Ieri mattina una melanzana tonda appoggiata sul ripiano del frigo mi ha fatto venire in mente le mitiche melanzane alla parmigiana, ma non avendo modo, tempo e soprattutto abbastanza materia prima, ho pensato ad una rivisitazione piuttosto semplice, ma gustosa, utilizzando la superstite nel frigo (in attesa delle mie melanzane tonde in crescita sul balcone ) per un piccolo welcome, un modo invitante per dare il benvenuto a tavola ai miei cari e così… ho tagliato a fette la melanzana, ne ho ricavato dei “fiorellini” con l’apposito attrezzetto e li ho fritti in abbondante olio. Poi sui fiorellini ben asciugati con della carta da cucina, ho aggiunto un cucchiaino di salsa di pomodoro ben ristretta, un cubettino di bufalina e due foglioline di cedrina a rilasciare quel sentore agrumato così delicato eppure netto… be’ ha avuto successo. Provate ?
Un amuse-bouche da fare al volo, se in frigo riposano delle melanzane grigliate annoiate, rimaste da qualche precedente sbocconcellamento.
Niente dosi, solo una brevissima descrizione : posto un cubetto di mozzarella di bufala al centro della fetta di melanzana, quest’ultima si chiude a fagottino fermandola con uno stecchino e poi nel forno caldo a 169°. Pochi minuti e poi via a tavola con un po’ di zest di limone, fiori di geranio e foglioline di melissa (entrambi ben lavati e asciugati), e qualche goccia vellutata di Acet-up.
La prima sorpresa che si svela al palato è l’accostamento mozzarella (ammorbidita) e buccia di limone, la prima ammanta il palato in un velo di grassa lattiginosità, che viene poi ravvivata dalla freschezza della seconda, che in qualche modo restituisce una bella pulizia in bocca. Segue poi l’erbaceo del geranio e il sentore unico, leggermente piccante della melissa (con le sue preziose proprietà tranquillanti e tonificanti). Nel finale si affaccia con dolce energia la crema balsamica Acet-up di Paltrinieri.
Un piattino fresco, invitante, che stuzzica l’appetito. Potrebbe anche essere uno dei vari elementi di un antipasto composito, insomma a voi la scelta di come, dove e quando…intanto Bon Appetit !
Prendi la bufalina e la tagli a metà per farci la base, bianca come latte. Aggiungi il rosso intenso della salsa di ciliegino siciliana e il rosso mattone del berberè macinato, un mix di spezie a base di peperoncino essiccato abissino, molto aromatico e piccante tipico dei paesi del Corno d’Africa. Per me è un dolcissimo ricordo di Asmara, in Eritrea. Il verde brillante di una fogliolina di basilico, superstite sul balcone. Goccia di extravergine coloro oro. Una tavolozza di gusto, vero ?
Due parole per la salsa di ciliegino Faraci, le spendo, sì. Non ho mai amato le salse e i sughi comprati, ma ci sono delle eccezioni. Ci sono casi in cui non potresti mai dire che è qualcosa di pronto: niente saporini strani, di conservante, di stantio, di poco fresco. Anzi, una bella fragranza. I Faraci sono in Sicilia, a Floridia, vicino Siracusa. Fanno la pasta in primis, perchè nonno Antonino faceva il lavorante presso un mulino e poi decise di metter su un pastificio artigianale che produce ormai dal 1930 dell’ottima pasta trafilata al bronzo (eliconi, conchiglioni, paccheri, fusilli lunghi), ricavata da grano rigorosamente siciliano (vi pare poco mettersi a riparo da grani esteri con alto rischio di OGM?). Poi negli ultimi anni hanno cominciato a fare dei sugo (ragù di tonno, sugo di ricciola, sugo pescespada e gamberetti), il pesto di pistacchi di Bronte, i ciliegini “semidry”, una caponata da urlo e, appunto, la salsa di ciliegino, che quando i pomodorini freschi non ci sono più è decisamente una buona alternativa, chè è meglio un buon pomodoro conservato che un pessimo pomodoro fresco fuori stagione !
Una ricettina facile facile, profumata e gustosa, che io e la mia “personal assistant”abbiamo preparato in un battibaleno.
Abbiamo lavato e pulito i peperoni scelti appositamente di vari colori, liberandoli di picciolo, filamenti interni e semi. Li ho tagliati a listarelle larghe circa 1 cm. e li ho messi in padella nell’extravergine caldo. Dopo averli fatti sfrigolare un po’, abbiamo aggiunto degli ottimi pelati . Ho lasciato andare fino a cottura, cercando di mantenere i peperoni abbastanza croccanti. Alla fine abbiamo aggiunto tanto basilico spezzettando con le mani le foglie in più parti. Abbiamo lasciato coperto perchè il profumo del basilico avvolgesse tutto il sugo.
Scolati i pici, li ho ripassati in padella nel sugo di peperoni e poi li ho coperti con la provola dei Nebrodi tagliata a fettine sottili. Ho lasciato il fuoco bassissimo e ho coperto.
2 minuti 2, e la provola fila che è una bellezza e via, si fila a tavola come un razzo !!!