
Quando mi capita sul tagliere una bella gallinella di mare, fresca fresca, a me la prima cosa che viene in mente è una tartare, da gustarsi al volo, e così ho fatto. Ma naturalmente la seconda idea per finire di godersela è un piatto di pasta ! Questa volta in bianco, leggerissima, profumata con le erbe del giardino (hoops, balcone, direi…). Oggi sono votata all’essenzialità estrema, e così sia !
Quindi taglio a cubotti la polpa della gallinella la lascio andare in un filo di extravergine insieme a due (dico poprio due di numero, eh?) pomodorini tagliati a metà, nel frattempo scolo le linguine e le ripasso nella padella con la gallinella, mescolo dolcemente e poi impiatto. Sfoglio qua e là un po’ di basilico siciliano (profumatissimo) e di origano fresco.
A tavola !

ottobre 3rd, 2010

La gallinella di mare è un pesce facile a trovarsi nel Mediterraneo e quindi abbonda nelle nostre pescherie. Il prezzo è buono, la carne è bianca, polposa e il sapore delicato. Ieri ne ho comprato un paio e ci ho fatto tre cose diverse. Per primo una tartare da gustarsi al volo io e lui, mentre preparo il resto (alla prossima puntata).

Allora pulisco il pesce dalle interiora e lo sfiletto e poi riduco in polpa i due filetti battendoli al coltello delicatamente. Metto lì un po’ di zest di lime e dei chicchi di melagrana, condisco con dell’extravergine e del succo di melagrana. Mescolo e lascio a marinare e insaporire per 15 min. Sistemo su un cucchiaio gourmet e aggiungo un ramettino di menta al bergamotto. Grazioso vero ? Questo cucchiaio è l’ideale per viziare i nostri commensali con gustosi e eleganti “welcome” o amuse-bouche. Diverse volte mi hanno chiesto “ma dove si trovano ?” bè adesso è facile…guardate qui !!!

La tartare è piaciuta. Sì. A volte le cose più buone sono proprio quelle che nascono così per caso, con quello che hai in cucina e che ti vien voglia di aggiungere lì per lì. La carne delicata della gallinella, la fragranza del chicco di melagrana, la freschezza del lime unito al succo di melagrana, il tocco balsamico e agrumato della menta al bergamotto, il tutto legato dal delicato extravergine monovarietale di taggiasca… simply mouthwatering…
A proposito aggiungiamo lì per lì anche uno spumante ? Sì lo Spumante Chardonnay DOC Vallerenza di Terredavino, chardonnay 100%, delicatamente fruttato con sentori di frutta matura. Soave, sì…Cheers !

settembre 23rd, 2010

Un classico della cucina siciliana che d’estate rallegra spesso la nostra tavola. E’ semplice da preparare e molto gustoso.
Dosi x 3:
- una fetta di spada alta circa 1,5 cm.
- 6 o 7 pomodori San Marzano maturi
- 1 melanzana violetta
- 5 o 6 foglioline di menta
- sale e olio extravergine
- fusilli artigianali Faraci
- 2 spicchi d’aglio
Lavo, asciugo e taglio a cubetti la melanzana e poi la metto a soffriggere in una padella dove l’extravergine ha appena fatto imbiondire uno spicchio d’aglio. A fine cottura aggiungo le foglioline spezzettate di menta, mescolo e lascio in infusione coperchiato.
Taglio il pescespada a cubetti della stessa grandezza della melanzana. Preparo un soffritto con extravergine e uno spicchio d’aglio, calo il pescespada e lo faccio andare a fuoco allegro per fargli fare la crosticinia esterna, poi lo metto da parte. Nella stessa padella butto giù i San Marzano ridotti a pezzettoni, lascio andare su fuoco moderato e a metà cottura aggiugno lo spada appena rosolato. Porto a cottura.
Quando l’acqua bolle, butto giù i mitici fusilli artigianali Faraci,una pasta acqua e farina siciliana la cui sezione è una piccola “s” e grazie alla loro forma e alla ruvidità conferita dalla trafilatura a bronzo raccolgono il condimento in modo eccellente. Unisco la melanzana al sugo con lo spada e mescolo delicatamente. Appena scolati i fusilli li sistemo in una coppapasta a creare una specie di cestino in cui accomodare il condimento, un rametto di menta e via a tavola …

con una bottiglia di Grecanico Mandrarossa 2007 della sicilianissima Cantina Settesoli! Un vino schietto, tipico, con note agrumate in cui spicca il pomeplmo e poi a seguire melone e frutta matura. Un 2 bicchieri del Gambero Rosso a un prezzo strepitoso (7,25 Euro incl IVA) su Gustoshop.biz !!!

settembre 15th, 2010

Ieri mattina una melanzana tonda appoggiata sul ripiano del frigo mi ha fatto venire in mente le mitiche melanzane alla parmigiana, ma non avendo modo, tempo e soprattutto abbastanza materia prima, ho pensato ad una rivisitazione piuttosto semplice, ma gustosa, utilizzando la superstite nel frigo (in attesa delle mie melanzane tonde in crescita sul balcone
) per un piccolo welcome, un modo invitante per dare il benvenuto a tavola ai miei cari e così… ho tagliato a fette la melanzana, ne ho ricavato dei “fiorellini” con l’apposito attrezzetto e li ho fritti in abbondante olio. Poi sui fiorellini ben asciugati con della carta da cucina, ho aggiunto un cucchiaino di salsa di pomodoro ben ristretta, un cubettino di bufalina e due foglioline di cedrina a rilasciare quel sentore agrumato così delicato eppure netto… be’ ha avuto successo. Provate ?

giugno 15th, 2010

Un amuse-bouche da fare al volo, se in frigo riposano delle melanzane grigliate annoiate, rimaste da qualche precedente sbocconcellamento.
Niente dosi, solo una brevissima descrizione : posto un cubetto di mozzarella di bufala al centro della fetta di melanzana, quest’ultima si chiude a fagottino fermandola con uno stecchino e poi nel forno caldo a 169°. Pochi minuti e poi via a tavola con un po’ di zest di limone, fiori di geranio e foglioline di melissa (entrambi ben lavati e asciugati), e qualche goccia vellutata di Acet-up.

La prima sorpresa che si svela al palato è l’accostamento mozzarella (ammorbidita) e buccia di limone, la prima ammanta il palato in un velo di grassa lattiginosità, che viene poi ravvivata dalla freschezza della seconda, che in qualche modo restituisce una bella pulizia in bocca. Segue poi l’erbaceo del geranio e il sentore unico, leggermente piccante della melissa (con le sue preziose proprietà tranquillanti e tonificanti). Nel finale si affaccia con dolce energia la crema balsamica Acet-up di Paltrinieri.

Un piattino fresco, invitante, che stuzzica l’appetito. Potrebbe anche essere uno dei vari elementi di un antipasto composito, insomma a voi la scelta di come, dove e quando…intanto Bon Appetit !
giugno 8th, 2010

Marta fa passi da gigante con le lettere, comincia già a scriverne qualcuna e io davanti a quei tratti un po’ incerti, carichi di promesse, mi sdilinquisco…
Allora anche in cucina i piatti sono spesso ispirati, quando possibile, a qualche lettera da ripetere insieme giocando.
E così nasce la T di… Triglia, (che però in realta è una gallinella di mare, ma questo rimarrà un segreto fra me e voi…) sfilettata e marinata. Ecco come…
Ingredienti x 1 :
una gallinella di mare piccolina
un cucchiaino da tè colmo di zucchero
un cucchiaino da tè colmo di sale integrale
mezzo bicchiere di vodka svedese Absolut
qualche fogliolina di origano fresco
1 pomodoro
1 limone
1 lime
evo – un filo
Si mischiano gli ingredienti per la marinata (alla svedese, come quella per il salmone, qui manca solo il pepe bianco), si sfiletta la gallinella e si spalma un po’ della marinata sulla parte interna dei filetti, poi si compongono “a libretto”, si versa il resto della marinata sopra e si mettono in un piatto coperto, a riposare in frigo per una notte.

Quando si è pronti per servire, si puliscono i filetti con della carta da cucina e si sistemano nel piatto. Poi si uniscono le foglioline di origano, il pomodoro ridotto in piccola dadolata una “zestata” di scorza di limone e di lime, un filo di extravergine di gusto discreto, e il gioco è fatto…

giugno 4th, 2010

Questa pasta all’uovo corta l’ho selezionata da poco per il nostro GustoShop (qui tutte le nostre paste), perchè provandola l’ho trovata davvero perfetta per amalgamarsi con il condimento, grazie alla trafilatura al bronzo che le dona una ruvidezza evidente all’occhio, che promette grandi cose in cottura. Promette e mantiene. E poi la pasta è di bella consistenza (i pastai di Campofilone sanno il fatto loro, c’è poco da fare) e in generale trovo che i formati corti abbiamo una bellezza tutta loro.

La ricetta è facile, nata con quello che c’era in casa, ossia :
- 250 g. di torchietti all’uovo “L’ Antica Pasta” di Campofilone
- olio extravergine
- 1 spicchio d’aglio
- una quindicina di pomodorini ciliegini
- un paio di fettine di guanciale di Maremma
- canestrato foggiano
- 1/2 Kg di fave
- 1 peperone rosso
-un ciuffetto di foglie di basilico
-una manciata di foglie di dragoncello

L’intento era quello di creare un primo piatto che celebrasse uno dei binomi primaverili più azzeccati (fave e pecorino), con uno “zigghetto” di gusto diverso, più fresco e profumato, ecco allora che le erbe aromatiche del balcone mi sono venute in soccorso e il peperone avanzato dalla “padellaccia” del giorno precedente è risultato risolutivo… vediamo come.
Per prima cosa ho avviato un semplice sughetto di pomodorini, scaldando lo spicchio d’aglio spellato nell’evo e poi aggiungendo i pomodorini tagliati in quattro. Un pizzichino di sale e a fine cottura ho aggiunto un trito di foglie di dragoncello a regalare ulteriore profumo.

Nel frattempo ho voluto creare una purea di fave che desse corpo al piatto, legando gli ingredienti e amalgamando la pasta al meglio. Quindi ho sbucciato le fave, le ho lessate in acqua bollente e leggermente salata e poi le ho sbucciate. Ne ho conservate da parte la metà e il resto l’ho frullate aggiungendo le foglie di basilico e abbondante extravergine fino a raggiungere la consistenza cremosa che volevo.

Ho portato a bollore dell’acqua salata e ho buttato giù la pasta. Intanto in un padellino antiaderente ho messo a sfrigoalre il guanciale tagliato a triangolini, senza olio, fino a renderlo un po’ croccante.Poi ho lavato e pulito il peperone tagliandolo a pezzi e col minipimer e un po’ di evo l’ho fullato a crudo ottenendo un composto spumoso, dal gusto verde eppure dolce.

Ho scolato la pasta e l’ho amalgamata al sughetto di pomodorini aggiungendo le fave intere che avevo messo da parte e il guanciale.

Nel piatto ho spennellato sul fondo la crema di fave e sopra ho disposto la pasta. Qualche scaglia di canestrato foggiano, un pecorino di classe, ottenuto dal latte di pecore che crescono allo stato brado, che gli dà un gusto intenso.
Poi ho messo il gazpacho di peperone a lato della pasta e sopra c’ho adagiato una fava sbucciata. Dà colore, ma anche una virata di gusto improvvisa e repentina, tuttavia in armonia col tutto.


Tutto qua. Semplice ma gustoso.
Bon Appetit !
maggio 16th, 2010

Proprio così l’ha battezzato la mia amica Norby, di ascendenze Maceratesi, quando ha visto arrivare a tavola questo piccioncino nel tegame di coccio.
Cucinato in modo semplice, con le sue interiora, il piccione è risultato morbido, per niente stoppaccioso nè amarosco, quindi direi ben riuscito, anche a giudicare dal tegame che ha lasciato la tavola splendido splendente perchè spazzolato da moltepolici scarpette !!!
Ingredienti
1 piccione intero
qualche cucchiaio di evo
2 foglie di alloro
1 rametto di rosmarino
2 spicchi d’aglio in camicia
1 scalogno
10 bacche di ginepro
sale
Il piccione selvatico era arrivato nel nostro freezer per mano di un cacciatore di famiglia che lo aveva anche gentilmente spennato. Quindi, dopo aver frollato ben benino in freezer per una settimana, l’ho scongelato gradualmente in frigo, poi l’ho spezzato in quattro parti, ho lavato bene le interiora e le ho tritate al coltello. Ho preparato un bel soffritto con evo, aglio in camicia e lo scalogno affettato sottilmente. Poi ho aggiunto le erbe aromatiche e le bacche di ginepro appena pestate per far loro rilasciare il profumato olio essenziale.
Ho calato giù lo spezzato di piccione e l’ho fatto dorare a fuoco vivo. Poi è stata la volta delle interiora. Ho bagnato con abbondante vino bianco secco, lasciato evaporare un po’ e poi coperto perchè cuocesse ben umido senza asciugare. Quando aveva esaurito la sua scorta di liquido ho aggiunto qualche cucchiaio di acqua caldissima. Infine ho regolato di sale.
A tavola l’ho servito con il Magone 2007 di Sergio Mottura, un produttore laziale di vino biologico, con le sue belle vigne che si distendono in un lembo settentrionale del Lazio, ai confini con l’Umbria. Il Gambero Rosso lo ha definito “il più grande interprete al mondo del grechetto“, un vitigno bianco umbro-laziale, ma diciamo la verità : anche con i rossi non scherza! Il Magone è un pinot nero in purezza, un vino che conquista per eleganza e finezza. Nulla da invidiare ai neri di Borgogna…
Et voilà, bon appetit !

marzo 21st, 2010

Tanto per sgranchirsi un po’, domenica scorsa pasta all’uovo. Sì !
Metto un po’ di farina a fontana, nel mezzo un paio di tuorli e un uovo intero, li sbatto con la forchetta e aggiungo un pizzico di sale. Pian piano incorporo la farina. Non mi regolo a peso, vado a occhio, avendo cura di tirarla dentro per gradi, quanta ce ne vuole per lasciare però la pasta abbastanza morbida che lavorarla è un piacere, perchè tutto mi può andare in questi giorni che faticare senza motivo
.

Il condimento, semplice e leggero, solo un soffritto di extravergine e crema di aglio rosso di Proceno in cui ho calato giù i pomodorini tagliati in due. Pizzichino di sale e alla fine santoreggia fresca a profumare il piatto.
Mi piace vederla andare a tavola di corsa, sale sulla seggiola come un gatto, stessa agilità, stessa scioltezza. Inforca la forchetta con sicurezza, tira su una montagna di fettuccine e si porta il groviglio alla bocca così com’è, lo aggredisce con vivace caparbietà fino ad annientarlo. Tira su ancora nastri dorati infiocchettati di rosso , gli occhi tradiscono lampi di soddisfazione e io mi beo di lei e di quella adorabile boccuccia pomodorosa… Bon Appetit !

febbraio 9th, 2010

Ecco qui che fine hanno fatto gli ultimi peperoncini del mio balcone (raccolti una ventina di giorni fa!).
Crudi, farciti con ventresca di tonno nel fondo, poi un’acciughina sott’olio con cappero, e un verde vessillo, una fogliolina di menta come solenne promessa di primavera, prossima, ventura, agognata e bramata in questo periodo buio dell’anno.
Croccantino, sapido, mmm, aromatico, piccantino, bè, anzi,, direi abbast… argh… piccantissimo !!!



Mayday – mayday !
Arriva in soccorso, ben freddo, il prosecco di Valdobbiadene “Val d’Oca”, della cooperativa Produttori di Valdobbiadene, che ha puntato alto con un prodotto di buona fattura, onesto e schietto, pulito. Perlage fitto a grana fine, intenso ma fine all’olfatto, con sentori netti di fiori di campo, mela renetta e pesca bianca. In bocca è secco, con vena appena abboccata, fresco e di buona persistenza. Finale appagante, con reminescenze floreali.
A questo punto la lunga attesa che dovrà attraversare faticosamente un paio di stagioni, come un uccello migratore passa sopra ai continenti, diventa improvvisamente più sopportabile, così, d’emblée…
dicembre 22nd, 2009
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