Tartare di gamberoni rossi con cedrina e senape

Un fiorellino dolcissimamente profumato da cogliere in tutta la sua fragranza!

Si tratta di una tartare da fare in 10 minuti e lasciare in frigo per un’oretta a insaporirsi e servire così con tutto comodo. Per chi ama i crudi è una bontà che fa quasi immalinconire.

I gamberoni rossi si battono al coltello (si tagliano finemente fino a ridurre la polpa in crema) e si condiscono con abbondante zest di limone, foglie di cedrina finemente tritate, extravergine leggero. Poi in frigo per un’oretta.

Per servire ho  sistemato sul piatto una formina per biscotti, ho pressato dentro la tartare, ho spolverato con della senape in polvere e guarnito con foglioline di cedrina.

La polvere di senape dà una virata di sapore apprezzabilissima. Le varie sfumature di gusto si amalgamano, si intrecciano e si rincorrono in una sinfonia armoniosa tutta da provare.

Just help yourself !

[In un'immobile campagna, con la pioggia che ci bagna, i gamberoni rossi sono un sogno e il sole un lampo giallo al parabrise]

15 comments giugno 7th, 2011

Tartare di gallinella di mare con melagrana, lime e menta al bergamotto

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La gallinella di mare è un pesce facile a trovarsi nel Mediterraneo e quindi abbonda nelle nostre pescherie. Il prezzo è buono, la carne è bianca, polposa e il sapore delicato. Ieri ne ho comprato un paio e ci ho fatto tre cose diverse. Per primo una tartare da gustarsi al volo io e lui, mentre preparo il resto (alla prossima puntata).

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Allora pulisco il pesce dalle interiora e lo sfiletto e poi riduco in polpa i due filetti battendoli al coltello delicatamente. Metto lì un po’ di zest di lime e dei chicchi di melagrana, condisco con dell’extravergine e del succo di melagrana. Mescolo e lascio a marinare e insaporire per 15 min. Sistemo su un cucchiaio gourmet e aggiungo un ramettino di menta al bergamotto. Grazioso vero ? Questo cucchiaio è l’ideale per viziare i nostri commensali con gustosi e eleganti “welcome” o amuse-bouche. Diverse volte mi hanno chiesto “ma dove si trovano ?” bè adesso è facile…guardate qui !!!

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La tartare è piaciuta. Sì. A volte le cose più buone sono proprio quelle che nascono così per caso, con quello che hai in cucina e che ti vien voglia di aggiungere lì per lì. La carne delicata della gallinella, la fragranza del chicco di melagrana, la freschezza del lime unito al succo di melagrana, il tocco balsamico e agrumato della menta al bergamotto, il tutto legato dal delicato extravergine monovarietale di taggiasca… simply mouthwatering…

A proposito aggiungiamo lì per lì anche uno spumante ? Sì lo Spumante Chardonnay DOC Vallerenza di Terredavino, chardonnay 100%, delicatamente fruttato con sentori di frutta matura. Soave, sì…Cheers !

vallerenza-2

3 comments settembre 23rd, 2010

Insalatina di ovoli con acet-up di Paltrinieri e il Tragugnano di Mottura

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No non mi sono proprio inventata niente, ho semplicemente fatto quello che mi è venuto naturale, avendo ricevuto un cestino di ovoli da cari amici, raccoglitori di funghi dei boschi di Tolfa. E allora ecco qua, un’insalatina fresca, con il sapore delicato eppure pregnante degli ovoli crudi, quello fresco e verde del sedano tagliato sottile con la mandolina, la pastosita sapidità del parmigiano a scagliette, un filo di extravergine emulsionato con qualche goccia di limone e…

just some drops of Acet-up , una creazione dell’Acetaia Paltrinieri di cui abbiamo già parlato qua e qua.

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Lo accompagnamo con un Orvieto Classico, il Tragugnano di Sergio Mottura, un vino che colpisce per l’elegante corposità, senza passaggi in legno, solo acciaio e affinamento in bottiglia, premiato dai due bicchieri neeri del Gambero Rosso.

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Cheers !

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6 comments settembre 8th, 2010

Amuse bouche con bufalina e salmone marinato alla svedese, aneto, cedrina e geranio

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Un bocconcino sfizioso che potrebbe essere parte di un buffet oppure la minuscola ma preziosa portata di apertura di un pranzo, per dare il benvenuto ai vostri ospiti.

fronte

Gli ingredienti x farci due bocconcini :
1 ovolina di bufala
1 fettina di salmone marinato alla svedese
foglioline di aneto
1 fiore di geranio
2 foglie di cedrina
pepe bianco al mulinello

Si taglia a metà l’ovolina di bufolina per ottenere le basi dei due finger food. Sopra ci si mette una strisciolina di salmone ripiegata su se stessa, una fogliolina di cedrina e un petalo di geranio. Filino di extravergine delicato e spolverata di pepe a mulinello, per chi lo gradisce.

Pronto. E voi siete pronti ad aprire le danze ?

cielo

14 comments novembre 5th, 2009

Insalata di gamberi e porcini con tartufo estivo

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Questo piatto dai sapori decisamente accattivanti nasce dal graditissimo regalo di un amico, il quale, conoscendo le mie inclinazioni gastronomiche, mi ha messo in mano un pacchetto bitorzoluto e profumato (per molti maleodorante) ricevendo in cambio un sorriso da ebete. Grazie Sandro !

Il sorriso da ebete era la conseguenza del frullio dei miei neuroncini a mille giri per scegliere immediatamente un adeguato utilizzo del “callo della terra” come lo chiamava Plinio il Vecchio. In effetti nell’antichità il tartufo veniva usato diffusamente :  i Sumeri (1600-1700 a.C.) lo univano alle loro preparazioni a base di orzo, lenticchie, ceci e anche i Greci e i Romani lo sapevano apprezzare in cucina. Poi nel Medioevo questo fungo ipogeo scomparve dalle tavole per riapparire più tardi durante il Rinascimento ma questa volta solo su quelle aristocratiche.

Quindi, per tornare a noi, con un bel tartufotto estivo e qualche porcino a disposizione, bè la prima cosa che mi viene in mente in assoluto è una bella insalata mare e bosco. Poi in serata ci sarà comunque modo di sfruttare debitamente gli ingredienti cuocendoli ma se sono freschi, allora il crudo è il massimo !

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E c’è veramente poco da fare : sgusciare i gamberi, pulire delicatamente i porcini con un panno bagnato e strizzato, spazzolare il tartufo, affettare, disporre, un giro di extravergine delicato, un pizzichino di fleur de sal e poi… tuffarsi dentro ogni sapore con slancio !

Che ci si beve su, un riesling altoatesino dal timbro minerale, per bilanciare i gamberi, con buona spalla acida per pulire la bocca dal sapore intenso del tartufo, di personalità ma non troppo invadente, che ci vuole delicatezza con un’insalatina così. Sì perchè il “Kaiton” i suoi tredici gradi e mezzo se li porta assai bene. L’azienda Kuenhof, della famiglia Pliger, a Bressanone è un esempio di viticoltura avanzata, per come la intendo io. Loro, poi, sono semplicemente mi – ti – ci. Un giorno di questi vi spiego tutto : perchè e per come, ma per adesso… cin cin !

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10 comments settembre 21st, 2009

Pesce sciabola marinato alla rosa

dallalto

Pesce sciabola, ancora, siii ! Con una marinatura robusta, addolcita dai petali di rosa. Facilissimo da fare, gustosissimo e sempre pronto in frigo, fresco fresco per i giorni più torridi dell’estate, cioè questi !

Del pesce sciabola, o spatola ho già parlato qui e qui . Non mi stancherò mai di dirlo, è buono, nutriente, economico e versatile. E’ un pesce azzurro e quindi, come tale, ha acclarati benefici nutrizionali : contiene gli Omega 3 (gli acidi grassi polinsaturi che contribuiscono a ridurre il colesterolo cattivo a beneficio dell’apparato cardiovascolare), contiene vitamine e sali minerali (ferro e fosforo innanzi tutto). Quindi niente scrupoli a darci dentro.  ;-)

particolare

Prendi il pesce sciabola e lo congeli (per evitare che qualche parassita presente nella sacca viscerale possa disturbare, dal momento che l’unica cottura prevista è nell’aceto). Poi lo scongeli dolcemente in frigo, lo tagli a trancetti e lo metti nell’aceto, possibilmente buono, quello naturale, insomma, piuttosto che quello comprato, per tre ore. Poi lo metti a sgrondare nella scola per un’oretta almeno, che perda tutto l’aceto, altrimenti continua a cuocere. Infine lo metti sott’olio (extravergine) con un po’ di prezzemolo tritato. Dritto in frigo senza passare dal via. Quando lo servi ci metti sopra qualche petalo di rosa e un’insalatina golosa. Un giro d’extravergine. Il gioco è fatto.

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Per via dell’aceto, qui ci va un vino secco con una buona spalla acida, che sappia accompagnare senza stridere con l’acidità sostenuta del piatto. Un Sauvignon fa al caso suo e allora ci stappiamo quello di Rottensteiner, cantina storica di Bolzano, che ottiene vini strepitosi contenendo i costi e quindi i prezzi. Ma tornerò a parlarne presto perchè siamo andati a trovarli e la visita è stata un piacere assoluto, che vorrei riuscire a trasmettervi.sauvignon-1

P.S. Ringrazio infinitamente Fra per il bel premio che mi ha girato

blog-de-ouro

(Grazie Fra sei un tesoro !!!)

7 comments agosto 19th, 2009

Fior di zucca con fragole alla menta antartica e ricotta di capra allo zenzero (alla luce di una spettacolare Alba Rosa!)

profilo

Un antipastino semplice e gustosissimo. Il fiore di zucca crudo è buono. Per nulla fastidioso al palato, anzi, la parte che mi è piaciuta di più è quella inferiore, con note verdi esplosive.

fiori-di-zuccaparticolare-fragola1ricotta-di-pecora

Ingredienti per ogni persona :
1 fiore di zucca
2 fragole mature
2 cucchiai di ricotta di capra (altrimenti pecora)
2 cucchiai di extravergine buono
un pizzichino di sale
1 cucchiaino da caffè di polpa di zenzero ricavata grattugiando la radice fresca
1 fogliolina di menta artica (dal gusto forte di chewingum alla menta – incredibile)

AAA: Mescola bene la ricotta con l’extravergine, la polpa di zenzero e un pizzichino minuscolo di sale

BBB: Riempi il fiore privato del pistillo con la ricotta, pressando un po’.

CCC: Copri la ricotta con una dadolata di fragole.

DDD: Una fogliolina di menta artica, un filo di extravergine e servi(ti).

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E due gocce di acet-up ? Just try it !

sezione-con-acet-up

Che ci beviamo su ? Un rosato leggero, l’Alba Rosa derivante dall’omonimo vitigno a bacca rosa unico al mondo, ritrovato e riscoperto da Antonio Cugini (cantina Strade Vigne del Sole) nella zona dei castelli romani. Seppure servito freddo spiccheranno al naso note speziate, in primis di pepe rosa, a cui segue netta la menta e poi rosa, fragola e banana. Sapido e persistente in bocca, si ripropone al palato la sequenza olfattiva, che si lega mirabilmente al gusto delicato delle fragole e dello zenzero, presenti nel piatto… una dolce serata estiva può cominciare allegramente, proprio così, con un “alba rosa” da sballo…

alba-rosa

7 comments luglio 28th, 2009

Tartare di zucchine con fragole e cacioricotta

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Dunque la ricetta è ultrafacile e veloce : per prima cosa ho preso le zucchine e le ho “zestate” … noooo … non mi dite che non sapete cos’ è lo zester ??? Be’ la spacconcella che scrive fa tanto la spavalda ma fino a qualche tempo fa non sapeva neanche lei della sua esistenza limitandosi a ricavare la buccia degli agrumi con il rigalimoni. Sì carino, ma niente a che vedere con il vero e propio zester - così chiamato perchè si applica in particolar modo agli agrumi la cui buccia in inglese si chiama zest (e fin là avevo capito anche la spacconcella!). Con questo attrezzetto, che è praticamente un tipo di grattugia, invece di ridurre l’ingrediente in polvere o polpa,  si ricavano dei pezzettini integri cambiando dunque il risultato in termini di sapore, consistenza nonchè dal punto di vista estetico.

Lo zester che uso è della Microplane e presto lo troverete anche sul nostro sito “Gustoshop” appena apriremo la sezione ”utensili da cucina” (watch this space !!! :-) )

Naturalmente una volta che hai lo zester ci passi sopra anche la suola della scarpetta da scogli piuttosto che la noce di cocco, così tanto per vedere che viene fuori. E allora perchè non delle tenere zucchinette con tanto di fiore attaccato ???  [il fiore è stato risparmiato per questioni legate all'economia della ricetta]

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E meraviglia delle meraviglie, è venuta fuori questa tartare gonfia, quasi spumosa, che non bisogna maneggiare più di tanto altrimenti perde l’aria e si ammassa, insomma si “smonta” come la panna.

zest-zucchine

A questo punto l’esperimento mi era garbato parecchio e ho preso dal frigo quello che mi sembrava potesse legare armoniosamente : cacioricotta e fragole. E così nasce questo piatto scapigliato e disinvolto, sbarazzino insomma.

Ma andiamo per ordine, almeno una volta. Gli ingredienti x 1 porzione , eccoli :

4 fragole
1 zucchina
1 spruzzetto di aceto di lamponi
1 fettina di caciofiore di Pitzalis
qualche fogliolina di rughetta

1 cucchiaio di extravergine delicato
pizzichino di sale
fiore di zucca x decorare (se c’è se no ciccia)

Le fragole le ho tagliate in quattro verticalmente per formare quasi dei piccoli fiori, il caciofiore l’ho tagliato a cubetti piccoli. Un pizzico di sale e una spruzzatina di aceto di lamponi sulla tartare, il fiorellino di zucca a petali sopra per guarnire, un girino di olio extravergine delicato sul tutto e vai col tango.

top

P.S. Lo so, lo so, avevo promesso di approfondire sui formaggi di Pitzalis (anche perchè ve lo devo far conoscere questo tipo, troppo forte) ma non ho ancora finito il post, concedetemi qualche giorno ancora !!!

P.S. 2 Per chi non avesse ancora votato al contest di Jenny “Ci mangiamo una tisana ?”, si accomodi qui, please !!!

6 comments luglio 8th, 2009

Carpaccio di pesce sciabola su pomodorino confit

profilo

Mai parlato del pesce sciabola? Mi sa di no. Eppure è uno dei pesci che preferisco. Conosciuto anche come spatola, pesce bandiera, argentin, appartiene alla categoria del pesce azzurro, quindi particolarmente salutare (anche per il portafoglio), ha un sapore delicato e poche spine. Ha anche un aspetto curioso : il corpo lungo nastriforme è senza squame e schiacciato ai lati, il colore è argento chiaro. E’ molto versatile e si presta praticamente a tutti i tipi di preparazione : fritto, col sugo, marinato, al forno, ecc ecc.

Dal momento che può avere dei parassiti nascosti nella carne se si deve mangiarlo crudo o marinato, è sempre bene congelarlo, mentre con la cottura tradizionale non ci sono problemi.

particolare-2

Gli ingredienti ? Eccoli :

300 g. di pesce sciabola sfilettato
evo buono e delicato
succo e zest di 1 lime
2 cucchiai di aceto di lamponi
fleur de sal

Dunque, dopo averlo scongelato lentamente nel frigo, l’ho sfilettato velocemente (ha praticamente solo la pina centrale) e ho ricavato dal filetto delle fettine sottili con il coltello da salmone. La carne è bianca, soda, compatta, una meraviglia.

L’ho messo a marinare per 1 oretta con l’emulsione di evo, succo di lime, zest di lime e aceto di lamponi. Prima di servire una spolverata di fleur de sal.

profilo-2

Per il procedimento relativo ai pomodorini confit, invece, guarda qui, nella ricetta dei tagliolini al tè Bancha.

Poi per ogni persona ho messo in un cucchiaio da antipasto mezzo pomodorino confit e una strisciolina di carpaccio arrotolata con delle scorzette di lime.

E’ tutto pronto da gustare !

frontale

Che ci beviamo su ? Un vino dei castelli romani, quindi un vino leggerino, beverino, come da clichè ormai consumato… niente affatto ! Qui si parla di Optimo, un vino bianco di struttura e di notevole carica alcolica (13°), ottenuto da vitigni autoctoni dei colli (malvasia, bellone, bombino) salvati dal mitico vignaiolo Antonio Cugini dell’azienda agricola Strade di Vigne del Sole. Al naso arivano subito sentori di frutta matura : mela golden e pera. Poi arrivano le note floreali di ginestra e gelsomino. In bocca risulta intenso, fine e persistente. Buona sapidità e acidità che regala freschezza. Morbido e equilibrato. Adatto ai piatti di pesce, anche quelli di sapore intenso. Il prezzo ? Decisamente ridicolo confronto alla qualità del vino. Hanno deciso di risparmiare sulla bottiglia (ora più leggera) e sull’etichetta (meno plastificata ma comunque molto carina) per offrire un prodotto davvero notevole a un prezzo ottimo, come il vino, appunto. Da noi lo trovate a Euro 4,50 IVA inclusa.

optimo-200

Sicuramente il lavoro di Antonio e Alessandro Cugini (padre e figlio) che sono rispettivamente alla 7° e 8° generazione nella conduzione dell’azienda di famiglia, merita davvero un post a parte, tutto per loro, perchè sono un esempio di produzione virtuosa e impegnata, attenta a tanti aspetti. Gente seria, ma sempre con il sorriso sulle labbra.

15 comments giugno 6th, 2009

Insalatina di sparnocchie al rosso adorante di geranio

sparnocchie1

Un’insalatina fresca di spinaci, crostacei crudi e le pennellate rosso adorante dei petali di geranio, leggeri, vellutati, che portano con sè l’amore vibrante della primavera, quella che spinge su le gemme, i germogli e i virgulti, quella che incoraggia il bucanave ad attraversare la coltre bianca con la sua testolina delicata ma convinta. La primavera che vedo sul mio balcone fiorire tutti i giorni, insaziabilmente.

E allora ci tuffiamo nella primavera inoltrata (con temperature estive) immergendoci nella frescura di un’insalatina profumata di geranio. Le dosi sono frugali, ma si possono anche raddoppiare o triplicare a piacere, tanto non ci vuole gran che, solo :

x 2persone (che devono poi mangiarsi un altro paio di antipastini, un bel piatto di pasta, secondo, contorni e dessert) :

2 sparnocchie freschissime
diversi cespetti di virgulti e foglioline giovani di spinaci
1/2 lime
2 fiori di geranio rosso
evo delicato q.b.
fleur de sal de Camargue (opp sale normale, of course)

fleur-de-sal-de-camargue

Si aprono delicatamente le sparnocchie partendo dalla parte laterale del “ventre”, dopo avergli tolto la testa e procedendo pian piano con un coltello ben affilato. Arrivati alla coda bisogna fare con molta delicatezza per estrarla intera con i suoi “occhi”, le due macchioline scure così caratteristiche. La consistenza è delicatissima, quasi gelatinosa per cui bisogna stare mooolto attenti se non volete passare direttamente a una tartare ! Poi si marinano per una ventina di minuti solamente con un po’ di evo delicato e delle scorzette di lime.

Si lavano e asciugano bene gli spinaci e si condiscono con un’emulsione di ottimo evo delicato e del succo di lime, e del fleur de sal mescolandoli per bene.

Si dispongono le sparnocchie sgusciate nel piatto e vicino l’insalatina di spinaci già ben condita. Ci si aggiunge sopra qualche petalo di geranio  e un fiorellino intero per decorare, appena prima di servire e si va in tavola pronti all’assaggio.

insalatina-di-sparnocchie-spinaci-e-gerani1

P.S. Rillassatevi e lasciatevi adorare dal rosso fuoco del geranio a ogni boccone

P.P.S.  Sì, adoro Paolo Conte

7 comments maggio 27th, 2009

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