
E’ sbocciata l’estate in tutto il suo splendore di sole scottante che fa venire una gran voglia di mare a più non posso.
E così io e Marta il sabato e la domenica ce ne andiamo al mare presto, alle 8 siamo già a sguazzare nell’acqua come due pesciolini e, guardando il golfo ancora deserto, gli scogli assolati e soli, ci prende un senso selvaggio di libertà che ci fa cantare felici, pure sott’acqua !
Poi quando cominciamo a intravvedere i primi temerari che con borsoni in spalla in bilico sugli scogli si avvicinano, sappiamo che la pace sta per essere turbata, ma ci siamo fatti già una buona scorta di dolcissima solitudine e libertà che ci dà modo di accogliere la vicinanza degli altri con serenità.
Dopo un mattinata di mare, con questo caldo pressante, il pranzetto è decisamente leggero ma a cena ci si può concedere qualcosa in più, come un dessert al cioccolato con la frutta.

Eccolo qui, non è un gelato, nè una mousse, nè un semifreddo, ma certamente è fresco e rinfrescante, nonostante le calorie (!).
Ingredienti per uno stampo da plumcake di circa (8 persone):
350 g. di cioccolato fondente di Silvio Bessone – cru Colombia Foresta Amazzonica
150 g. di burro
4 uova freschissime
1 mango
1 manciata di mirtilli
1 manciati di lamponi
70 g. di zucchero a velo
foglioline di menta
(la frutta può essere sostituita a proprio piacimento, of course)
Imburriamo lo stampo da plumcake lo rivestiamo di carta forno.
Sciogliamo insieme a bagnomaria i quadretti di cioccolato e il burro ridotto in cubotti.
Aggiugiamo lo zucchero e mescoliamo bene. Lasciamo raffreddare.
Separiamo turoli da albumi e uniamo un tuorlo alla volta al composto ormai freddo, facendo attenzione ad incorporare perfettamente il tuorlo precedente prima di passare al successivo.
Montiamo a neve gli albumi e li incorporiamo al composto.
Aggiungiamo lamponi e miritlli mescolando delicatamente.
Versiamo il composto nello stampo formando un primo strato, poi distribuiamo le fettine di mango sulla superficie e aggiugiamo altro composto, ancora mango e così via, con la densità che preferite.
Mettiamo in freezer per 4 ore.
Per servire basterà tagliare la mattonella a fette e porre la fetta direttamente sul piatto, altrimenti potete fare come me e usare le formine dei biscotti.
Poi rifiniamo con un frullato di lamponi (lamponi e qualche goccia di limone), foglioline di menta, pistacchi sbriciolati e zucchero a velo.
Siete pronti per l’assaggio ?

luglio 17th, 2011

Che il melone leghi con i sapori salati in modo assai disinvolto lo racconta bene un antipasto italiano per eccellenza, ma anche con i crostacei non sfigura affatto, ve lo assicuro, soprattutto se vivacizzato a dovere. Andiamo in cucina ?
x 4 porzioni
12 gamberi
1 cucchiaino di curry
4 fette di melone
2 cucchiai di succo di limone
1 radice di zenzero fresco
1 cucchiaino di salsa Teriyaki
3 cucchiai di extravergine
sale nero delle Hawaii
foglie di menta
Il sale della Hawaii, oltre a essere bellissimo perchè dona dei contrasti di colore molto suggestivi, essendo carico di carbone attivo, rilascia anche un delicato aroma amarognolo e secco e per di più è disintossicante. Guardate qui che bello…

Allora sicuramente conviene preparare prima il dip in questo modo :
Frullate con il minipimer il melone precedentemente sbucciato e ridotto a dadini.
Grattugiate lo zenzero – è una parola, direte voi e invece no, perchè esiste la grattugia specifica per lo zenzero che estrae la purea e la strizza pure estraendone il succo. Insomma uno strumento immancabile in una cucina attrezzata. Potete acquistare nella nuova sezione “accessori da cucina“, su Gustoshop.biz, venite a vedere !

Aggiungete circa 1 cucchiaino di purea di zenzero, il succo di limone, l’extravergine e la salsa Teriyaki (salsa giapponese a base di soia fermentata, vino, spezie). Mescolate bene. Versate il dip nei bicchierini, cospargete sopra sale nero delle Hawaii.
Sgusciate i gamberi e liberateli del budellino. Rosolateli a fuoco vivace in una padella antiaderente con extravergine e curry.
Infilzate i gamberi negli spiedini, guarnite con le foglie di menta e ponete gli spiedini nei bicchieri con il dip al melone.

Ora non rimane che godersi il gusto speziato del curry in contrasto con la freschezza della frutta, il sapore dolce dei gamberi e la sapidità del dip, il profumo della menta con il suo spunto aggressivo, magari il tutto legato e amalgamato da un bel vino bianco aromatico, perfetto con il curry (ci facciamo un Gewurtz dell’Alto Adige?), ma anche bollicine, perchè no ?
Buon appetito !
giugno 28th, 2011

Tempo fa quel risotto della grande Wennycara mi aveva intrigato parecchio.
L’accostamento fra il sapido del guanciale e la freschezza acidula delle mele grannysmith, sulla base di una croccantezza comune, seppure di diverso tono, aveva guadagnato tutto il mio interesse.
Così quando ho cominciato a pensare a una pasta con la dolcezza e l’aromaticità del cavolo cappuccio mi è venuto spontaneo accostarci l’accoppiata guanciale/mela per ottenere un piatto composito di sapori e ben bilanciato nel gusto.
La scelta della pasta è caduta su un formato corto e un sapore decisamente “di terra” con una sua consistenza ben corposa, come i fusilli di farro (100% farro) integrali e biologici de L’Antica Pasta di Campofilone.
Ora gli ingredienti mi sembravano avessero una loro coerenza, ma mancava un legante, così ho optato per il pesto alla Genovese de La Gallinara, che al Salone del Gusto del 2008 mi conquistò all’istante, insieme alle altre deliziose creme e salse di questa piccola azienda Ligure.

Gli ingredienti x 2 ?
- 200 g. fusilli di farro de L’Antica Pasta di Campofilone
- 1/4 di cavolo cappuccio
- 2 fettine di guanciale di Maremma
- 1/2 mela granny smith
- 1 conf. pesto alla Genovese de La Gallinara
E così è andata, semplicemente :
- ho affettato sottilmente il cavolo cappuccio e l’ho messo in padella a sfrigolare con dell’extravergine
- in un’altra padellina ho messo invece il guanciale tagliato a listarelle sottili a sfrigolare solo soletto, chè c’ha già bel grasso di suo.
- poco prima di servire ho affettato le mele lasciando la buccia
- ho scolato i fusilli, li ho ripassati nel cavolo cappuccio aggiungendo le mele e il guanciale scolato del suo grasso
- ho sistemato i fusilli sul pesto precedentemente messo a specchio nel piatto e… via a tavola !

febbraio 27th, 2011

La gallinella di mare è un pesce facile a trovarsi nel Mediterraneo e quindi abbonda nelle nostre pescherie. Il prezzo è buono, la carne è bianca, polposa e il sapore delicato. Ieri ne ho comprato un paio e ci ho fatto tre cose diverse. Per primo una tartare da gustarsi al volo io e lui, mentre preparo il resto (alla prossima puntata).

Allora pulisco il pesce dalle interiora e lo sfiletto e poi riduco in polpa i due filetti battendoli al coltello delicatamente. Metto lì un po’ di zest di lime e dei chicchi di melagrana, condisco con dell’extravergine e del succo di melagrana. Mescolo e lascio a marinare e insaporire per 15 min. Sistemo su un cucchiaio gourmet e aggiungo un ramettino di menta al bergamotto. Grazioso vero ? Questo cucchiaio è l’ideale per viziare i nostri commensali con gustosi e eleganti “welcome” o amuse-bouche. Diverse volte mi hanno chiesto “ma dove si trovano ?” bè adesso è facile…guardate qui !!!

La tartare è piaciuta. Sì. A volte le cose più buone sono proprio quelle che nascono così per caso, con quello che hai in cucina e che ti vien voglia di aggiungere lì per lì. La carne delicata della gallinella, la fragranza del chicco di melagrana, la freschezza del lime unito al succo di melagrana, il tocco balsamico e agrumato della menta al bergamotto, il tutto legato dal delicato extravergine monovarietale di taggiasca… simply mouthwatering…
A proposito aggiungiamo lì per lì anche uno spumante ? Sì lo Spumante Chardonnay DOC Vallerenza di Terredavino, chardonnay 100%, delicatamente fruttato con sentori di frutta matura. Soave, sì…Cheers !

settembre 23rd, 2010

Un benvenuto dolce e gustoso ai vostri ospiti insieme a un bicchiere rigorosamente ghiacciato di bollicine. E la serata può cominciare…
Per la salsa rosa si mette nel bicchiere del minipimer gli ingredienti in quest’ordine : prima 200 ml di olio di semi (volendo si può usare anche dell’extravergine ma il sapore è molto deciso e può anche risultare pesante), poi l’uovo intero (non sbattuto! solo aperto e buttato giù), 1 cucchiaio di limone (oppure di aceto), fleur de sal – io ho messo quello di Guerande. Si inserisce il minipimer fino a toccare il fondo del bicchiere e si aziona. Monterà in pochi secondi e allora si potrà anche muoverlo su e giù fino alla consistenza desiderata. Una volta montata si mescola delicatamente con un cucchiaio aggiungendo un cucchiaino scarso di salsa Worcester e 1 cucchiaio di buon ketchup. Si deve necessariamente procedere a piccole dosi, così da tararla a seconda del gusto che vogliamo, in questo caso delicato.
I gamberi vengono sgusciati, liberati del budellino con un incisione sul dorso, spennellati di extravergine e passati in una padella antiaderente calda per 30 sec per lato.
Il mango va lavato, sbucciato, ridotto a cubettini e infine passato nel succo di lime perchè non annerisca.
Ci siamo. Si compone il cucchiaino monoporzione in un minuto. La salsa rosa per prima, poi un cubetto di mango e infine un gamberetto a cavalcioni.
Fogliolina di menta e… the mouth is amused, that’s for sure !

ottobre 7th, 2009

Ogni tanto mi diverto a fare il salmone marinato alla Svedese, perchè è facile, dura in frigo tranquillamente qualche giorno e ti trovi il pranzo pronto, bello fresco, senza muovere un dito ! In questo caso ci ho preparato dei “welcome food” carini e gustosi, con quello che avevo in casa : un cetriolo, una papaya, un po’ di salsa rosa home-made.
Quindi ho posto sui cucchiai monoporzione un pochino di salsa rosa, un tocchetto di cetriolo, uno di papaya ripassata nel succo di pompelmo e infine un piccola fettina di salmone marinato.
Che ci beviamo su ? Bollicine, of course ! Lo spumante Piemonte Chardonnay Vallerenza di Terredavino, delicatamente fruttato, equilibrato, con perlage fine e persistente.
Help yourself !

settembre 9th, 2009

Volevo un connubio fresco e invitante per le cozze e ho pensato al melone, primo perchè ce l’avevo in frigo, secondo perchè era un po’ che volevo provare il tocco dolce della frutta in contrasto con le note sapide delle cozze.
La ricetta tipica genovese del pesto avvantaggè (“avvantaggiato” dalla presenza di fagiolini e patate lessate con la pasta), l’avevo già proposta qui. Quando si parla poi di pesto io spesso baro aprendo un barattolino di pesto della ditta famigliare La Gallinara, della riviera di ponente (troppo comodo & troppo buono) e poi lo avvantaggio nel modo classico. E’ una scorciatoia assai efficace e gustosa.

Dunque le dosi, approssimative, come al solito, per 3 persone :
- 300 g. di pasta (chè noi siamo ignoranti quando ci mettiamo con le zampette sotto al tavolino!!!)
- 1 Kg di cozze pulite e private del bisso
- qualche cucchiaio di evo
- una manciata di fagiolini
- una patata sbucciata e tagliata a dadini piccoli
- 3 fettine di melone tagliate a bruonoise
- qualche cucchiaiata di pesto (qui dipende dal gusto personale)
-qualche goccia di colatura di alici di Cetara

Faccio aprire le cozze in un soffritto di evo e 2 spicchi d’aglio che tolgo prontamente appena rosolato. Tiro su le cozze e metto da parte. Filtro il sughino e metto in una casseruola per ripassarci la pasta.
Lesso i mitici conchiglioni trafilati al bronzo del pastificio artigianale Faraci (Sicilia) in abbondante acqua scarsamente salata insieme a fagiolini freschi e dadini piccoli di patate. Metto in una zuppiera qualche cucchiaiata di pesto, prelevo dall’acqua della pasta un paio di cucchiai di amido (quella schiumetta bianca a a pelo d’acqua) e li amalgamo con il pesto.

Con la ramina porto su e scolo i conchiglioni lasciandoli molto al dente (6 min.) e li porto a cottura nel sughetto delle cozze. Dopo un paio di minuti scolo anche patate e fagiolini e li aggiungo al pesto.
Scolo nuovamente i conchiglioni e li amalgamo al pesto avvantaggè. Li sistemo poi nel piatto con le cozze e i dadini di melone. Un filo d’olio extravergine leggero. Qualche goccia di colatura di alici di Cetara per esaltare il lato sapido del piatto.

Cosa rimane da fare ? Aprire una bottiglia, of course! Mi viene voglia di un vino fresco, di pronta beva, non troppo vigoroso. Pochi muscoli e tanto gusto, insomma. Scelgo il Muller Thurgau di Abbazia di Novacella. Un vino altoatesino profumato e aromatico che potrà accompagnare le note delicate di questo piatto, ma anche il sentore erbaceo del pesto così come quello sapido delle cozze. La sua freschezza dovuta alla buona acidità, saprà sgrassare la bocca a ogni boccone regalandoci sentori puliti e netti.
BUON FERRAGOSTO !

agosto 15th, 2009

Dunque la ricetta è ultrafacile e veloce : per prima cosa ho preso le zucchine e le ho “zestate” … noooo … non mi dite che non sapete cos’ è lo zester ??? Be’ la spacconcella che scrive fa tanto la spavalda ma fino a qualche tempo fa non sapeva neanche lei della sua esistenza limitandosi a ricavare la buccia degli agrumi con il rigalimoni. Sì carino, ma niente a che vedere con il vero e propio zester - così chiamato perchè si applica in particolar modo agli agrumi la cui buccia in inglese si chiama zest (e fin là avevo capito anche la spacconcella!). Con questo attrezzetto, che è praticamente un tipo di grattugia, invece di ridurre l’ingrediente in polvere o polpa, si ricavano dei pezzettini integri cambiando dunque il risultato in termini di sapore, consistenza nonchè dal punto di vista estetico.
Lo zester che uso è della Microplane e presto lo troverete anche sul nostro sito “Gustoshop” appena apriremo la sezione ”utensili da cucina” (watch this space !!!
)
Naturalmente una volta che hai lo zester ci passi sopra anche la suola della scarpetta da scogli piuttosto che la noce di cocco, così tanto per vedere che viene fuori. E allora perchè non delle tenere zucchinette con tanto di fiore attaccato ??? [il fiore è stato risparmiato per questioni legate all'economia della ricetta]

E meraviglia delle meraviglie, è venuta fuori questa tartare gonfia, quasi spumosa, che non bisogna maneggiare più di tanto altrimenti perde l’aria e si ammassa, insomma si “smonta” come la panna.

A questo punto l’esperimento mi era garbato parecchio e ho preso dal frigo quello che mi sembrava potesse legare armoniosamente : cacioricotta e fragole. E così nasce questo piatto scapigliato e disinvolto, sbarazzino insomma.
Ma andiamo per ordine, almeno una volta. Gli ingredienti x 1 porzione , eccoli :
4 fragole
1 zucchina
1 spruzzetto di aceto di lamponi
1 fettina di caciofiore di Pitzalis
qualche fogliolina di rughetta
1 cucchiaio di extravergine delicato
pizzichino di sale
fiore di zucca x decorare (se c’è se no ciccia)
Le fragole le ho tagliate in quattro verticalmente per formare quasi dei piccoli fiori, il caciofiore l’ho tagliato a cubetti piccoli. Un pizzico di sale e una spruzzatina di aceto di lamponi sulla tartare, il fiorellino di zucca a petali sopra per guarnire, un girino di olio extravergine delicato sul tutto e vai col tango.

P.S. Lo so, lo so, avevo promesso di approfondire sui formaggi di Pitzalis (anche perchè ve lo devo far conoscere questo tipo, troppo forte) ma non ho ancora finito il post, concedetemi qualche giorno ancora !!!
P.S. 2 Per chi non avesse ancora votato al contest di Jenny “Ci mangiamo una tisana ?”, si accomodi qui, please !!!
luglio 8th, 2009

Prima che spariscano le fragole buone, questo spiedino è di facile preparazione e gran bell’impatto, non è altro che un’insalatina di fragole, basilico e caciofiore, un formaggio a metà fra ricotta e cacio, una squisitezza targata Sergio Pitzalis, di cui vi parlerò diffusamente in un prossimo post.
Un giro di buon extravergine (io ho usato l’Olio del Ministro – monovarietale di caninese denocciolata), una macinata di pepe bianco e qualche goccia di Acet-up, una crema balsamica ottenuta dal mosto di uva cotto acetificato in barili di rovere per almeno 4 anni. E’ una prelibatezza dell’Acetaia Paltrinieri, famosa per il suo ottimo aceto balsamico tradizionale di Modena, invecchiato 12 anni oppure 25 anni e per il Balsamotto, un prodotto giovane e disinvolto che vanta comunque 4 anni di affinamento in botti di rovere .

Quando ti aggiri nella loro bella villa in stile mantovano circondata da vigneti di trebbiano e lambrusco, all’ombra del campanile di Pieve di Sorbara (risalente al periodo di Matilde di Canossa), puoi percepire quell’odore magnifico che emana dai vaselli riposti nel solaio, contenti quell’elisir che distilla decine e decine di anni di storia in una bottiglina piccola piccola : il tradizionale. Un gioiello, insomma. E poi Guido Paltrinieri è una forza della natura, dotato di grande forza comunicativa, ti contagia con il suo amore per il suo lavoro, che è quello della sua famiglia da sempre. E’ lui che esegue personalmente i travasi e i rincalzi, seguendo regole e consuetudini antichissime. Quel posto lì ha un fascino che rasserena l’animo e i loro prodotti lo esprimono al meglio.

Mai fu così dolce “andare a Canossa” !!!
Approfitto per ringraziare Manuela alias Fiordivanilla per il premio che mi ha regalato :
G R A Z I E !!!


giugno 21st, 2009

Avete presente i tagliolini al tè Bancha che ho fatto qualche tempo fa ? Quelli li avevo conditi con gamberoni e pomodorini confit e furono un successone, da lasciarmi sbalordita.
Questa volta ho provato invece un condimento agrodolce, dai freschi sentori agrumati, con il profumo aromatico del basilico rosso e della pianta del pepe. Sicuramente qualcosa di appropriato all’estate che è già qui, seduta sul balcone a scolarsi drink gelati.

Cosa serve x 3 persone :
240 g. di tagliolini preparati come ho indicato qui
1 cipollotta fresca
1 mango maturo
1 pompelmo
qualche foglia di basilico rosso
qualche foglia di piantina del pepe

Poche mosse :
1. Tagliare il mango a quadretti e lasciarlo marinare nel succo e zest del pompelmo.
2. Scaldare l’evo nella padella, rosolarci la cipollotta affettata e calarci il mango a cubetti con il succo e la zest di pompelmo, lasciando andare a fuoco allegro per qualche minuto.
3. Ripassare nella padella i tagliolini al te Bancha cotti al dente e spezzettarci sopra basilico rosso e foglie di piantina del pepe
Servire guarnendo con basilico rosso e pianta del pepe, che ha davvero un sentore gradevolissimo di pepe !!!

E con questa ricetta partecipo al contest di Genny :
CI MANGIAMO UNA TISANA ?


giugno 14th, 2009
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