Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahh Freak out!
Le Freak, C’est Chic
ma anche Frick c’est chic !!!
Storica famiglia di macellai in Vipiteno, Alto Adige, i Frick hanno stile oltre che avere il mestiere nelle mani da sei generazioni. Johannes padre insieme alla moglie e a Johannes figlio li trovi alla macelleria in paese, mentre l’altro figlio Peter lo trovi al maso di famiglia, dove producono dei salumi davvero eccezionali.






Quando abbiamo assaggiato il loro speck fatto in casa abbiamo capito che erano dei grandi :
Profumatissimo, suadente nel gusto e pieno di personalità, senza che l’affumicatura prevalga sulla bella sequenza di aromi che si sprigiona in bocca. Senza dubbio da provare con l’accompagnamento tradizionale, il kren, la radice di rafano grattugiata, con il suo sapore piccante a amarostico [la crema di questa radice l'abbiamo presa da Primitivizia, un altro gioiello dell'artigianato italiano nella gastronomia, di proprietà di Giovanni, che raccoglie le erbe spontanee del Trentino e le mette sotto conserva. Ma questa è ancora un'altra storia che vi racconteremo un giorno o l'altro!].

E che dire, se non tutto il bene possibile, delle salsiccette affumicate, della pancetta affumicata, del salame di cervo, del salame di cavallo, del salame di camoscio. Se poi assaggiate il prosciutto di cervo oppure il prosciutto di manzo affumicato, allora rimanete a bocca aperta, perchè sono un’esplosione di gusto.

Prodotti artigianalmente nel loro maso i salumi dei Frick sono una gioia per chi ama i sapori schietti e genuini. Quando siamo andati a trovarli Peter ci ha mostrato la stalla con le mucche da latte, i maiali, il fienile enorme, che occupa tutta la parte superiore del maso. Le vacche pezzate rosse, utilizzate per la carne, erano fuori al pascolo. Gli animali vengono macellati al maso a intervalli di tempo variabili, a seconda della necessità, e la carne viene lavorata in un’apposita sala, debitamente attrezzata. Tutto lindo e pulito, curato nei dettagli, in perfetto stile altoatesino. Vien voglia di trasferirsi qui, dove i panorami sono mozzafiato, dove tutto funziona, dove la vita è a dimensione umana, dove l’amore per il bello e la passione per l’efficienza fanno parte del corredo cromosomico della gente di qua, per il piacere di tutti, di chi ci abita e di chi è solo di passaggio, che porta via con sè un bel ricordo destinato a trasformarsi presto in nostalgia …
Questo è un tributo a Frick e ai suoi salumi, espressione genuina di una terra che amo profondamente, dove ho passato le estati della mia infanzia, una terra carica di colori, profumi e sapori che hanno accompagnato la mia vita da sempre.
Vipiteno, I love you !
agosto 31st, 2008

Siamo all’ultima, bellissima, tappa di questa vacanza primaverile che vi abbiamo raccontato in differita.
Sul versante occidentale della catena del Gennargentu, su un costone a 900 metri di altitudine, tra profonde e suggestive valli ammantate di boschi secolari e ricche di limpide acque sorgive, è arroccato un piccolo borgo montano: case in scisto con lunghe balconate lignee, viottoli in ciottolato, donne con il caratteristico costume tradizionale di orbace, dal vistoso colore rosso con bordature blu e oro, ricamato finemente a mano (le donne del posto ci mettono quasi un anno per ultimarlo e a volerlo comprare costa intorno ai 12.000 Euro!!!). Si tratta di Desulo, nel cuore della Barbagia, terra aspra e selvaggia, colma di un fascino antico.



Di notte un freddo della madonna e di giorno un’aria frizzantina che ti metteva fame appena sveglio. E così ci siamo predisposti al meglio quando siamo andati a trovare Rovajo, il mitico produttore di salumi con lo stabilimento in mezzo al bosco, dove appunto produce e affina i suoi prosciutti, salami, guanciali, con l’esperienza e la tecnica tradizionale tramandate di generazione in generazione.

Il meraviglioso microclima locale fa il resto: i venti di alta montagna che lambiscono le vallate impregnandosi dei profumi delle erbe montane si occupano al meglio della stagionatura e dell’affinamento di questi prodotti di eccellenza.






Oltre a fare una ricca merenda, abbiamo approfittato per fare abbondante scorta dell’impressionante prosciutto di Desulo “Antico Sapore”, qualcosa di eccezionale. E non siamo i soli a pensarlo, quando lo facciamo degustare nelle noste “session” va semplicemente a ruba, ha stoffa da vendere e si sente (e infatti lo abbiamo già finito un altra volta !!! Argh!!!). E’ un prosciutto stagionato un anno, affinato con l’aria di montagna che gli conferisce un sapore intenso, ma che conserva una consistenza morbida. In bocca avvolge il palato in volute piene e pastose. Sicuramente il fiore all’occhiello di questa bella azienda a conduzione famigliare dei due cugini Mario e Salvatore, che si distingue anche per il suo guanciale tradizionale di Barbagia, tenero e suadente, per la pancetta ben stagionata, per il buon salame di Barbagia e quello saporito che chiamano Salame Sardo, o il salamino di montagna di dimensione ridotta e a grana più grossa; così come per la tipica salsiccia ai semi d’anice, molto delicata.



Noi qua in Sardegna, soprattutto nelle zone montane quasi sconosciute al turismo, ci siamo sentiti proprio a casa, perchè la proverbiale ospitalità sarda non è un mito ma realtà. Quando siamo andati a Orgosolo, (perchè una puntata nel paese dei murales non si poteva prorio mancare nonostante l’oretta di curve e curvette), ci siamo trovati a chiacchierare con un signore che avremmo detto nostro coetaneo, insomma sulla quarantina o poco più, in un bar del centro e dopo poco eravamo a casa sua per un bicchierino di mirto fatto in casa, ma dopo mezzora eravamo con le gambe sotto al tavolo a chiacchierare con lui, la moglie e il figlio e trangugiare allegramente tutto quel ben-di-dio che fanno a casa : guanciale, coppa, salsiccette stagionate di maiale e di cinghiale, e poi i formaggi fatti a casa dall’amico e il miele di corbezzolo del compare, naturalmente con l’immancabile pane carasau, anch’esso fatto in casa, insomma una goduria infinta, una serata indimenticabile, quella passata a casa di Chicchessu (che sarebbe Francesco)… che salutiamo con affetto.
In sardegna torneremo presto, questo è poco ma sicuro, anche perchè dobbiamo accaparrarci uno dei produttori di “miele amaro” (come chiamano da queste parti il miele di corbezzolo) più serio e premiato di tutta la Sardegna, cioè l’amabile Tomaso, che insieme a sua moglie Pinuccia ci hanno ricevuta nella loro bella casa di campagna regalandoci qualche ora della loro piacevolissima compagnia.
Abbiamo solo un barattolino (perchè nella dispensa di casa ne aveva solo tre!!!) di questo incredibile miele, che ci centelliniamo giorno dopo giorno. E’ un miele da meditazione, come fosse un buon rum o un blasonatissimo muffato. La gamma di profumi e sapori è impressionante per quanto varia. Si susseguono in bocca note diverse, dal carmello, al caffè, ma descriverlo è davvero troppo difficile. Assaggiare il suo miele di corbezzolo è una vera e propria esperienza del gusto. Ora dobbiamo solo convincerlo a produrre qualche barattolino in più rispetto a quella che ormai si è ristretta a una dispensa di famiglia. Vedremo se ci riusciremo. La scommessa è aperta.
agosto 20th, 2008