
Quando avanzano due patate e una carota cotte al vapore e la bietola in padella con i pomodorini…be’ può venire fuori un “tortino” gustosetto, senza pretese, ma che ci siamo spazzolati via senza colpo ferire !
Ho schiacciato le patate cotte al vapore con la forchetta, ancora tiepide e ho aggiunto del montasio grattugiato e un macinata di pepe. Poi ho appoggiato il coppapasta sul piatto e c’ho sistemato dentro il composto di patate, che farà da base al tortino.


Sopra poi c’ho messo la bietola cotta in padella (2 spicchi d’aglio, pomodorini spaccati in due, lasciato andare 5 minuti, poi aggiunto le foglie di bietola pescandole dalla vaschetta dove le ho lavate, senza asciugarle, cotto 10-15 min scoperto).

Qui il re dei formaggi friulani, il montasio, ci sta alla perfezione, ho pensato, ricordandomi della bietola alla Siciliana di mia zia (in padella con i pomodorini e a fuoco spento il parmigiano reggiano a scaglie). Qualche scaglietta di montasio, le rondelle di carota intorno alla base di patate, il sughetto della bietola tutto intorno e il gioco è fatto. Semplice, carino a vedersi e…decisamente saporito in bocca !

febbraio 27th, 2010

Eccoli qua (in rigoroso ordine di apparizione) i grandi attori di questa piece che mi ha deliziosamente intrattenuta in una domenica di sole e freddo pungente :
x 3 persone:
- 200 g. di fagioli tabacchini del Parco della Val d’Agri in Lucania
- aglio, salvia, rosmarino, sale grosso, extravergine
- mezzo peperoncino secco piccante
- qualche grappolo di pomodorini ciliegini
- 250 g. di pappardelle di Campofilone
- 100 g. di guanciale tradizionale di Barbagia affettato sottilmente
- 100 g. di pecorino dei Monti Sibillini
Quando ho assaggiato le diverse varietà di fagioli del parco della Val d’Agri, in Lucania, li ho trovati davvero superbi: i ciutoi, i verdolini, i tabacchini, riso bianco, ognuno con la sua forma e il suo colore. Questi tabacchini dalla buccia fina e la polpa compatta ma cremosa, necessitano di un buon ammollo, io consiglierei anche 15/18 ore. Li ho lessati in acqua salata con due spicchi di aglio interi, salvia e rosmarino. A fine cottura li ho frullati con il minipimer aggiungendo dell’acqua di cottura e un filo d’olio. Aggiustato di sale. Pronti.
I pomodorini ciliegini li ho lavati e poi tuffati nell’acqua in bollore, dieci secondi, scolati e tuffati nell’acqua gelida. Così li ho spellati facilmente, poi tagliati in quattro e calati in un soffritto di extravergine, due spicchi d’aglio e peproncino. Salati appena appena. Lasciati andare 10 / 15 minuti a fuoco allegro ma non troppo.
Il guanciale tradizionale di Barbagia viene prodotto a Desulo, un paesino di montagna arroccato su un costone del Gennargentu, gode durante la sua stagionatura dell’aria salubre ricca dei sentori balsamici dei boschi intorno e il gusto certamente ci guadagna assai. Dei salumi Rovajo vi ho già parlato qua, ricordate ? L’ho tagliato a listarelle sottili e poi messo a sfrigolare in una padellina calda senza niente. Tolto dopo 10 secondi, appena il grasso diventa traslucido.

Nel frattempo ho lessato nell’acqua salata le pappardelle di Campofilone (vi ho già ammorbato abbastanza con la pasta di Campofilone, lo so…), le ho poi scolate e adagiate sul sugo di pomodorini insieme al guanciale. Gran rimestata sul fuoco, ad amalgamare il tutto. Pronti per impiattare.
Metto un coppino di crema di fagioli al centro del piatto e la spando a cerchio. Sopra ci adagio un nido di pappardelle (mi sono aiutata con un coppapasta), spolvero di pecorino del parco nazionale dei Monti Sibillini – un formaggio artigianale tratto da latte di pecora Sopravvissana (razza autoctona che lotta per la sopravvivenza) aromatizzato con erbe selvatiche (timo serpillo, germogli di rovo, maggiorana, ecc) e caglio naturale, insomma un vero bendidio.
A tavola in men che non si dica che se si fredda è peccato mortale…

gennaio 18th, 2010

Godiamoci le ultime zucchine, ancora piene di sapore e di sole ! Questo ho pensato quando ho ricevuto la busta con gli ortaggi dei nonni, che arrivano dritti dritti dall’orto di casa loro, nella bella Maremma.
E allora ho affettato sottile sottile una cipolla bianca e l’ho lasciata andare dolcemente in olio extravergine di oliva. Poi ho aggiunto le zucchine tagliate a rondelle e ho portato a cottura. Ho scolato la pasta al dente e l’ho ripassata in padella con le zucchine. Dopo di che ho spento il fuoco e ho messo sopra la pasta delle sottili scaglie di Ragusano DOP, un formaggio siciliano a pasta filata ottenuto dal latte crudo di vacche di razza modicana alimentate al pascolo e a fieno. Chiamato “lingotto di Ragusa” per la sua forma, così atipica per un caciocavallo, il Ragusano ha grande personalità e un gusto sapido (salate poco le zucchine) e intenso cha ha dato lo “zig” giusto al piatto, vivacizzando la dolcezza della cipolla e delle zucchine.
Un attimo a coperchio chiuso, il tempo di farlo sciogliere sulla pasta e poi via a tavola !

settembre 24th, 2008