
Un pugnetto di totani nel frigo, avanzato dal giorno precedente, bene oggi pasta con i totani, ma…come vivacizzarla… con del pesto, semplice !
Allora un soffritto di evo con uno spicchio d’aglio e un’alicetta sott’olio a sciogliere a fuoco basso. Giù i pomodorini a spicchi e appena si ammornidiscono i pomodorini giù anche i totanetti puliti, aggiustare di sale e portare a cottura (just few minutes). Un minuto per ripassare la pasta nel condimento. Stemperare il pesto già pronto con dell’evo e aggiungerlo a gocce sul piatto perchè si incontri di tanto in tanto per delle virate di gusto improvvise. Un giro di evo sul piatto e vai.

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febbraio 6th, 2009

Una ricettina facile facile, profumata e gustosa, che io e la mia “personal assistant”abbiamo preparato in un battibaleno.
Abbiamo lavato e pulito i peperoni scelti appositamente di vari colori, liberandoli di picciolo, filamenti interni e semi. Li ho tagliati a listarelle larghe circa 1 cm. e li ho messi in padella nell’extravergine caldo. Dopo averli fatti sfrigolare un po’, abbiamo aggiunto degli ottimi pelati . Ho lasciato andare fino a cottura, cercando di mantenere i peperoni abbastanza croccanti. Alla fine abbiamo aggiunto tanto basilico spezzettando con le mani le foglie in più parti. Abbiamo lasciato coperto perchè il profumo del basilico avvolgesse tutto il sugo.
Scolati i pici, li ho ripassati in padella nel sugo di peperoni e poi li ho coperti con la provola dei Nebrodi tagliata a fettine sottili. Ho lasciato il fuoco bassissimo e ho coperto.
2 minuti 2, e la provola fila che è una bellezza e via, si fila a tavola come un razzo !!!

gennaio 27th, 2009

“La Gallinara” l’abbiamo scoperta al Salone del Gusto. E’ una piccola azienda a conduzione famigliare che si affaccia sulla Riviera di Ponente in quella fascinosa regione, in questi ultimi giorni flagellata dal mal tempo, che è la Liguria. I proprietari sono stati cordiali e siamo entrati in sintonia fin da subito, il risultato è che tra una chiacchiera e l’altra abbiamo finito per assaggiare più di una decina di salse e creme, tutte completamente naturali (senza conservanti, coloranti, stabilizzanti ecc ecc) dal gusto netto, pulito. Il pesto è profumato e al gusto risulta equilibrato nei suoi vari sentori : aromatico per il basilico ligure, sapido e cremoso per la presenza discreta del grana e del pecorino, arricchito dalla nota dolce degli anacardi e dei pinoli. Insomma proprio buono.
La crema di cipolla ci ha davvero sbalorditi. La crema di rucola ci ha conquistati in pochi istanti e la Salsa Rivierasca ci ha colpito per la sua bella personalità. A quel punto è bastato uno sguardo di intesa per decidere di non farceli sfuggire e abbiamo subito preso qualcosa al volo là per là da portare a casa e, naturalmente, da mettere sul sito (abbiate un attimo di pazienza, il tempo di fare le schede tecniche ricordandomi quei bei sapori in bocca, scontornare le foto e poi ci siamo…).

Ecco allora che oggi vi propongo degli spaghetti al Pesto Avvantaggè, cioè pesto avvantaggiato, una ricetta tradizionale ligure che vede la partecipazione di patate e fagiolini ad arricchire il pesto. Me la spiegò con dovizia di particolari il mio amico genovese Giampiero e da allora è entrata nella nostra hit parade delle ricette “semplici e buone” .
E’ facile, veloce e gustosa. Per le dosi, che si faccia ad occhio, come viene, viene bene.
Ho portato a bollore l’acqua, l’ho salata e ho buttato gù i fagiolini lavati, puliti e spezzati a metà
Ho sbucciato una bella patata, l’ho tagliata a dadini, e buttata giù nella stessa acqua dei fagiolini. Stessa sorte è toccata agli spaghetti. Ho alzato la fiamma per far riprendere il bollore.
Ho svuotato il vasetto di pesto in una zuppiera e mentre la pasta le patate e i fagiolini cuocevano nell’acqua in ebollizione ho raccolto più volte con un cucchiaio la schiumina bianca che si produceva sul pelo dell’acqua, ricca dell’amido delle patate e l’ho mescolata dolcemente al pesto.

A cottura ultimata della pasta ho scolato e mescolate delicatamente nella zuppiera.
Ho quindi servito “avvantaggiandomi” a dovere…
Bon Appetit !


P.S. Ora che ho placato l’appetito, scrivo con piacere la ricetta originale del pesto che reperii in una delle mie scorribande gastronomiche a Genova :
“Lavè e feuggie de 3 massi de baxaicò,
sciughele e metteile in to mortà
con dui gaeli d’aggio e unn-a spellinsiga de sa.
Manovrè o pestello in moddo che e feuggie
se possan disfà in scià parete do mortà
e non seggen pestè in to fondo.
Azzunze un po’ pe votta 2 cuggià se parmiggian,
a ad amalgama ottegnua travasè in unn-a terrrinn-a
azzunzendo un goto e mezo d’euio
e remesciando con un cuggià de legno.
Avviè cosci un di ciù antighi mangia de Zena.”
novembre 2nd, 2008

Lo sanno tutti che Amatrice è nel Lazio e l’ Amatriciana uno dei piatti tipici Romani ma questa versione l’ho definita “isolana” per via degli ingredienti un po’ rivisitati. Ossia ho usato il guanciale tradizionale di Barbagia, direttamente da Desulo, e, al posto del classico pecorino romano, la ricotta affumicata calabra, ossia la tipica ricotta calabrese da serbo, ottima per la grattugia.
Un’esplosione di profumi e di sapori, perchè il guanciale dei Rovajo è morbido, saudente, dolce, e la ricotta di pecora calabrese è stagionata, intensa, sapida, dal sentore delicato di affumicato, imperdibile per gli amanti dei sapori decisi.

Poi che altro dire, io checchenedicano i puristi dell’amatriciana, uso la cipolla e un pezzettino di peperoncino nel soffritto, poi ho messo i pomdorini tagliati a quarti anzichè la passata, ho lasciato andare fino a cottura e poi ho aggiunto i dadini di guanciale, precedentemente cotti a parte in un padellino senza olio e senza niente, sono talmente saporiti di loro… Ho mescolato e lasciato insaporire coperto.
I bucatini scolati al dente a ripassare in padella e poi sul piatto caldo una spolverata di ricotta affumicata e… mi è uscito uno strilletto di gioia, per un attimo mi sono risvegliata dal torpore di questi giorni di prima influenza o preinfluenza o come diavolo si chiama !

settembre 28th, 2008

Godiamoci le ultime zucchine, ancora piene di sapore e di sole ! Questo ho pensato quando ho ricevuto la busta con gli ortaggi dei nonni, che arrivano dritti dritti dall’orto di casa loro, nella bella Maremma.
E allora ho affettato sottile sottile una cipolla bianca e l’ho lasciata andare dolcemente in olio extravergine di oliva. Poi ho aggiunto le zucchine tagliate a rondelle e ho portato a cottura. Ho scolato la pasta al dente e l’ho ripassata in padella con le zucchine. Dopo di che ho spento il fuoco e ho messo sopra la pasta delle sottili scaglie di Ragusano DOP, un formaggio siciliano a pasta filata ottenuto dal latte crudo di vacche di razza modicana alimentate al pascolo e a fieno. Chiamato “lingotto di Ragusa” per la sua forma, così atipica per un caciocavallo, il Ragusano ha grande personalità e un gusto sapido (salate poco le zucchine) e intenso cha ha dato lo “zig” giusto al piatto, vivacizzando la dolcezza della cipolla e delle zucchine.
Un attimo a coperchio chiuso, il tempo di farlo sciogliere sulla pasta e poi via a tavola !

settembre 24th, 2008

Non è che la carne non mi piaccia. Anzi.
Ma adesso co ‘sto caldo, non mi viene proprio di cucinare altro che pesce e verdure, se non una bella fiorentina alla griglia come ieri sera. Ma di quella che vi dico ? A parte che sembrava una cotoletta di brontosauro e che l’Avvoltore ci stava da dio, per il resto, c’è poco da chiaccherare e assai, ma assai tanto, da sganassare…
Allora ecco qua l’ennesima ricettina di mare, con un tocco però di campagna, di campi, di terragnolo, di tartufoso, è l’Aglio della Regina, un’erbetta spontanea di montagna, raccolta da Giovanni di Primitivizia e conservata in barattolo con olio e sale. Il sapore è del tutto particolare e aggiunge appunto una nota bassa di terra a questo piatto di mare. Ho fatto così :
- Rosolato l’aglio e sfatto l’alicetta nell’olio non troppo caldo, buttato giù i pomodorini a pezzi, poi i calamaretti puliti e dopo pochi minuti le cozze e le vongole finchè non si sono aperte.
- Scolato la pasta al farro al dente, ripassata in padella nel condimento e impiattato mettendo mezzo cucchiaino di Aglio della Regina sul bordo del piatto.
In questo modo si può mangiare la pasta allo scoglio con il suo sapore di mare del tutto integro, ma ogni tanto lambire con la forchettata di pasta anche la salsina di erba selvatica, che aggiunge uno “zig” di vivacità in più, virando appunto dal mare ai campi e, così facendo, riallacciandosi al farro della pasta.

settembre 14th, 2008
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