composto lo sformatino riempendo gli stampini che avevo unto con dell’extravergine, prima con i broccoli siciliani, poi le patate schiacciate e insaporite e infine gli agretti. Li ho messi in forno quando ho tirato fuori il pesce per pulirlo e spinarlo, così li ho tenuti caldi caldi fino all’ultimo.

Come tocco di gusto in più ho messo 4 fette di arancia in padella con l’extravergine e un rametto di rosmarino, ma che profumo ! Dopo cinque minuti ho aggiunto circa 4 cucchiaini di zucchero di canna per farle caramellare. Ecco son pronte, ancora succose e cariche di profumo.

Ma che ci beviamo su ?

Il sapore aromatico e speziato dello zenzero e dell’arancio ben si lega a un Gewurztraminer, sì allora abbiamo stappato un  Nussbaumer 2004 della cantina produttori di Termeno.  Il colore è giallo dorato, intenso, gli archetti sono fitti e le lacrime scendono con lentezza. I profumi poi sono entusiasmanti : frutta tropicale fra cui netti mango e papaya e poi pesca, rosa, salvia. In bocca è risultato opulento, grasso, morbido, con buona spalla acida, sapido, elegante, con finale lungo e appagante. Un equilibrio davvero notevole fra struttura e piacevolezza di beva tanto da portarsi splendidamente i suoi 14°.

Cosa dire… cheers !

12 comments marzo 3rd, 2011

Roll di rombo e mazzancolle con lardo ai fiori di montagna e dripping di cedrina servito con il Preziosa di Strade Vigne del Sole

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Quando sono in pescheria compro sempre il doppio di quello che mi serve, il problema è che il pesce mi stuzzica, mi intriga, mi fa venire in mente idee nuove da provare e così mi ritrovo il frigo pieno di delicatissimi ingredienti che abbisognano di immediata attenzione… così trovandomi davanti dei magnifici filetti di rombo già pronti, perchè non provare un “roll” avvolgendo con il rombo delle succose mazzancolle ? Già, why not ? Però ci vuole qualcosa che leghi i due ingredienti portandoli entrambi su sfumature di gusto diverse, morbide, profumate. Bene, il lardo alle erbe e ai fiori di montagna prodotto in quel di Carrù, appena sotto le Langhe in Piemonte, è perfetto, ho pensato. Doppio abbraccio di montagna e mare. Allora diamoci da fare :

Dosi x 6 persone :
- 3 filetti  grandi di rombo
- 3 fettine di lardo alle erbe e fiori di montagna di Chiapella
- ca. 15 mazzancolle
- ca. 50 foglie di cedrina

Il procedimento è facile : si liberano le mazzancolle dai carapaci e si puliscono togliendo l’intestino con una piccola incisione sul dorso. Poi si stende il primo filetto di rombo sul tagliere, sotto ci si mette già lo spago da cucina o i laccetti di silicone. Sopra al filetto si mette prima la fetta di lardo e poi le mazzancolle per lungo. Poi si chiude il rombo come meglio si può, io l’ho praticamente rollato e tenuto chiuso con i laccetti di silicone e di lato con degli stecchini.  Sono pronti per essere messi nel cestello della pentola a pressione per una salutare e gustosa cottura a vapore: 5 minuti da quando si alza la valvola.

Intanto prendo le foglie di cedrina e le frullo aiutandomi con l’extravergine.

Tiro fuori l’involtino di pesce e lo taglio con un coltello sottile, con attenzione per far risultare il taglio netto e pulito. Nel piatto : qualche foglietta di insalatina o rucola sotto, sopra un paio di fette del roll e intorno il dripping di cedrina.

In bocca una delicatezza infinita, morbido, note dolci e salate insieme, mare e terra si abbracciano si mescolano, si intrecciano. Che gusto…

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Ma che ci beviamo su ? Stappo al volo un “Preziosa” di Strade di Vigne del Sole. A Grottaferrata, nel Lazio, la famiglia Cugini produce questo vino utilizzando quattro vitigni diversi. Il contributo più importante è quello della malvasia rossa che è in realtà un vitigno a bacca bianca denominato in questo modo per via dei riflessi rossastri che assume a maturazione piena. Poi seguono il trebbiano giallo che gli conferisce un buon grado alcolico, il trebbiano verde e il bombino. Un colore giallo paglierino carico, archetti fitti e larghi sul bicchiere, al naso sentori di frutta matura e note floreali di gelsomino e erbe aromatiche, in bocca secco e morbido, euqilibrato, fine con elegante finale ammandorlato. Un vino frutto della passione e dell’amore del Cav.Antonio che porta avanti con caparbietà, intelligenza e saggezza una missione difficile e decisamente controcorrente: salvare i vitigin autoctoni di questo angolo d’Italia. Sono già 80 i vitigni riscoperti e riportati a produzione con sforzi immani, e che da qualche anno sono assistiti e studiati dall’Università Torvergata di Roma. Un vino con un rapporto qualità-prezzo davvero notevole, se pensate che da noi a GustoShop.biz lo trovate a Euro 6,10 inclusa IVA !!! Siamo pazzi, siamo pazzi !!! :-)

preziosa

4 comments ottobre 13th, 2010

Tagliatelle di Campofilone con porcini, gamberoni e tartufo estivo


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Di quel magnifico tartufotto ricevuto in dono vi avevo già parlato qualche tempo fa. Per prima cosa ci preparai un’insalata “mare e boschi” (questa) e per seconda cosa ci feci questo primo vibrante di gusto.

Le dosi approssimative – as usual – x 3 mangioni :
- 250 g. di tagliatelle di Campofilone
- ottimo extravergine di oliva
- una ventina di gamberi opp una decina di gamberoni
- 4 o 5 funghi porcini
- 1 tartufo estivo, ma anche metà o un pezzetto basta !!!
- 1 spicchio d’aglio
- 1 peperoncino piccante
N.B. per chi non avesse a disposizione un tartufino estivo fresco, lo trovate in barattolo già a lamelle, oppure ridotto in crema grossolana, tutte e due ottime soluzioni proposte dell’azienda Sapori di Bosco che trasforma con sapienza i prodotti dei boschi molisani. Se invece volete proprio il top del nero, potete approvigionarvi della purea di tartufo nero pregiato al 98% proposto da Tartuflanghe (il nome dice tutto…). Si tratta di tartufo nero pregiato, raccolto d’inverno nella vocata terra di Langa, molto più intenso e persistente di quello estivo. Tutte ciò e anche molto di più, da noi, a GustoShop.eu !

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Prendiamo il tartufo fresco e lo spazzoliamo energicamente per rimuovere eventuali residui di terra.

I funghi li puliamo invece con uno straccio umido usando estrema delicatezza e se in alcuni punti non ci riesce di rimuovere la terra, spelliamo solo quel pezzetto. Poi li tagliamo grossolanamente, gambi e cappelle.

Sgusciamo i gamberi o i gamberoni e li priviamo del budellino con un’ incisione sul dorso. Una metà li lasciamo interi e l’altra metà li tagliamo a pezzetti piccoli a fare uno specie di ragù che darà sostegno e sapore al condimento per la pasta. Le teste le mettiamo in acqua fredda e poi sul fuoco fino a tirar fuori un brodino che sarà utile per mantecare la pasta.

Mettiamo lo spicchio d’aglio e il peperoncino in padella con l’extravergine e li lasciamo soffriggere dolcemente, poi li togliamo dall’olio e aggiungiamo i funghi porcini a pezzettoni. Li lasciamo rosolare qualche minuto, poi mettiamo il coperchio e facciamo cuocere a fuoco moderato evitando accuratamente di fargli perdere troppa acqua.

tagliatelle-campofiloneMa veniamo alle tagliatelle. No, questa volta non le ho fatte io, ma ho sfoderato dalla dispensa la pasta di Campofilone de “L’Antica Pasta”, di cui vi ho già parlato qui. La mia ancora di salvezza quando non ho tempo per impastare, ma voglio comunque un ottimo risultato.

Caliamo le tagliatelle nell’acqua salata in ebollizione e le scoliamo quanto cominciano a venire su a galla, al dente. Le ripassiamo in padella con i funghi a fuoco moderato aggiungendo il brodino di teste di gambero e anche i gamberi (a ragù e interi), nello stesso tempo. Mantechiamo la pasta fino a creare una salsina morbida e cremosa. L’importante è non fare cuocere troppo i gamberi che a mio avviso dovrebbero rimanere morbidi, senza arricciarsi e colorarsi di arancio. Io addirittura li amo mezzi crudi, ma quello è al gusto personale di ciascuno.
Se doveste usare la crema di tartufo questo è il momento di amalgamarla alla pasta, in padella, fuori dal fuoco, prima di impiattare. Se invece usate il carpaccio di tartufo già pronto, lo sgocciolate dalla salamoia e lo disponete sulla pasta già impiattata, prima di servire. Per il fresco, invece, rigorosamente all’ultimo secondo.

Siamo pronti, un giro di extravergine a crudo e possiamo portare in tavola e spolverare di lamelle di tartufo fresco con l’apposito attrezzetto, proprio sotto al naso dei nostri commensali, che godranno con gioia di questo spettacolo.

E si parte così per una passaggiata sul filo dell’orizzonte fra terra e mare, ai confini col cielo !

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Che ci beviamo su ? Un Poggio della Costa 2006 di Sergio Mottura. Mai provato ? E’ un grechetto in purezza prodotto con uve da agricoltura biologica, affinato in botti di acciaio, senza passaggio in legno.  Colore cristallino, archetti fitti e lacrime lente a confermare una consistenza notevole. Al naso persistente, emerge subito il gelsomino, poi piccoli fiori bianchi e note agrumate, fine ed elegante. Persistente anche in bocca, secco, di buon corpo, la sequenza gustativa ricalca in pieno quella olfattiva e la qualità è chiaramente percepibile. Un gran bel vino. Esuberante ma elegante al tempo stesso. Un altro gioiello di Sergio Mottura che nell’alto Lazio, ai confini con l’Umbria, con dedizione e acume punta sul biologico da tempi non sospetti… diciamo almeno un ventennio ! E i risultati sono clamorosamente positivi. Ma ne parleremo ancora…

stay tuned !

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13 comments ottobre 11th, 2009

Insalata di farro – estate adieux !

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Ancora con le insalate ??? Ebbene sì, qua dopo piogge e temporali è scoppiato di nuovo il bel tempo e un’insalatina di farro per pranzo mi ci sta proprio bene per cominciare un adieux all’estate, a tappe, diciamo.

Una vola lessato al dente il farro uno poi ci mette quello che vuole, nel mio caso quello che avevo in casa, quindi pomodorini, foglioline di menta, cetriolo, sgombro sott’olio, zest di lime, carota a julienne, capperi cucunci al naturale, acciughe siciliane con capperi, fagiolini lessi e a condire il tutto del fleur de sal e del buon extravergine insaporito una mezzoretta con pezzetti di aglio (poi buttati, che signora mia l’aglio crudo poi me se riaffaccia… :-) )

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C’abbiamo stappato sopra un “Optimo” di Strade Vigne del Sole, ne parlammo già qui. L’ho trovato azzeccato, servito ben fresco.

Bon appetit !

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5 comments settembre 25th, 2009

Eliconi zucchine e gamberi rossi con arancia e zenzero

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Questa pasta così fresca, leggera e profumata è decisamente estiva e l’ho riproposta  in questi ultimi scampoli d’estate. Al sapore intenso e dolce dei gamberi rossi si aggiunge il tocco dello zest agrumato che in questo piatto è determinante così come quello speziato, leggermente piccante, dello zenzero.

Partiamo con le dosi, allora, sempre per tre :
300 g. di eliconi trafilati al bronzo Faraci
10 cucchiai di olio extravergine
6 zucchine
15 gamberi  rossi
1 arancia
1 radice di zenzero
pepe al mulinello a piacere

Per prima cosa preparo il condimento a base di extravergine zenzero e arancio che passato sul piatto alla fine regalerà freschezza e complessità. Sbuccio lo zenzero e lo gratto sull’apposito attrezzetto per ricavarne morbida polpa mista a succo. Sì, una delle mie armi segrete, reperita nel rifornitissimo negozio di caslinghi dove effettuo delle vere e proprie scorrerie durante le vacanze estive in montagna : Domanig, a Vipiteno.

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Originariamente era una ferramenta, sempre di alto livello, ma poi nel tempo si è trasformata in un vero e proprio regno di tutto quello che concerne cucina e tavola : attrezzatura da cucina, complementi di arredo e servizi di piatti per la tavola, strumenti di cottura e degustazione, bottiglie e bottigline, completi da picnic, set da barbecue, borse refrigerate di tutti i tipi, insomma chi più ne ha più ne metta. Nel pieno centro del paese, è una costante tentazione ogni volta che ci passo davanti. E io, si sa, amo cedere alle tentazioni.

Anyway, dicevo, in una ciotola metto circa 5 cucchiaiate di extravergine buono e leggero e 3 cucchiai di succo di arancio, emulsionando bene. Poi aggiungo la polpa e il succo dello zenzero e abbondante zest di arancia. Mescolo bene e lascio aromatizzare l’olio per qualche ora, se possibile, in modo che gli altri ingredienti abbiano il tempo di sprigionare tutto il loro sapore impreziosendo l’extravergine che poi se ne può andare in qua e in là nel piatto a vivacizzare i profumi.

gamberi

In un po’ di evo caldo in padella (5 – 6 cucchiai) butto giù lo scalogno affettato sottilmente e poi le zucchine tagliate a rondelle. Salo leggermente e lascio sfrigolare un po’, poi copro per portare a cottura, girando delicatamente di tanto in tanto. Una volta pronte le zucchine tolgo la padella dal fuoco e aggiungo i gamberi sgusciati, ripuliti dal budellino e lasciati interi.

Lesso gli eliconi trafilati al bronzo del pastificio artigianale Faraci in acqua abbondante e appena salata. Li scolo e li mescolo con le zucchine e i gamberi in padella. Il tempo di amalgamare e faccio i piatti.

Quando porto in tavola ognuno aggiunge a suo piacere l’olio aromatizzato e del pepe a mulinello. Tutto qua.

Un buon bicchiere di…..arneis-2

Roero Arneis “La Villa” 2007 di Terredavino fa il resto. Morbido, armonico, dal bouquet ricco e ammaliante : fiori, frutta estiva, albicocca in particolare, che gli ha valso tanti riconoscimenti. Eccoli  :
Gambero Rosso : 1 bicchiere
Duemilavini 2009 : 3 grappoli
Annuario dei migliori vini di Luca Maroni 2009 : 83/100
I vini di Veronelli : 86/100

Mica male, eh ?

5 comments settembre 10th, 2009

Tagliatelle di Campofilone al coccio profumato di maggiorana e santoreggia e innaffiato dal Preziosa di Strade Vigne del Sole

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L’unione di queste due erbe aromatiche mi gusta particolarmente perchè i loro aromi legano alla perfezione seppure diametralmente opposti : acuto quello della santoreggia (ricorda l’origano secco e il timo), aromatico e dolce quello della maggiorana, con un profumo saturo che colpisce i sensi.

tagliatelle-campofiloneMa veniamo alle tagliatelle. Adoro fare la pasta all’uovo in casa, ma quando non posso sfodero la mia arma letale : la pasta di Campofilone de “L’Antica Pasta”. Cosa hanno di speciale queste tagliatelle? Sono buone, porose e trattengono il condimento alla meraviglia. Del resto i pastai artigiani de “L’Antica Pasta” preparano la pasta all’uovo come si fa a Campofilone da tempi immemorabili: incorporando, cioè, alla semola di grano duro 10 uova (di galline alimentate NO OGM in allevamenti non intensivi) per 1 kg di farina, senza aggiunta di acqua, coloranti o conservanti. La tradizione di Campofilone vuole che la sfoglia venga tirata sottilissima e tagliata in fettucce che vengono separate e disposte a treccia su fogli di carta per alimenti. Procedura più unica che rara dal momento che le paste all’uovo sono normalmente disposte a nido. Il processo di essiccazione a bassa temperatura dura dalle 24 alle 36 ore, così da eliminare tutta l’umidità contenuta nell’impasto.Anche la tradizione di Campofilone si perde nella notte dei tempi, ma i primi documenti con riferimenti certi a questa pasta risalgono al Concilio di Trento del 1560, dove se ne parla come di una pasta “così sottile da sciogliersi in bocca”. Attestazioni successive si trovano menzionate nei quaderni di cucina di alcune casate nobiliari del XVIII e del XIX secolo, come i conti Stelluti-Scala e i conti Vinci. Anche il poeta Giacomo Leopardi, in una specie di promemoria di cucine e vivande indirizzato all’attenzione del cuoco di casa, elenca tre modi diversi in cui preferisce che vengano cucinati i prodotti pastai di Campofilone.

Tornando a noi, comincio sfilettando il coccio e tagliando i filetti succulenti a quadrotti . Li metto a marinare mezzoretta con un goccio d’olio extravergine, dei rametti di santoreggia e di maggiorana.

Metto dell’extravergine a scaldare su una padella già calda, poi calo giù i pomodorini sbucciati (tuffo nell’acqua in bollore – 20 secondi dentro – scola e tuffo in acqua e ghiaccio), e tagliati in quattro. Salo un minimo. Lascio sobbolire i pomodorini dolcemente, con il coperchio, quasi all’ultimo aggiungo il coccio con tutte le erbette della marinata, coperchio di nuovo e lascio andare due minuti, il tempo che il pesce perda la sua trasparenza e si colori appena di bianco.

Butto giù le tagliatelle nell’acqua salata in ebollizione e le lascio finchè non vengono su, poi un minuto e scolo. Le ripasso nel sugo di pomodorini, a fuoco bassissimo lasciando il sughetto morbido e avvolgente. Un tocco di sale aromatizzato alle alghe, prima di portare in tavola.

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Ora si va di forchetta !!!

vicino

Ah già, e di bicchiere ? Come andiamo ? Bene, ci stappiamo un Preziosa di Strade Vigne del Sole. Si tratta di un uvaggio dei colli romani con malvasia rossa al 50% e il restante 50% trebbiano giallo, trebbiano verde e  bombino. Al naso sentori floreali di gelsomino e poi fruttati, mela golden e pera. Gradevolissimo in bocca, dove si nota una giusta acidità che gli dà sostegno, e sapidità. Un bianco ben equilibrato, che sgrassa la bocca ad ogni boccone lasciando un bel finale ammandorlato.

(Un vino così a Euro 5,00 incl IVA? Yes, su GustoShop.eu !)

Prima o poi mi deciderò a dedicare un post tutto a loro, alla famiglia Cugini che gestisce l’azienda agricola da 8 generazioni con attenzione, cura e passione, facendo della riscoperta di antichi vitigni ormai scomparsi (autoctoni dei colli romani), la loro missione. Cin cin anche a loro!

preziosa-200

AGGIORNAMENTO

P.S. Wenny mi ha coinvolto in un giochino : devo riportare qui il 5° rigo della pagina n. 161 del libro che sto leggendo attualmente, e allora eccolo qua :

“…fin troppo solerte, e dopo un po’ mio marito chiese loro di…”

Un tantino difficile indovinare, quindi svelo l’arcano, si tratta di “Una ragazza comune” di J.B.Schwarts. Bello, coinvolgente, un po’ doloroso e con un serpeggiante senso di claustrofobia che dalla seconda metà del libro prende direttamente alla gola. Non deve finire un gran bene, secondo me… vedremo !

Giro il giochino a Onde99 !

12 comments settembre 3rd, 2009

Spaghetti sparnocchie e origano fresco con un buon Fiano

pomodorino-e-origano

Un primo leggero adatto a una serata estiva. Le sparnocchie, o pannocchie, sono sempre gustose e io le inserisco volentieri nei nostri menù. Dal momento che resistono a lungo vive, le prendo solo quando si muovono ancora e così sono certa che siano freschissime. Rilasciano un gusto unico, che non ha nulla da invidiare ai crostacei più nobili e poi per di più sono anche economiche, il che non guasta, diciamolo.

x 3 persone basta reperire :
- 300 g. di spaghetti
- qualche cucchiaio di evo
- sparnocchie a volontà (io esagero sempre così diventa un piatto unico!!!)
- pomodorini – a gusto, a me piace il sughetto quindi anche qui esagero volentieri
- foglioline di origano fresche
- sale, davvero poco !

Preparo un soffritto con un buon evo e due spicchi d’aglio sbucciati che tolgo appena rosolati. Sbuccio i pomodorini passandoli per 20 secondi in acqua in ebollizione e poi in acqua e chiaccio. Li taglio in quattro e li scuoto con vigore nello scolapasta così che perdano acqua e semi. Ottenuti i petali di pomodorini li metto a sfrigolare nel soffritto in modo che non si disfino e restino ben integri.

spaghetti

Aggiungo le sparnocchie tagliate longitudinalmente e alcune precedentemente sgusciate.

Scolo la pasta e la ripasso in padella con il condimento. Servo con qualche fogliolina di origano fresco.

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Che ci beviamo su ? Il Fiano 2007 della gamma alta Mandrarossa – Cantine Settesoli a Melfi, in Sicilia. Di un bel colore paglierino carico, al naso regala sentori delicati di frutta a polpa bianca, poi melone e infine banana. In bocca ha buona acidità e sapidità con un bel finale appagante. Un 2 bicchieri del Gambero Rosso, sicuramente meritati, a un prezzo contenuto (Euro 9,89 incl IVA da noi, su GustoShop.eu). Da provare !

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15 comments agosto 24th, 2009

Pesce sciabola marinato alla rosa

dallalto

Pesce sciabola, ancora, siii ! Con una marinatura robusta, addolcita dai petali di rosa. Facilissimo da fare, gustosissimo e sempre pronto in frigo, fresco fresco per i giorni più torridi dell’estate, cioè questi !

Del pesce sciabola, o spatola ho già parlato qui e qui . Non mi stancherò mai di dirlo, è buono, nutriente, economico e versatile. E’ un pesce azzurro e quindi, come tale, ha acclarati benefici nutrizionali : contiene gli Omega 3 (gli acidi grassi polinsaturi che contribuiscono a ridurre il colesterolo cattivo a beneficio dell’apparato cardiovascolare), contiene vitamine e sali minerali (ferro e fosforo innanzi tutto). Quindi niente scrupoli a darci dentro.  ;-)

particolare

Prendi il pesce sciabola e lo congeli (per evitare che qualche parassita presente nella sacca viscerale possa disturbare, dal momento che l’unica cottura prevista è nell’aceto). Poi lo scongeli dolcemente in frigo, lo tagli a trancetti e lo metti nell’aceto, possibilmente buono, quello naturale, insomma, piuttosto che quello comprato, per tre ore. Poi lo metti a sgrondare nella scola per un’oretta almeno, che perda tutto l’aceto, altrimenti continua a cuocere. Infine lo metti sott’olio (extravergine) con un po’ di prezzemolo tritato. Dritto in frigo senza passare dal via. Quando lo servi ci metti sopra qualche petalo di rosa e un’insalatina golosa. Un giro d’extravergine. Il gioco è fatto.

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Per via dell’aceto, qui ci va un vino secco con una buona spalla acida, che sappia accompagnare senza stridere con l’acidità sostenuta del piatto. Un Sauvignon fa al caso suo e allora ci stappiamo quello di Rottensteiner, cantina storica di Bolzano, che ottiene vini strepitosi contenendo i costi e quindi i prezzi. Ma tornerò a parlarne presto perchè siamo andati a trovarli e la visita è stata un piacere assoluto, che vorrei riuscire a trasmettervi.sauvignon-1

P.S. Ringrazio infinitamente Fra per il bel premio che mi ha girato

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(Grazie Fra sei un tesoro !!!)

7 comments agosto 19th, 2009

Conchiglioni al pesto avvantaggè con cozze, melone e colatura di alici di Cetara

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Volevo un connubio fresco e invitante per le cozze e ho pensato al melone, primo perchè ce l’avevo in frigo, secondo perchè era un po’ che volevo provare il tocco dolce della frutta in contrasto con le note sapide delle cozze.

La ricetta tipica genovese del pesto avvantaggè (“avvantaggiato” dalla presenza di fagiolini e patate lessate con la pasta), l’avevo già proposta qui. Quando si parla poi di pesto io spesso baro aprendo un barattolino di pesto della ditta famigliare La Gallinara, della riviera di ponente (troppo comodo & troppo buono) e poi lo avvantaggio nel modo classico. E’ una scorciatoia assai efficace e gustosa.

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Dunque le dosi, approssimative, come al solito, per 3 persone :
- 300 g. di pasta (chè noi siamo ignoranti quando ci mettiamo con le zampette sotto al tavolino!!!)
- 1 Kg di cozze pulite e private del bisso
- qualche cucchiaio di evo
- una manciata di fagiolini
- una patata sbucciata e tagliata a dadini piccoli
- 3 fettine di melone tagliate a bruonoise
- qualche cucchiaiata di pesto (qui dipende dal gusto personale)
-qualche goccia di colatura di alici di Cetara

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Faccio aprire le cozze in un soffritto di evo e 2 spicchi d’aglio che tolgo prontamente appena rosolato. Tiro su le cozze e metto da parte. Filtro il sughino e metto in una casseruola per ripassarci la pasta.

Lesso i mitici conchiglioni trafilati al bronzo del pastificio artigianale Faraci (Sicilia) in abbondante acqua scarsamente salata insieme a fagiolini freschi e dadini piccoli di patate. Metto in una zuppiera qualche cucchiaiata di pesto, prelevo dall’acqua della pasta un paio di cucchiai di amido (quella schiumetta bianca a a pelo d’acqua) e li amalgamo con il pesto.

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Con la ramina porto su e scolo i conchiglioni lasciandoli molto al dente (6 min.) e li porto a cottura nel sughetto delle cozze. Dopo un paio di minuti scolo anche patate e fagiolini e li aggiungo al pesto.

Scolo nuovamente i conchiglioni e li amalgamo al pesto avvantaggè. Li sistemo poi nel piatto con le cozze e i dadini di melone. Un filo d’olio extravergine leggero. Qualche goccia di colatura di alici di Cetara per esaltare il lato sapido del piatto.

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Cosa rimane da fare ? Aprire una bottiglia, of course! Mi viene voglia di un vino fresco, di pronta beva, non troppo vigoroso. Pochi muscoli e tanto gusto, insomma. Scelgo il Muller Thurgau di Abbazia di Novacella. Un vino altoatesino profumato e aromatico che potrà accompagnare le note delicate di questo piatto, ma anche il sentore erbaceo del pesto così come quello sapido delle cozze. La sua freschezza dovuta alla buona acidità, saprà sgrassare la bocca a ogni boccone regalandoci sentori puliti e netti.

BUON FERRAGOSTO  !

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12 comments agosto 15th, 2009

Tonno speziato alle violette

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Se non avete tempo e volete un buone secondo di pesce, a effetto, ci siamo, è lui. Tra preparazione, cottura e presentazione, vogliamo dire… 20 min. ? Ma mi sono tenuta larga !

Ingredienti x 4 :
500 g. di filetto di tonno
2 spicchi di aglio
3 foglie di alloro
5 foglie di salvia
3 rametti di rosmarino
7 o 8 bacche di ginepro
1 bicchiere di grecanico (il resto della bottiglia si drinka allegramente, of course)
Un cucchiaino da caffè di garam masala
Fiori di violetta (uno per ogni cubotto di tonno)

Prendi un bel filettozzo di tonno e lo tagli a cubotti. Nella pentola metti aglio, alloro, rosmarino, salvia, bacche di ginepro; lasci andare un po’ e poi butti giù il tonno, fai rosolare a fuoco allegro, uno spruzzo di vino, lasci evaporare. Una spolverata di garam masala, ancora due minuti sul fuoco, l’importante è lasciare il cuore del cubotto ben rosa, morbido. Tiri via dal fuoco, sistemi sul piatto da portata con un po’ di sughetto speziato, così saporito e poi disponi una violetta (lavata e asciugata delicatamente) su ogni cubetto e qualche foglia di pianta aromatica vicino. E’ fatta.

Devi solo portare a tavola e goderti questo intreccio di sapori e gusti : il tocco dolce della carne del tonno, le note aromatiche e poi speziate, il sentore verde con quell’ombra di anice tipico della violetta. Una piccola esperienza dei sensi, mentre veleggi leggero come il vento, fra le onde di gusto.

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Che ci beviamo su ?  Un grecanico siciliano, ampio e persistente, con le sue note agrumate e fresche, il Grecanico Mandrarossa 2007 (mai visto un vino recensito con due bicchieri dalla Guida del Gambero Rosso a poco più di 8 Euro ? No ? Allora guarda qui su Gustoshop.eu !)

Bon Apetit !

8 comments agosto 3rd, 2009

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