Linguine telline e scampetti con aglio selvatico

generale3

Ho già parlato dell’aglio selvatico (qui), che con il suo tocco delicatamente erbaceo mi intriga tantissimo e allora eccolo qua questa volta utilizzato per un primo di mare.

aglio-selvatico

Ora gli ingredienti x 4 :
300 g. di pasta (noi 3 etti ce li mangiamo in 3 ma convenzionalmente la porzione pro capite dovrebbe essere 70/80 g. giusto ?)
qualche bulbo di aglio selvatico
1 sacchetto di telline
una ventina di scampetti
una ventina di pomodorini

Un po’ di extravergine in padella a scaldare, un po’ di aglio selvatico pulito lavato e tagliato a pezzetti, poi i pomodorini precedentemente sbucciati (immersi in acqua in ebollizione per 20 sec, scolati e gettati nell’acqua con ghiaccio), tagliati in quattro e scossi nello scolapasta per fargli perdere acqua e semi.

tellina

Quando sono quasi pronti butto giù anche le telline e le faccio aprire, poi un attimo prima di aggiungere le linguine già lessate in acqua salata, metto dentro al sugo con le telline anche gli scampetti, che cuociono in 1 minuto. Ripasso la pasta sul fuoco basso, per asciugare debitamente il sugo e renderla cremosa. Eccola qua :

particolare1

Che ci si beve su ? L’Adelaide di Strade Vigne del Sole, un uvaggio di quattro vitigni autoctoni dei colli romani : trebbiano giallo, trebbiano verde, pecorino, chiapparone. Questi vitigni hanno dei nomi incredibili, che solo qua, in questa parte d’Italia, potevano nascere. E questa originalità si rispecchia anche nei vini, cha hanno un timbro tutto loro. Il prezzo è incredibile rispetto alla qualità del vino (Euro 6,72 incl IVA presso GustoShop.eu) ma questo fa parte della politica “moderna” di questa antica cantina : qualità a buon prezzo. Da applauso.

Parliamo di un vino  di struttura e buon corpo dal colore giallo carico e i profumi ammalianti di banana e ginestra, persistente in bocca. Quando arriva sulla lingua avverti un friccichio appena percettibile, un fremito sottile. Non c’è niente da fare, i vini di Strade Vigne del Sole sono una voce fuori dal coro. Non trovo mai il tempo per scriverne per bene. Ma rimedierò presto, intanto … alla salute !

adelaide-st-vigne-del-sole

6 comments giugno 25th, 2009

Insalatina di sparnocchie al rosso adorante di geranio

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Un’insalatina fresca di spinaci, crostacei crudi e le pennellate rosso adorante dei petali di geranio, leggeri, vellutati, che portano con sè l’amore vibrante della primavera, quella che spinge su le gemme, i germogli e i virgulti, quella che incoraggia il bucanave ad attraversare la coltre bianca con la sua testolina delicata ma convinta. La primavera che vedo sul mio balcone fiorire tutti i giorni, insaziabilmente.

E allora ci tuffiamo nella primavera inoltrata (con temperature estive) immergendoci nella frescura di un’insalatina profumata di geranio. Le dosi sono frugali, ma si possono anche raddoppiare o triplicare a piacere, tanto non ci vuole gran che, solo :

x 2persone (che devono poi mangiarsi un altro paio di antipastini, un bel piatto di pasta, secondo, contorni e dessert) :

2 sparnocchie freschissime
diversi cespetti di virgulti e foglioline giovani di spinaci
1/2 lime
2 fiori di geranio rosso
evo delicato q.b.
fleur de sal de Camargue (opp sale normale, of course)

fleur-de-sal-de-camargue

Si aprono delicatamente le sparnocchie partendo dalla parte laterale del “ventre”, dopo avergli tolto la testa e procedendo pian piano con un coltello ben affilato. Arrivati alla coda bisogna fare con molta delicatezza per estrarla intera con i suoi “occhi”, le due macchioline scure così caratteristiche. La consistenza è delicatissima, quasi gelatinosa per cui bisogna stare mooolto attenti se non volete passare direttamente a una tartare ! Poi si marinano per una ventina di minuti solamente con un po’ di evo delicato e delle scorzette di lime.

Si lavano e asciugano bene gli spinaci e si condiscono con un’emulsione di ottimo evo delicato e del succo di lime, e del fleur de sal mescolandoli per bene.

Si dispongono le sparnocchie sgusciate nel piatto e vicino l’insalatina di spinaci già ben condita. Ci si aggiunge sopra qualche petalo di geranio  e un fiorellino intero per decorare, appena prima di servire e si va in tavola pronti all’assaggio.

insalatina-di-sparnocchie-spinaci-e-gerani1

P.S. Rillassatevi e lasciatevi adorare dal rosso fuoco del geranio a ogni boccone

P.P.S.  Sì, adoro Paolo Conte

7 comments maggio 27th, 2009

Cocktail di gamberi, mango e avocado con salsa rosa artigianale

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Cosa dire di un antipasto così ? E’ fresco e aromatico, si gusta benissimo con una coppa di spumante e noi abbiamo scelto lo Spumante Piemonte Chardonnay “Vallerenza” Terredavino, di bella personalità, leggermente fruttato, con sentori di frutti tropicali e ginestre, un perlage fine e persistente.

spumante-vallerenza

Ingredienti x 4 cocktail :
1 mango maturo
1 avocado maturo
1 lime
1 arancio
foglioline di aneto fresco
8 gamberi di media taglia
1 uovo
200 ml di olio di semi
fleur de sal de guerande
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaino di salsa Worcester

Prepariamo la maionese, mettendo nel bicchiere del minipimer gli ingredienti in quest’ordine : prima 200 ml di olio di semi (volendo si può usare anche dell’extravergine ma il sapore è molto deciso e può anche risultare pesante), poi l’uovo intero (non sbattuto! solo aperto e buttato giù), 1 cucchiaio di limone (oppure di aceto), fleur de sal – io ho messo quello di Guerande.

fleur-de-sal-de-guerande-vicino

Inseriamo il minipimer fino a toccare il fondo del bicchiere e lo azioniamo. Monterà in pochi secondi e allora potremo anche muoverlo su e giù fino alla consistenza desiderata. Una volta montata la mescoliamo delicatamente con un cucchiaio aggiungendo un cucchiaino scarso di salsa Worcester e 1 cucchiaio di buon ketchup. Naturalmente procediamo con piccole dosi, si fa sempre in tempo ad aumentare a seconda del gusto che vogliamo.

Sbucciamo e tagliamo a dadini i frutti tropicali e li passiamo nel succo di arancia e lime per aromatizzarli e mantenergli il colore.

Cuociamo per qualche minuto i gamberi a vapore, liberiamoli dai carapaci e tagliamoli a pezzetti.

Componiamo il cocktail in un bicchiere partendo dalla salsa rosa, poi gamberi e poi i frutti tropicali, qualche fogliolina di aneto spezzettata e si ricomincia per comporre il secondo strato. Alla fine si ricopre con la salsa rosa, qualche pezzetto di gambero, mezza fettina di arancio, qualche scorzetta di lime, un rametto di aneto.

E’ perfetto per aprire una bella cenetta primaverile a base di pesce. E allora… perchè non stasera ?

4 comments maggio 14th, 2009

Tagliolini al tè Bancha con gamberi, pompelmo e pomodorini confit

infilata

L’idea di utilizzare il tè per fare la pasta mi frullava in testa già da un po’ ma poi, si sa, siamo sempre travolti da mille cose e così capita che un’intuizione perda i contorni, si faccia sfocata e poi si inabissi lontano dalla coscienza per ricomparire poi inaspettatamente a galla un certo giorno, non si sa come e perchè. Puf. Son qua.

E allora questa volta l’idea va presa al volo, va scaldata, coccolata, accarezzata a dolcemente incoraggiata perchè trovi una sua strada. Ed è venuto fuori questo:

Tagliolini al tè Bancha con gamberi, pompelmo e pomodorini confit

Li ho messi a punto in una mattinata un po’ buia, piena di nuvole che correvano investite dal libeccio, con la casa vuota e silenziosa, solo a tratti le mie canzoni strampalate a volte sussurrate e a volte urlate a squarciagola. Ma mi piace così. E anche a Marta piace così.

Il protagonista di spicco è il tè Bancha, un classico dei tè verdi giapponesi, costituito da foglie grandi e mature raccolte in estate e in autunno che vengono vaporizzate ed essiccate dando vita a un tè vivace e a basso tasso di tannini.

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Queste dosi andranno bene per 4 persone :

300 g. farina 00 (circa)
3 uova intere
sale
olio extravergine di oliva
3 foglie di alloro
1 spicchio d’aglio
10 g. tè Bancha (che io compro qua a Roma)
un paio di grappoli di pomodorini ciliegino
1 cucchiaino di zucchero di canna
5 rametti di timo
succo e scorza di mezzo pompelmo
300 g. gamberi

Volendo si può aumentare la dose di tè per avere un gusto più intenso.

Lavare e asciugare i grappoli di pomodorini così come sono e metterli sulla carta da forno sulla placca, cospargerli con un filo di extravergine di oliva, lo zucchero di canna, il timo. Mettere in forno a 100° per 2 ore (devono asciugarsi ma risultare ancora morbidi e polposi).

Sgusciare tutti i gamberi (tranne 4 grandi da passare con tutto il carapace in padella con un filo d’olio, da mettere direttamente nel piatto)  e preparare con le teste un fumetto da utilizzare per mantecare la pasta.

Tritare finemente al mixer il tè e mischiarlo alla farina, disporre a fontana, aggiungere le uova, un pizzico di sale e un goccio di extravergine e via a impastare finchè il tutto non risulti omogeneo. Lasciare riposare mezzoretta sotto un canovaccio a temperatura ambiente. Stendere la pasta e poi tagliarla a mano o alla macchinetta a creare i tagliolini.

impasto-con-maninamarta-impastapasta

Preparare un soffritto in padella con abbondante evo, uno spicchio di aglio in camicia e qualche foglia di alloro, la scorza e il succo del pompelmo, lasciare andare a fuoco moderato, finchè la buccia di pompelmo non si sia ammalvita, perdendo l’amaro. Spegnere il fuoco e calarci i gamberi sgusciati, alcuni lasciati interi, altri tagliati a ragù. Dare una bella mescolata.

tagliolini

Ripassarci i tagliolini al tè lessati in acqua salata e ben scolati, mantecando con il fumetto.

Tagliare in quattro i pomodorini confit e mescolarli dolcemente alla pasta.

A questo punto è tutto pronto per sistemare delicatamente nel piatto, decorando con i gamberi interi passati in padella in un filo d’olio e i pomodorini confit lasciati interi e completi di picciolo.

Un filo di extravergine fruttato di medio corpo come il monocultivar di caninese denocciolata del frantoio di Capalbio, l’Olio del Ministro, per completare il tutto.

Verso del Weissburgunder St. Pauls 2006 di Plotzner nel calice e quasi ci sprofondo dentro… al naso spiccano pera ananas e mandorla che tornano anche in bocca con una bella acidità che dà freschezza e un’ottima persistenza…un gran bel bere !

E poi…Enjoy, you, and you alone…

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P.S. Con questa ricetta partecipo a due concorsi :

“Inventa la ricetta” di Sandra di “Un tocco di zenzero”

e “Ci mangiamo una tisana ?” di Jenny

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24 comments maggio 11th, 2009

Paella Valenciana : bon voyage

La paella comincia a tamburellare dolcemente dentro di te mentre prepari accuratamente ogni singolo ingrediente con l’attenzione calma e precisa di chi sa arrivare alla fine dosando preziosamente le forze e lasciandosi virgulti nuovi nei muscoli per quello che ha da venire.

Tu sei lì che affetti, netti, asciughi, spelli, versi e filtri ma in realtà sei già in preda a un delirio, sei già sua, mentre ti illudi di crearla, lei ti sta già girando e rigirando fra le sue mille dita di peperone e pomodoro, tra i suoi tentacoli arricciolati.  Un caleidoscopio di colori e aromi si dispiega tutto intorno in piatti, scodelle, ciotole e cuccume.

E tu fai fai fai. Lei pensa. Ti guarda. [Quanti occhi sono quelle cuccume!]

Perchè la paella è donna.

E’ complessa composita e inestricabilmente intrecciata che a cercare il confine fra radici e fronde non puoi trovarlo, è misteriosa e fumosa, inizialmente ruvida, e sfrigolante ma poi morbida suadente e inebriante, e diretta, terribilmente diretta, ogni sapore ti schiocca in bocca netto e pulito ma poi l’armonia è più forte e mescola cielo e mare in un orizzonte unico di fuoco aria terra e acqua.

Ti conduce lei, non c’è molto da fare, solo lasciarsi portare sulle onde dei suoi vapori speziati, lungo i canyon di cotture separate e poi riunite, dolcemente sospinta dal vento fresco di mare che sa di salsedine e alghe e ti lascia allagata di gioia nel caos fiorito della tua cucina.

Bon voyage

Ingredienti x 8 persone :

700 g. di riso carnaroli, 300 g. vongole, 300 g. cozze, 600 g. pollo o coniglio a pezzi, 600 g. di maiale magro a pezzi, 200 g. di calamari puliti e tagliati a anelli e i tentacoli a pezzetti, 4 peperoni di diverso colore grigliati-spellati-privati di semi e tagliuzzati a listarelle, 5 pomodori spellati e tagliati a quarti, 2 salsicce tagliate a pezzetti, 8 gamberoni o mazzancolle e 8 scampi da lasciare interi + la polpa di 3 gamberoni e 3 scampi tagliata a pezzettoni, 4 carciofi puliti e tagliati a spicchi, 4 spicchi d’aglio, 2 cipolle grandi tritate finemente, prezzemolo, 3 bustine di zafferano, 1 cucchiaino di paprika, 10 cucchiai di olio extravergine di oliva, brodo vegetale (o acqua) bollente.

Far aprire le cozze e le vongole in una padella, tenendo da parte il liquido filtrato.

In una casseruola capace far rosolare il pollo (o il coniglio) con tre cucchiai d’olio e salare, aggiungere il maiale e le salsicce. A metà cottura, dopo circa 20 minuti, aggiungere i calamari. Coprire e cuocere a fuoco basso per ulteriori 10 minuti. Unire la cipolla e l’aglio e quando cominciano a dorarsi aggiungere i pomodori. Cuocere scoperto a fuoco basso finchè i pomodori non si disfano, poi unire i peperoni grigliati a listarelle, i carciofi e fare andare fino a cottura.

Riscaldare in una paelliera (oppure un tegame capace a due manici) 4 cucchiai d’olio e quando è caldo versarci il riso lasciandolo tostare per qualche minuto, poi aggiungere il contenuto della casseruola. Mescolare bene e versare il brodo vegetale (o l’acqua) bollente, lo zafferano e la paprika, lasciare andare per qualche minuto ancora portandolo quasi a cottura. Aggiungere le cozze, le vongole e il loro liquido filtrato e poi la polpa dei  gamberoni e degli scampi. Far ritirare il tutto.

Passare la paelliera nel forno caldo a 180° dispondendo sopra gli scampi e i gamberi con il guscio, così che si cuociano direttamente sul riso rilasciando il proprio umore.

2 comments aprile 8th, 2009

Il cous cous terapeutico

Siamo lì, insieme, io e P., sedute davanti a un bel mucchio di semola proveniente da Favignana, che prendiamo a piccoli mucchietti e lavoriamo dolcemente sotto le mani tese, con movimenti circolari regolari, la semola si raggruma sotto il palmo caldo e assorbendo l’umidità delle gocce d’acqua lasciate cadere sul tavolo, si gonfia lentamente sotto le mani… (insomma “incocciamo” come si dice in termini tecnici) e intanto si chiacchiera, così, liberamente senza avere niente da dirsi di urgente o di importante, nessuna “comunicazione di servizio”, solo le parole che ti salgono su con il respiro, per raccontare piccole cose, per lasciarsi andare e scivolare così semplicemente in veri e propri attimi di comunione e di intimità. Momenti preziosi, come un alito di benedizione, come sentirsi addosso la luce di una stella.

I movimenti delle mani liberano i pensieri, sciolgono quei nodi serrati sulle spalle e tutto sembra più facile, più semplice, anche la vita che ti si stringe addosso, i mille impegni a cui far fronte e tutto quel caleidoscopio di doveri, facce, colori, paure, sentimenti, che ti gira dentro tutti i giorni. In questi rari momenti di pace, invece, tutto si acquieta e trova un senso. Che meraviglia.

Naturalmente anche il cous cous è venuto una meraviglia, non poteva essere diversamente…

Si prende la semola una manciata alla volta, si tira giù, tipo quel giochino che si faceva sulla spiaggia da piccoli con il monticello di sabbia e lo zeppetto al centro e chi lo faceva cadere faceva penitenza. Si cerca di ottenere delle minuscole palline compiendo a mani aperte un movimento circolare parallelo al piano bagnato d’acqua facendo raggrumare la semola sotto ai palmi. Più lungo a dirsi che a farsi. E poi man mano si mette da parte in un piatto e si condisce con cipolla e prezzemolo tritati, foglie di alloro, scorza di limone, sale e evo (chi vuole può aggiungere un po’ di peperoncino piccante). Si lascia riposare una mezzora.

Nel frattempo si prepara la zuppa di pesce direttamente nel corpo della couscoussiera preparando un soffritto di cipolla tritata e sciogliendo un acciughina nell’evo non troppo caldo. Poi si calano subito i molluschi (polpo, calamari, totani, seppie, ecc) che si lasciano rosolare un po’ per aggiungere poi la passata di pomodoro e un pochino d’acqua. Man mano si procede a calare i pesci da zuppa (coda di rospa, gallinella, scorfano, ecc), naturalmente quelli più grandi per primi. Prezzemolo tritato e basilico. Si sala e si lascia cuocere per un’oretta senza girare il contenuto ma solo scuotendo il tegame per non ridurre tutto a una purea piena di spine. Verso la fine, se si vuole, si possono mettere anche crostacei vari e mitili, come cozze o vongole. Il sugo della zuppa deve rimanere lento, quindi eventualmente aggiungere qualche mestolo di acqua calda durante la cottura e aggiustare di sale.

Quando la zuppa comincia a cuocere ci si sistema sopra la scola della couscoussiera con il cous cous già insaporito e si lascia cuocere per circa 1 ora, sopra alla zuppa, lasciandolo intridere di quel vapore “di mare”. Una volta cotto togliere il cous cous e riporlo in una capace zuppiera, cospargelo con due o tre mestoli di sugo della zuppa e coprire con un canovaccio. Dopo dieci minuti mescolare e sgranare il cous cous e ripetere l’operazione coprendo di nuovo. Si va avanti così per un’oretta. Il cous cous crescerà ancora e emanerà un profumo ammaliante.

Sua maestà il cous cous è pronto. Si serve in una bella zuppiera con il pesce sopra e a parte una salsiera con la salsa della zuppa di pesce, in cui si stempera un cucchiaino di arissa per i cosiddetti palati d’amianto !!!

8 comments febbraio 23rd, 2009

Insalata di carciofi e scampi crudi

Amici a cena, per antipasto cosa faccio ?

In frigo due carciofi e gli scampi per fare la pasta all’Ischitana.

Jazz Improvisation 

Ingredienti x 4 :

2  4 carciofi, 4  12 (correzione ispirata da Wennycara – ndr) scampi, 1 arancio, aceto balsamico tradizionale di Modena, menta.

Fate così :

1. sgusciate gli scampi freschissimi

2. pulite i carciofi liberandoli dall’eventuale fieno, affettateli sottilmente, passateli nel succo di arancia per non farli annerire

3.preparate una “orangette” (la chiamo così rifacendomi alla “citronette”, che scema …) : in una ciotola abbondante evo (io ho usato dell’ottimo extravergine ligure) + il succo di mezzo arancio, sbattere energicamente con una forchetta.

Sistemate i carciofi a monticello nel mezzo del piatto, disponeteci sopra gli scampi, irrrorate il tutto con l’orangette, un pizzico di fior di sale, qualche goccia di aceto balsamico tradizione di Modena e foglioline di menta qua e là.

Fresco, dolce-amaro, dolce-aspro, dolce-salato. Morbido che quasi si disfa in bocca ma anche croccante sotto i denti. Profumato.

Buono.

9 comments febbraio 10th, 2009

Carpaccio di gamberi rossi al lime

Ma quanto adoro il lime ! E’ fresco, la buccia è ricca di oli essenziali che rilasciano dei sentori diversi fra loro : dolce, aspro, aromatico, acido. E si abbina splendidamente ai crostacei.

Stavolta poche chiacchiere : sgusciate i gamberi freschissimi, prendete un bel foglio di carta da forno e lo spennellate di ottimo evo. Ponete un gambero per volta sulla carta e ripiegate sopra l’altro lembo, due o tre piccole bottarelle con un batticarne, leggere, altrimenti si riduce in pappa e perde decisamente di appeal ;-)  .

Preparate il condimento emulsionando un ottimo evo, il succo del lime e un po’ di zest di lime ottenuta con il rigalimoni. Aggiungete qualche scaglietta di sale (io ho usato quello nero delle Hawaii perchè mi piace il sapore e l’effetto che fa sotto i denti ma si può usare del fior di sale per un effetto decisamente più soft).

6 comments febbraio 1st, 2009

Insalatina tiepida di gamberi rossi dell’Atlantico e pompelmo rosa

Mamma mia oggi sono di umore ballerino, mi sento come in bilico, fremere per la prima ventata, poi calma come acqua di lago e poi ancora un po’ fumina, cos’ho non lo so, ma va be’ pazienza, soprattutto del compare compagno & della piccoletta e, comunque in generale, di tutti quelli che oggi m’hanno da sopporta’, quindi pure voi :-)


Allora per farmi perdonare ho preparato questa insalatina tiepida di gamberi rossi e pompelmo rosa che ho fatto così : sgusciando i gamberi, mettendo l’insalata nel piatto, preparando il condimento emulsionando in una ciotolina evo, succo di limone e succo di pompelmo e infine, scottando per qualche secondo i gamberi in padella con evo e scalogno, lasciandoli stiepidire poi. Ho mescolato il tutto e portato a tavola. Al che mi sono sentita dire : non è che ti sei impegnata tanto per farti perdonare… ma dopo il primo boccone ha cambiato idea…

Le foto flashate lasciano molto a desiderare… ma migliorerò – it’s a promise !

Add comment settembre 11th, 2008

Home made fettuccine di castagne con gamberoni rossi e bottarga

C’è poco da fare, ogni tanto ho il bisogno fisico di rifare queste fettuccine con la farina di castagne.

Le dosi sono state tarate nel tempo, dopo vari tentativi e il risultato ormai è garantito. Le ho accompagnate con un condimento di mare, che secondo me esalta la castagna, ma anche un buon pesto fa la sua buona figura.

Ma ora bando alle ciance…

Per la pasta ho due dosi, testate entrambe, a seconda delle persone, ma prima di passarvi queste ho da raccomandarmi una sola cosa : che la farina di castagne sia buona !!! Altrimenti non sanno di niente. Io quando posso uso una farina macinata a pietra in un piccolo mulino della Garfagnana, che ci porta il nostro amico Phrank, davvero superlativa, altrimenti cerco qualcosa di simile nelle botteghe o al supermercato.

Per 8 persone :300 g. farina bianca, 100 g. farina di castagne, 5 uova, un pizzico di sale

Per 2 persone :100 g. farina bianca, 30 g. farina di castagne, 2 uova, un pizzico di sale

Per il sugo invece procedete così :

Sgusciate i gamberoni e liberateli dell’intestino. Le teste invece fatele dolcemente sobbollite in un po’ d’acqua. Soffriggete due spicchi d’aglio nell’olio, aggiungete i pomodorini tagliati a metà e lasciate andare per un po’. Poi irrorate abbondantemente con il brodetto ottenuto dalle teste dei gamberoni. Quando la pasta è scolata, prima di ripassarla, mettete nel sugo qualche gamberone intero e dopo un attimo il resto dei gamberi invece tagliati al coltello tipò ragù, in modo che rimangano morbidi e gustosi [Slurp!].

Fate saltare la pasta in padella per un minuto e servitela con qualche fogliolina di origano fresco spezzettata e qualche lamella di bottarga di muggine qua e là.

Enjoy !

Add comment agosto 18th, 2008

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