Spiedino di gamberi al curry con dip al melone

Che il melone leghi con i sapori salati in modo assai disinvolto lo racconta bene un antipasto italiano per eccellenza, ma anche con i crostacei non sfigura affatto, ve lo assicuro, soprattutto se vivacizzato a dovere. Andiamo in cucina ?

x 4 porzioni
12 gamberi
1 cucchiaino di curry
4 fette di melone
2 cucchiai di succo di limone
1 radice di zenzero fresco
1 cucchiaino di salsa Teriyaki
3 cucchiai di extravergine
sale nero delle Hawaii
foglie di menta

Il sale della Hawaii, oltre a essere bellissimo perchè dona dei contrasti di colore molto suggestivi, essendo carico di carbone attivo, rilascia anche un delicato aroma amarognolo e secco e per di più è disintossicante. Guardate qui che bello…

Allora sicuramente conviene preparare prima il dip in questo modo :

Frullate con il minipimer il melone precedentemente sbucciato e ridotto a dadini.

Grattugiate lo zenzero – è una parola, direte voi e invece no, perchè esiste la grattugia specifica per lo zenzero che estrae la purea e la strizza pure estraendone il succo. Insomma uno strumento immancabile in una cucina attrezzata. Potete acquistare  nella nuova sezione “accessori da cucina“, su Gustoshop.biz, venite a vedere !

Aggiungete circa 1 cucchiaino di purea di zenzero, il succo di limone, l’extravergine e la salsa Teriyaki (salsa giapponese a base di soia fermentata, vino, spezie). Mescolate bene. Versate il dip nei bicchierini, cospargete sopra sale nero delle Hawaii.

Sgusciate i gamberi e liberateli del budellino. Rosolateli a fuoco vivace in una padella antiaderente con extravergine e curry.

Infilzate i gamberi negli spiedini, guarnite con le foglie di menta e ponete gli spiedini nei bicchieri con il dip al melone.

Ora non rimane che godersi il gusto speziato del curry in contrasto con la freschezza della frutta, il sapore dolce dei gamberi e la sapidità del dip, il profumo della menta con il suo spunto aggressivo, magari il tutto legato e amalgamato da un bel vino bianco aromatico, perfetto con il curry (ci facciamo un Gewurtz dell’Alto Adige?), ma anche bollicine, perchè no ?

Buon appetito !

8 comments giugno 28th, 2011

Crema di cavolo romanesco con cedrina e busicchio

Ho ribeccato l’influenza. Sono proprio da Guinness dei primati. Magari la categoria non è propriamente edificante, ma ha una sua dignità. Sempre meglio di quelli che si fanno crescere le unghie di 53 cm.

Di buono c’è che ultimamente reggo meglio la febbre, infatti per tre giorni sono andata a lavoro ugualmente. Ora però ho avuto l’intuizione geniale che forse centinaia d’anni di letteratura medica potrebbero avere una qualche ragione nel consigliare di riposare durante l’influenza per poter regire al meglio. Così ho cambiato tattica. Rimango a casa.

Questo però causa qualche altro problemuccio :

1. la mattina convincere la piccola “assitente creativa” ad andare a scuola è un vero e proprio lavoro.

2. rimanere a casa mi far venir voglia di frullare le mani in cucina e poi mi ritrovo spossata all’inverosimile.

3. se il tempo è brutto sopravviene una qual certa malinconia  che stagna come nebbia nel mio emisfero destro peraltro già discretamente intaccato da autostima a singhiozzo.

Allora partendo dal fatto che stamattina il cielo color lavagna gettava secchiate d’acqua sulle finestre, ho pensato di reagire, chiudermi in cucina per non più di mezzora e provare a cucinare qualcosa di sano e di gustoso per pranzo onde poi franare in una pausa post prandiale di circa sei o sette ore.

Nasce così una crema di cavolo romanesco in 10 min.
Le dosi ? be’ ci provo…

1 cavolo romanesco di medie dimensioni
1 cipolla rossa di medie dimensioni
alcuni cucchiai di extravergine di oliva
qualche fogliolina di cedrina
sale nero delle Hawaii
pepe verde
1 busicchio

Cos’ è quella faccia interdetta, non sapete cos’è il busicchio? Un concentrato incredibile di sapori, innanzi tutto.

Tecnicamente è la parte esterna dell’intestino del maiale, che viene posta in un bagno di aceto, sale, peperoncino e finocchio selvatico e poi  lasciata asciugare.  Parliamo di una produzione famigliare, tipica della Maremma. Noi li troviamo dal mitico Nardi, un allevatore-macellatore a pochi chilometri da Capalbio che vanta produzioni ridottissime di piccole chicche della tradizione locale.

Va be’ passiamo alla crema che si sta facendo notte:
Dividere il cavolo a cimette, lavarle e asciugarle. Mettere a scaldare nella pentola a pressione l’olio extravergine di oliva, la cipolla rossa affettata, qualche foglia di cedrina spezzettata e le cimette di cavolfiore, aggiungere acqua fino a coprire a metà le cimette. Cuocere 5 min dal fischio.

Frullare il tutto ed è pronto per servire.

Ho aggiunto qualche fogliolina fresca di cedrina, del pepe verde appena pestato, il sale nero delle Hawaii con il suo sapore amarognolo e leggermente affumicato.

Kaspiterina, mi sono dimenticata proprio il busicchio! Poverino era lì in dispensa da qualche giorno in attesa della sua grande occasione. Ne ho tagliuzzato uno, l’ho lasciato sfrigolare solo nella padellina antiaderente e via, sulla crema. Ora sì!

Bon appetit !

11 comments febbraio 17th, 2011

Biscottini di frolla al cioccolato Scavina e sale affumicato

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Vi presento gli eroi di un pomeriggio bellissimo passato a impastare, infornare e mangiare con la mia piccola “assistente creativa” : Dumbo, il pesciolino Flounder, Bianconiglio e l’Oca faccibianca del popolo migratore. Le favole e le storie si sono intrecciate in acrobazie rocambolesche fino a creare un nuovo unico incredibile racconto, con la partecipazione di altri personaggi nati lì per lì, come la coccinella curiosa, i fiori senza radici, ecc ecc . Magari un giorno di questi lo metto giù su carta…

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I protagonisti della ricetta invece son osolo tre: la pasta frolla (qui la ricetta), il  cioccolato Scavina (60%) del “cioccolataio magico” Bessone, ottenuto da un cacao trinitario che arriva da Bahia, con il suo gusto aromatico, e il suo affascinante carattere ribelle. E, infine, il sale affumicato Danese che ha dato un tocco originale e sferzante ai biscotti. Quelli più piccoli li ho accoppiati con un velo di confettura di mele allo zenzero nel mezzo e poi li ho intinti nel cioccolato lasciato fondere nella cioccolatiera (oppure a bagnomaria) con un goccino di latte. Tutto qua. Basta poco per avere uno spuntino, una colazione o una merenda sana, nutriente e golosa…altro che “merendini” !!!

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8 comments febbraio 21st, 2010

Crostatina di cioccolato fondente Santo Domingo con sale rosa dell’Himalaya, extravergine sardo e pimenton de la Vera

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> Mamma ma pecchè non facciano una cottata ?
> Già, why not ? Ma la voglio golosissima, questa volta
> Sììììììììììììì gologosissima !!!

Ecco le dosi e le istruzioni per una “cottata gologosissima” :

PASTA FROLLA
- 300 g. farina
- 3 tuorli
- 180 g. burro
- 100 g. zucchero a velo
- zest di limone
- zest di lime

CONDIMENTO
- 2 tavolette di fondente monorigine Santo Domingo 71%
- 1 cucchiaio di extravergine Villa d’Orri
- 1 cucchiaino di pimentos de la Vera
- qualche chicco di sale rosa dell’Himalaya

Taglio il burro ben freddo di frigo a dadini. Metto la farina sul piano di marmo e comincio a “sfarinare” il burro, passando i dadini  fra le dita ben infarinate (come quando si fa il gesto dei soldi). Poi lo dispongo a fontana, setaccio sopra lo zucchero a velo, metto al centro i tre tuorli e un po’ di zest di limoe e di lime e infine inizio a impastare con la forchetta e poi con le mani toccando rapidamente con i polpastrelli, per pochi minuti fino a creare una pasta morbida. In frigo nella pellicola per mezzora a riposare.

Imburro e infarino il testo. Stendo la pasta con il mattarello, la sistemo nel testo e la faccio cuocere  nel forno già caldo a 180 ° con della carta da forno e dei fagioli secchi sopra, per non farla sollevare. Sì perchè mi frulla in testa l’idea di una crostatina di cioccolato fondente, niente confetture stavolta.

Ecco, penso subito a un  fondente del cioccolataio magico Silvio Bessone. Più precisamente al monorigine Santo Domingo che proviene da una varietà ibrida spontanea di Criollo e Forastero : all’inizio c’è un che di bosco, toni umidi e freschi di fiori che si aprono, poi arrivano suoni bassi di tabacco, cuoio, profumi sinuosi di vino e nocciole.

Faccio fondere nella cioccolatiera (ma basta un tegamino a bagnomaria) 2 tavolette da 100 g. l’una di cioccolato Santo Domingo spezzettate e un bicchiere di latte intero fino ad ottenere una salsa voluttuosamente densa, che verserò ancora calda sulla crostata nuda.

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Lascio raffreddare (anche troppo…24 ore!!!) e condisco praticamente come un piatto di spaghetti : giro di extravergine, sale e peperoncino !

L’extravergine è il Villa d’Orri, un blend di due cultivar tipiche sarde : bosana e semidana, che in bocca risulta fruttato, con note lievi di erbe e di carciofo. Lega sorpredentemente bene con il cioccolato, aggiungendo note verdi a quelle brune e scure del fondente.

Il sale è quello rosa dell’Himalaya, a chicchi medi, che contrasta la dolcezza del cioccolato con sferzate sapide e spezza la morbidezza della crostata con un crunch di tutto rispetto.

Il pimentos de la Vera è una varietà di peperoncino tipica della regione dell’Estremadura che viene tradizionalmente affumicato con del legno di quercia. E’ l’ingrediente fondamentale del famoso chorizo, la salsiccia spagnola piccante. Regala una striatura speziata e affumicata che ben si amalgama al cioccolato e all’extravergine.

Gologosissima, vero ?

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Con questa ricettina partecipo al contest di Alter gusto :

olio_oliva_dolci

13 comments gennaio 29th, 2010

Agnello con salsa alla menta e piccola padellaccia

ambientato

Ecco una buona ricettina di qualche settimana fa che pesco dall’archivio con moooolto piacere, prima che l’estate giri l’angolo e cominciamo con cavoli, zucca, zuppe e minestre!

Ingredienti x 3 :

1 Kg di carrè d’agnello
un pizzico di fleur de sal de Guerande

fleur-de-sal-de-guerande-vicino

Per la padellaccia :
4 cucchiai di extravergine
2 peperoni
2 melanzane
2 cipolle
10 pomodorini
3 zucchine
15 capperi sotto sale
pizzichino di sale

Per la salsa di menta :
tre manciate di foglie di menta
1 alice sott’olio
un pizzichino di sale grosso integrale
1 goccino di aceto di lamponi

Per prima cosa ho preparato la padellaccia, rigorosamente a crudo in padella (cioè senza soffritto precedente), così le verdurine dell’orto tagliate a cubottoni hanno trovato una fine più che dignitosa. Aggiungo dei capperi sotto sale. Io faccio cuocere coperto fino a cottura ultimata, al limite lascio scoperto all’ultimo perchè risulti cremosa e non acquosa.

Poi sono passata alla salsina alla menta. Ho praticamente rapato la mia pianta di menta sul balcone. Ne ho ricavato parecchie foglie, le ho messe nel bicchiere del minipimer con 3 cucchiai d’extravergine, un’alice sott’olio fatta a casa , un goccio di aceto di lamponi e del sale grosso integrale. Una bella frullata e via. Pronta.

Poi ho cotto l’agnello al barbecue lasciandolo morbido, non propriamente al sangue, ma diciamo rosato. Una volta ritirato dalla brace, l’ho cosparso di fleur de sal e servito in compagnia di padellaccia e salsina.

agnello

C’ho messo accanto un bel bicchiere panciuto dove faceva bella mostra di sè il barbera d’Asti  “La luna e i falò” di Terredavino, un vino che ha stoffa da vendere : corposo, equilibrato, tannico il giusto.  Al naso regala sentori raffinati di viola, liquirizia e vaniglia. La sequenza si ripropone in bocca, con un sottofondo ammaliante di frutti di bosco. Il finale è lungo, persistente.

Un brindisi d’inizio con questo elisir e… si aprono le danze ! Bon Appetit !

la-luna-e-i-fala

12 comments ottobre 4th, 2009

Checkmate in four moves

Scacco matto in quattro mosse.

1. Affetta sottilmente un filetto di tonno con un coltello da salmone.

2. Metti in una ciotola dell’ottimo olio extravergine di oliva (perfetto all’uopo il “Sa Mola de Orri” sardo), il succo di un lime, la scorza del lime ottenuta con il rigalimoni, una radice di zenzero sbucciata e tagliata a tocchetti.

3. Cospargi le fettine di tonno con la salsa e mettilo in frigo in un recipiente chiuso per un’ora.

4. Disponi il tonno in un piatto (scartando lo zenzero) e servilo con la salsa della marinata, della scorzetta di lime fresca (non appassita dalla marinatura) e del sale nero delle Hawaii.

In English, please

Checkmate in four moves :

1. Slice thinly the tuna fillet.

2. Put in a little bowl a cup of extra virgin oil, the juice of a lime and its zest, a peeled ginger root chopped roughly

3. Spread the oil on the tuna slices and put them in the fridge in a closed container for 1 hour.

4.Set the tuna on a dish (avoiding the ginger) and serve with the marinade oil, some fresh lime zest and some Hawaiian black lava salt.


5 comments novembre 20th, 2008


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