Involtini speziati di broccoletti e Formai de Mut con insalatina al mandarino

Ecco un’altra ricetta da riciclo, quelle in cui sono ormai super-specializzata, sì.

Infatti per prima cosa ho frullato col minipimer gli ottimi broccoletti dell’orto cucinati a crudo in padella con uno spicchio d’aglio e extravergine, avanzati dalla sera precedente. Avevo già in mente una fine degna per loro.

Ho preso le fettine di girello che si aggiravano in frigo dal giorno prima, “in cerca di autore”, ho messo nel mezzo di ognuna un bel mucchietto di broccoletti frullati e qualche dadino di Formai de Mut dell’Alta Val Brembana. E’ un formaggio vaccino d’alpeggio, dalla pasta colore giallo paglierino, caratterizzata da fitta occhiatura e un gusto ricco, con leggere note di pascolo. Davvero particolare e secondo me in grado di reggere il confronto con il sapore deciso dei broccoletti. [E poi era un altro avanzo in frigo!]

Ho poi formato gli involtini legandoli con dello spago da cucina.

Ho messo uno spicchio di aglio in camicia nell’extravergine in una padella antiaderente , insieme a dei rametti di maggiorana.

Ho cotto gli involtini lentamente su fuoco moderato per una cottura uniforme anche nelle pieghe della carne. Li ho scolati e tagliati a fette e disposti nel piatto.

Nella padellina con il sugo di cottura degli involtini ho sciolto un paio di cucchiaini da caffè di Garam Masala, la miscela di spezie, tipica indiana, dal profumo semplicemente inebriante. Ho sistemato questo sughetto speziato in una ciotolina a parte.

A fianco agli involtini ho composto un’insalatina mista con degli spicchi di mandarino interi e altri tagliati a pezzetti, condita con dell’extravergine e del succo di mandarino emulsionati insieme + un pizzichino di sale.

Enjoy !

 

Nota Benissimo : con questa ricetta partecipo al Contest de Il Gamberetto : Ma sei proprio un broccolo !

 

 

12 comments marzo 8th, 2011

Parmigianina alla cedrina

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Ieri mattina una melanzana tonda appoggiata sul ripiano del frigo mi ha fatto venire in mente le mitiche melanzane alla parmigiana, ma non avendo modo, tempo e soprattutto abbastanza materia prima, ho pensato ad una rivisitazione piuttosto semplice, ma gustosa, utilizzando la superstite nel frigo (in attesa delle mie melanzane tonde in  crescita sul balcone :-) ) per un piccolo welcome, un modo invitante per dare il benvenuto a tavola ai miei cari e così… ho tagliato a fette la melanzana, ne ho ricavato dei “fiorellini” con l’apposito attrezzetto e li ho fritti in abbondante olio. Poi sui fiorellini ben asciugati con della carta da cucina, ho aggiunto un cucchiaino di salsa di pomodoro ben ristretta, un cubettino di bufalina e due foglioline di cedrina a rilasciare quel sentore agrumato così delicato eppure netto… be’ ha avuto successo. Provate ?

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8 comments giugno 15th, 2010

Saccottini di melanzane con limone, geranio e melissa

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Un amuse-bouche da fare al volo, se in frigo riposano delle melanzane grigliate annoiate, rimaste da qualche precedente sbocconcellamento.

Niente dosi, solo una brevissima descrizione : posto un cubetto di mozzarella di bufala al centro della fetta di melanzana, quest’ultima si chiude a fagottino fermandola con uno stecchino e poi nel forno caldo a 169°. Pochi minuti e poi via a tavola con un po’ di zest di limone, fiori di geranio e foglioline di melissa (entrambi ben lavati e asciugati), e qualche goccia vellutata di Acet-up.

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La prima sorpresa che si svela al palato è l’accostamento mozzarella (ammorbidita) e buccia di limone, la prima ammanta il palato in un velo di grassa lattiginosità, che viene poi ravvivata dalla freschezza della seconda, che in qualche modo restituisce una bella pulizia in bocca. Segue poi l’erbaceo del geranio e il sentore unico,  leggermente piccante della melissa (con  le sue preziose proprietà tranquillanti e tonificanti). Nel finale si affaccia con dolce energia la crema balsamica Acet-up di Paltrinieri.

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Un piattino fresco, invitante, che stuzzica l’appetito. Potrebbe anche essere uno dei vari elementi di un antipasto composito, insomma a voi la scelta di come, dove e quando…intanto Bon Appetit !

7 comments giugno 8th, 2010

Tortino di patate e bietola con Montasio

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Quando avanzano due patate e una carota cotte al vapore e la bietola in padella con i pomodorini…be’ può venire fuori un “tortino” gustosetto, senza pretese, ma che ci siamo spazzolati via senza colpo ferire !

Ho schiacciato le patate cotte al vapore con la forchetta, ancora tiepide e ho aggiunto del montasio grattugiato e un macinata di pepe. Poi ho appoggiato il coppapasta sul piatto e c’ho sistemato dentro il composto di patate, che farà da base al tortino.

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Sopra poi c’ho messo la bietola cotta in padella (2 spicchi d’aglio, pomodorini spaccati in due, lasciato andare 5 minuti, poi aggiunto le foglie di bietola pescandole dalla vaschetta dove le ho lavate, senza asciugarle, cotto 10-15 min scoperto).

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Qui il re dei formaggi friulani, il montasio, ci sta alla perfezione, ho pensato, ricordandomi della bietola alla Siciliana di mia zia (in padella con i pomodorini e a fuoco spento il parmigiano reggiano a scaglie). Qualche scaglietta di montasio, le rondelle di carota intorno alla base di patate, il sughetto della bietola tutto intorno e il gioco è fatto. Semplice, carino a vedersi e…decisamente saporito in bocca !

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2 comments febbraio 27th, 2010

Costata di maremmana con tortino di melanzane alla menta e patate novelle con monteveronese d’allevo e erba cipollina

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Se capita a tiro della buona carne di vacca maremmana allevata come si deve, be’ non mi tiro certo indietro ! E’ capitato qualche mese fa e oggi ho realizzato che la testimonianza di quella bella cenetta è rimasta in archivio ignorata per troppo tempo. E allora eccola qua !

La carne è della fattoria Pierangelini a San Giuliano (vicino Bracciano) dove fanno le cose per bene. Il grasso della carne è saporitissimo, non si disfa completamente con il calore della brace ma rimane sostanzioso in bocca e rilascia mille sapori fragranti. E’ un grasso che il cliente medio (oggi ridotto a mero consumatore) non gradisce più : la carne la vuole tenera che si rompe con un grissino, magra e dal sapore “delicato”, ossia inesistente. Poi se la fettina si ritira in padella come un panno di lana lavato a 100°, pazienza!

E così in questa società malata, in questo mercato dopato, va a finire che le realtà virtuose muoiono di stenti, perchè c’è poco spazio per le cose fatte bene.  Quindi se trovo un produttore serio che va avanti nonostante tutto, sopravvivendo e aspettando (finchè ce la fa) tempi migliori, allora gli faccio una gran pubblicità. Perchè se la merita.

Alla fattoria Pierangelini hanno anche il loro orto. Tutto a Euro 1.00 al chilo. Vai e ti prendi quello che vuoi direttamente dalla pianta, poi si fanno i conti, con calma. Il sor Pierangelini cura il suo allevamento di maremmane, la moglie tira avanti la macelleria della fattoria insieme alla suocera, il bambino gioca in bicicletta nello spiazzo davanti casa e tutti insieme mandavano avanti l’orto.

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Per tornare a noi, ho accompagnato la costata con uno sformatino di melanzane ridotte a tocchetti, messi in una teglia con un po’ d’olio e cotte al forno a 180°. Poi le ho cosparse di menta spezzettata, lasciate riposare per dieci minuti e infine stipate e pressate in una formina unta d’extravergine perchè tengano la forma una volta rovesciata lo stampino. Due patatine novelle cotte al forno con tutta la buccia e poi sul finire spaccate a metà e lasciate ancora un minuto sotto al grill con una fettina di Monteveronese a sciogliere sopra. Un po’ d’erba cipollina, una spolverata di pepe nero al mulinello e si porta a tavola.


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Va da sè che qui ci vuole un rosso davvero serio. Come per esempio il Lafòa 2004 della Cantina Produttori di Colterenzio, un cabernet sauvignon in purezza premiato dal Gambero Rosso (edizione 2009) con i 3 bicchieri, il massimo, insomma. Un bel vino, corposo, intenso, tipico (il classico aroma erbaceo del cabernet sauvignon è in bella evidenza), complesso, tannini morbidi e eleganti. Stiamo parlando di una cantina d’eccellenza, che conferma un livello qualitativo nel tempo davvero strabiliante, sia con i rossi che con i bianchi. Un vino importante, il Lafòa,  da annusare, osservare, guardare, girare e rigirare nel bicchiere ampio e panciuto e soprattutto da godersi, in bella compagnia, con un buon piatto rustico e dal gusto potente, come questo !

7 comments settembre 7th, 2009

Lasagne di crema di cavolfiore e asparagi con monteveronese : passaggio di testimone

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Un passaggio di testimone a lungo atteso, quello fra inverno e primavera e finalmente arriva anche sulla nostra tavola con il binomio cavolo verde/asparagi accompagnato da un ottimo formaggio come il monteveronese d’allevo e qualche “sfrizzolo” di burrata pugliese.

La ricetta è facile. Le dosi sono il mio tallone d’achille, non le metto quasi mai perchè cucino sempre a occhio. Comunque direi che x 4 persone ci vorranno : 2 cavoli verdi medi, 2 mazzetti di asparagi (detti asparagina, quelli piccoli – anche se non sono selvatici), 4 cipolline fresche panciute, 300 g. di monteveronese, 80 g. di burrata.

Le cimette di cavolo verde hanno bollito 10 min. nell’acqua salata (tenere da parte l’acqua per le lasagne e due cimette per la guarnizione), poi sono state adagiate in una padella dove le aspettava un bel soffrittino di cipolline fresche [cipolle e cavolo, ma non si usa semmpre l'aglio ? Invece a me andava di provare con le cipolline, guarda un po'!]. Lasciate andare in padella per altri 10 min.

Gli asparagi hanno bollito nell’acqua salata per una decina di minuti e sono stati ridotti in battuto eccetto le punte, tenute da parte.

Le lasagne hanno bollito 1 minuto nell’acqua di cottura del cavolo verde.

Il monteveronese è stato ridotto a cubetti molto piccoli.

E poi via con la composizione delle lasagne : ho unto la fiamminga da forno e poi ho spalmato un po’ di crema di cavolo sul fondo, lasagna, crema di cavolo ancora, monteveronese, battuto di asparagi, lasagna e via così fino a che non si riempe il testo. Sopra le cimette di cavolo verde lesse e le punte di asparagi lessi + un po’ di burrata e una grattugiatina di parmigiano.

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In forno 180°  per 10 minuti.

Semplicemente succulento, secondo me. A voi cosa pare ?

Add comment aprile 18th, 2009

Sedanini con zucchine e ragusano

Godiamoci le ultime zucchine, ancora piene di sapore e di sole ! Questo ho pensato quando ho ricevuto la busta con gli ortaggi dei nonni, che arrivano dritti dritti dall’orto di casa loro, nella bella Maremma.

E allora ho affettato sottile sottile una cipolla bianca e l’ho lasciata andare dolcemente in olio extravergine di oliva. Poi ho aggiunto le zucchine tagliate a rondelle e ho portato a cottura. Ho scolato la pasta al dente e l’ho ripassata in padella con le zucchine. Dopo di che ho spento il fuoco e ho messo sopra la pasta delle sottili scaglie di Ragusano DOP, un formaggio siciliano a pasta filata ottenuto dal latte crudo di vacche di razza modicana alimentate al pascolo e a fieno. Chiamato “lingotto di Ragusa” per la sua forma, così atipica per un caciocavallo, il Ragusano ha grande personalità e un gusto sapido (salate poco le zucchine) e intenso cha ha dato lo “zig” giusto al piatto, vivacizzando la dolcezza della cipolla e delle zucchine.

Un attimo a coperchio chiuso, il tempo di farlo sciogliere sulla pasta e poi via a tavola !

2 comments settembre 24th, 2008


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