Spiedino di gamberi al curry con dip al melone

Che il melone leghi con i sapori salati in modo assai disinvolto lo racconta bene un antipasto italiano per eccellenza, ma anche con i crostacei non sfigura affatto, ve lo assicuro, soprattutto se vivacizzato a dovere. Andiamo in cucina ?

x 4 porzioni
12 gamberi
1 cucchiaino di curry
4 fette di melone
2 cucchiai di succo di limone
1 radice di zenzero fresco
1 cucchiaino di salsa Teriyaki
3 cucchiai di extravergine
sale nero delle Hawaii
foglie di menta

Il sale della Hawaii, oltre a essere bellissimo perchè dona dei contrasti di colore molto suggestivi, essendo carico di carbone attivo, rilascia anche un delicato aroma amarognolo e secco e per di più è disintossicante. Guardate qui che bello…

Allora sicuramente conviene preparare prima il dip in questo modo :

Frullate con il minipimer il melone precedentemente sbucciato e ridotto a dadini.

Grattugiate lo zenzero – è una parola, direte voi e invece no, perchè esiste la grattugia specifica per lo zenzero che estrae la purea e la strizza pure estraendone il succo. Insomma uno strumento immancabile in una cucina attrezzata. Potete acquistare  nella nuova sezione “accessori da cucina“, su Gustoshop.biz, venite a vedere !

Aggiungete circa 1 cucchiaino di purea di zenzero, il succo di limone, l’extravergine e la salsa Teriyaki (salsa giapponese a base di soia fermentata, vino, spezie). Mescolate bene. Versate il dip nei bicchierini, cospargete sopra sale nero delle Hawaii.

Sgusciate i gamberi e liberateli del budellino. Rosolateli a fuoco vivace in una padella antiaderente con extravergine e curry.

Infilzate i gamberi negli spiedini, guarnite con le foglie di menta e ponete gli spiedini nei bicchieri con il dip al melone.

Ora non rimane che godersi il gusto speziato del curry in contrasto con la freschezza della frutta, il sapore dolce dei gamberi e la sapidità del dip, il profumo della menta con il suo spunto aggressivo, magari il tutto legato e amalgamato da un bel vino bianco aromatico, perfetto con il curry (ci facciamo un Gewurtz dell’Alto Adige?), ma anche bollicine, perchè no ?

Buon appetito !

8 comments giugno 28th, 2011

Tartare di gamberoni rossi con cedrina e senape

Un fiorellino dolcissimamente profumato da cogliere in tutta la sua fragranza!

Si tratta di una tartare da fare in 10 minuti e lasciare in frigo per un’oretta a insaporirsi e servire così con tutto comodo. Per chi ama i crudi è una bontà che fa quasi immalinconire.

I gamberoni rossi si battono al coltello (si tagliano finemente fino a ridurre la polpa in crema) e si condiscono con abbondante zest di limone, foglie di cedrina finemente tritate, extravergine leggero. Poi in frigo per un’oretta.

Per servire ho  sistemato sul piatto una formina per biscotti, ho pressato dentro la tartare, ho spolverato con della senape in polvere e guarnito con foglioline di cedrina.

La polvere di senape dà una virata di sapore apprezzabilissima. Le varie sfumature di gusto si amalgamano, si intrecciano e si rincorrono in una sinfonia armoniosa tutta da provare.

Just help yourself !

[In un'immobile campagna, con la pioggia che ci bagna, i gamberoni rossi sono un sogno e il sole un lampo giallo al parabrise]

15 comments giugno 7th, 2011

Lost in a Med garden

Persi. O meglio spersi.
In un profumato giardino Mediterraneo.
Girovagano due canocchie, 1 ferlengo, una manciata di fagioli di Onano.

La bouganville – quella pazzarella che sul mio balcone concede la sua fioritura esclusivamente ai venti gelidi di Gennaio – getta loro sguardi assenti seppure accesi di fucsia.
Il mirto e la lavanda sono troppo assorti nei loro profumi che si schiudono sotto il sole.
Il timo invece emana la sua essenza di primavera, ammiccando con foglioline nuove di zecca.

Le canocchie sono cotte a vapore e sgusciate con pazienza certosina.
Il ferlengo (wild) è semplicemente “pettinato e spazzolato” e poi passato alla griglia, dopodichè unto con il buon extravergine “Olio del Ministro” di Capalbio e cosparso di sale di Trapani.
I fagioli sono stati tenuti a bagno 12 ore, poi lessati con uno spicchio d’aglio, qualche fogliolina di salvia, una presa di sale, infine conditi con l’olio extravergine di cui sopra e del timo.

Quasi quasi mi ci perdo anch’io nel Med garden, così approfitto…

P.S. L’Olio del Ministro è un monocultivar (Caninese) denocciolato, ossia prodotto dalla spremitura a freddo di olive sottoposte a un processo di denocciolatura che eviterà il confluire delle componenti acide tipiche del nocciolo. L’olio extravergine risulta quindi ancora più puro e ricco di polifenoli. Il gusto è un fruttato medio, non troppo esuberante, dal sapore schietto di olive e frutta secca, su cui spicca la mandorla. Perfettamente adatto a insalate, pesce, molluschi, crostacei, carni bianche. Noi lo abbiamo scelto dopo una lunga degustazione in frantoio proprio per il suo carattere discreto e la sua eleganza. [Grazie alla sua eleganza e alla sua leggerezza ci preparo anche un'ottima maionese ! ;-) ]

8 comments febbraio 1st, 2011

Linguine con crema di aglio rosso di Proceno, canocchie e ferlenghi

linguine-canocchie-e-ferlenghi

x 2 :
10 Canocchie
2 funghi  ferlenghi (non coltivati) di medie dimensioni
15 pomodorini
qualche cucchiaio di olio extravergine
1cucchiaino da caffè di crema di aglio rosso di Proceno

Tanto per cominciare prepariamo un soffritto con la crema di aglio rosso e l’extravergine, lasciando andare pian piano e poi aggiungiamo i pomodorini tagliati a metà. Lasciamo cuocere circa 10-15. min.
L’aglio rosso di Proceno viene coltivato sulle colline dell’omonimo comune del Viterbese ed è una varietà antichissima che spicca per le sue pregevoli proprietà organolettiche e terapeutiche. E’ stato inserito fra le biodiversità in estinzione in quanto soggetto a erosione genetica e questa crema ne raccoglie le qualità migliori, imprimendo lo sprint giusto anche a piatti delicati come quelli di pesce. Estremamente versatile, una volta che ce l’avrete aperta in frigo vi verranno in mente i contesti più strani per provarla e non rimarrete delusi. Costa poco e dura un bel po’, rabboccandola di extravergine dopo l’uso.

Mettiamo 4 cannocchie a cuocere a vapore per cinque minuti. A fine cottura le apriamo lateralmente, poi recidiamo anche la coda (facendo attenzione a non tagliare la polpa!) e pian piano le liberiamo del carapace, lasciando la testa attaccata. Le altre canocchiette invece le tagliamo prima a metà e poi anche lateralmente, da crude, e poi le buttiamo nel sughetto quasi cotto in modo che i succhi si mescolino al pomodoro. Così recise sarà anche più facile per i nostri commensali estrarne la polpa.

Tagliamo i ferlenghi a striscioline e li saltiamo in padella 10 minuti con extravergine e sale.

Scoliamo al dente le linguine e le ripassiamo nel sugo, aggiungiamo i funghi trifolati e imòiattiamo sistemando comodamente nel piatto anche le canocchie cotte al vapore. Queste per la loro suprema delicatezza andrebbero gustate per prime. Poi possiamo tuffarci nel sapore più deciso del condimento.

Per guarnire metto un virgulto di pomodoro, dato che alcune delle mie piantine dell’orto pensile  continuano imperterrite a gettare in mezzo ai vasi deserti del mio balcone invernale, dove solo le aromatiche resistono. Un piccolo gridolino d’estate. Ci vuole, sì.

Bon Appetit

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Add comment gennaio 18th, 2011

Roll di rombo e mazzancolle con lardo ai fiori di montagna e dripping di cedrina servito con il Preziosa di Strade Vigne del Sole

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Quando sono in pescheria compro sempre il doppio di quello che mi serve, il problema è che il pesce mi stuzzica, mi intriga, mi fa venire in mente idee nuove da provare e così mi ritrovo il frigo pieno di delicatissimi ingredienti che abbisognano di immediata attenzione… così trovandomi davanti dei magnifici filetti di rombo già pronti, perchè non provare un “roll” avvolgendo con il rombo delle succose mazzancolle ? Già, why not ? Però ci vuole qualcosa che leghi i due ingredienti portandoli entrambi su sfumature di gusto diverse, morbide, profumate. Bene, il lardo alle erbe e ai fiori di montagna prodotto in quel di Carrù, appena sotto le Langhe in Piemonte, è perfetto, ho pensato. Doppio abbraccio di montagna e mare. Allora diamoci da fare :

Dosi x 6 persone :
- 3 filetti  grandi di rombo
- 3 fettine di lardo alle erbe e fiori di montagna di Chiapella
- ca. 15 mazzancolle
- ca. 50 foglie di cedrina

Il procedimento è facile : si liberano le mazzancolle dai carapaci e si puliscono togliendo l’intestino con una piccola incisione sul dorso. Poi si stende il primo filetto di rombo sul tagliere, sotto ci si mette già lo spago da cucina o i laccetti di silicone. Sopra al filetto si mette prima la fetta di lardo e poi le mazzancolle per lungo. Poi si chiude il rombo come meglio si può, io l’ho praticamente rollato e tenuto chiuso con i laccetti di silicone e di lato con degli stecchini.  Sono pronti per essere messi nel cestello della pentola a pressione per una salutare e gustosa cottura a vapore: 5 minuti da quando si alza la valvola.

Intanto prendo le foglie di cedrina e le frullo aiutandomi con l’extravergine.

Tiro fuori l’involtino di pesce e lo taglio con un coltello sottile, con attenzione per far risultare il taglio netto e pulito. Nel piatto : qualche foglietta di insalatina o rucola sotto, sopra un paio di fette del roll e intorno il dripping di cedrina.

In bocca una delicatezza infinita, morbido, note dolci e salate insieme, mare e terra si abbracciano si mescolano, si intrecciano. Che gusto…

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Ma che ci beviamo su ? Stappo al volo un “Preziosa” di Strade di Vigne del Sole. A Grottaferrata, nel Lazio, la famiglia Cugini produce questo vino utilizzando quattro vitigni diversi. Il contributo più importante è quello della malvasia rossa che è in realtà un vitigno a bacca bianca denominato in questo modo per via dei riflessi rossastri che assume a maturazione piena. Poi seguono il trebbiano giallo che gli conferisce un buon grado alcolico, il trebbiano verde e il bombino. Un colore giallo paglierino carico, archetti fitti e larghi sul bicchiere, al naso sentori di frutta matura e note floreali di gelsomino e erbe aromatiche, in bocca secco e morbido, euqilibrato, fine con elegante finale ammandorlato. Un vino frutto della passione e dell’amore del Cav.Antonio che porta avanti con caparbietà, intelligenza e saggezza una missione difficile e decisamente controcorrente: salvare i vitigin autoctoni di questo angolo d’Italia. Sono già 80 i vitigni riscoperti e riportati a produzione con sforzi immani, e che da qualche anno sono assistiti e studiati dall’Università Torvergata di Roma. Un vino con un rapporto qualità-prezzo davvero notevole, se pensate che da noi a GustoShop.biz lo trovate a Euro 6,10 inclusa IVA !!! Siamo pazzi, siamo pazzi !!! :-)

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4 comments ottobre 13th, 2010

Tagliatelle di Campofilone con porcini, gamberoni e tartufo estivo


nido

Di quel magnifico tartufotto ricevuto in dono vi avevo già parlato qualche tempo fa. Per prima cosa ci preparai un’insalata “mare e boschi” (questa) e per seconda cosa ci feci questo primo vibrante di gusto.

Le dosi approssimative – as usual – x 3 mangioni :
- 250 g. di tagliatelle di Campofilone
- ottimo extravergine di oliva
- una ventina di gamberi opp una decina di gamberoni
- 4 o 5 funghi porcini
- 1 tartufo estivo, ma anche metà o un pezzetto basta !!!
- 1 spicchio d’aglio
- 1 peperoncino piccante
N.B. per chi non avesse a disposizione un tartufino estivo fresco, lo trovate in barattolo già a lamelle, oppure ridotto in crema grossolana, tutte e due ottime soluzioni proposte dell’azienda Sapori di Bosco che trasforma con sapienza i prodotti dei boschi molisani. Se invece volete proprio il top del nero, potete approvigionarvi della purea di tartufo nero pregiato al 98% proposto da Tartuflanghe (il nome dice tutto…). Si tratta di tartufo nero pregiato, raccolto d’inverno nella vocata terra di Langa, molto più intenso e persistente di quello estivo. Tutte ciò e anche molto di più, da noi, a GustoShop.eu !

profilo

Prendiamo il tartufo fresco e lo spazzoliamo energicamente per rimuovere eventuali residui di terra.

I funghi li puliamo invece con uno straccio umido usando estrema delicatezza e se in alcuni punti non ci riesce di rimuovere la terra, spelliamo solo quel pezzetto. Poi li tagliamo grossolanamente, gambi e cappelle.

Sgusciamo i gamberi o i gamberoni e li priviamo del budellino con un’ incisione sul dorso. Una metà li lasciamo interi e l’altra metà li tagliamo a pezzetti piccoli a fare uno specie di ragù che darà sostegno e sapore al condimento per la pasta. Le teste le mettiamo in acqua fredda e poi sul fuoco fino a tirar fuori un brodino che sarà utile per mantecare la pasta.

Mettiamo lo spicchio d’aglio e il peperoncino in padella con l’extravergine e li lasciamo soffriggere dolcemente, poi li togliamo dall’olio e aggiungiamo i funghi porcini a pezzettoni. Li lasciamo rosolare qualche minuto, poi mettiamo il coperchio e facciamo cuocere a fuoco moderato evitando accuratamente di fargli perdere troppa acqua.

tagliatelle-campofiloneMa veniamo alle tagliatelle. No, questa volta non le ho fatte io, ma ho sfoderato dalla dispensa la pasta di Campofilone de “L’Antica Pasta”, di cui vi ho già parlato qui. La mia ancora di salvezza quando non ho tempo per impastare, ma voglio comunque un ottimo risultato.

Caliamo le tagliatelle nell’acqua salata in ebollizione e le scoliamo quanto cominciano a venire su a galla, al dente. Le ripassiamo in padella con i funghi a fuoco moderato aggiungendo il brodino di teste di gambero e anche i gamberi (a ragù e interi), nello stesso tempo. Mantechiamo la pasta fino a creare una salsina morbida e cremosa. L’importante è non fare cuocere troppo i gamberi che a mio avviso dovrebbero rimanere morbidi, senza arricciarsi e colorarsi di arancio. Io addirittura li amo mezzi crudi, ma quello è al gusto personale di ciascuno.
Se doveste usare la crema di tartufo questo è il momento di amalgamarla alla pasta, in padella, fuori dal fuoco, prima di impiattare. Se invece usate il carpaccio di tartufo già pronto, lo sgocciolate dalla salamoia e lo disponete sulla pasta già impiattata, prima di servire. Per il fresco, invece, rigorosamente all’ultimo secondo.

Siamo pronti, un giro di extravergine a crudo e possiamo portare in tavola e spolverare di lamelle di tartufo fresco con l’apposito attrezzetto, proprio sotto al naso dei nostri commensali, che godranno con gioia di questo spettacolo.

E si parte così per una passaggiata sul filo dell’orizzonte fra terra e mare, ai confini col cielo !

primo-piano

Che ci beviamo su ? Un Poggio della Costa 2006 di Sergio Mottura. Mai provato ? E’ un grechetto in purezza prodotto con uve da agricoltura biologica, affinato in botti di acciaio, senza passaggio in legno.  Colore cristallino, archetti fitti e lacrime lente a confermare una consistenza notevole. Al naso persistente, emerge subito il gelsomino, poi piccoli fiori bianchi e note agrumate, fine ed elegante. Persistente anche in bocca, secco, di buon corpo, la sequenza gustativa ricalca in pieno quella olfattiva e la qualità è chiaramente percepibile. Un gran bel vino. Esuberante ma elegante al tempo stesso. Un altro gioiello di Sergio Mottura che nell’alto Lazio, ai confini con l’Umbria, con dedizione e acume punta sul biologico da tempi non sospetti… diciamo almeno un ventennio ! E i risultati sono clamorosamente positivi. Ma ne parleremo ancora…

stay tuned !

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13 comments ottobre 11th, 2009

Amuse-bouche con gambero, mango e salsa rosa

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Un benvenuto dolce e gustoso ai vostri ospiti insieme a un bicchiere rigorosamente ghiacciato di bollicine. E la serata può cominciare…

Per la salsa rosa si mette nel bicchiere del minipimer gli ingredienti in quest’ordine : prima 200 ml di olio di semi (volendo si può usare anche dell’extravergine ma il sapore è molto deciso e può anche risultare pesante), poi l’uovo intero (non sbattuto! solo aperto e buttato giù), 1 cucchiaio di limone (oppure di aceto), fleur de sal – io ho messo quello di Guerande. Si inserisce il minipimer fino a toccare il fondo del bicchiere e si aziona. Monterà in pochi secondi e allora si potrà anche muoverlo su e giù fino alla consistenza desiderata. Una volta montata si mescola delicatamente con un cucchiaio aggiungendo un cucchiaino scarso di salsa Worcester e 1 cucchiaio di buon ketchup. Si deve necessariamente procedere a piccole dosi, così da tararla a seconda del gusto che vogliamo, in questo caso delicato.

I gamberi vengono sgusciati, liberati del budellino con un incisione sul dorso, spennellati di extravergine e passati in una padella antiaderente calda per 30 sec per lato.

Il mango va lavato, sbucciato, ridotto a cubettini e infine passato nel succo di lime perchè non annerisca.

Ci siamo. Si compone il cucchiaino monoporzione in un minuto. La salsa rosa per prima, poi un cubetto di mango e infine un gamberetto a cavalcioni.

Fogliolina di menta e… the mouth is amused, that’s for sure !

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10 comments ottobre 7th, 2009

Variazione di gamberi e zucchine : spiedino, parmigianina e tempura

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Questo piatto nasce dall’improvvisazione del momento, un momento in cui in casa gli unici ingredienti di una certa consistenza erano zucchine e gamberi. E allora con un fine mattinata tutto per noi e la voglia di provare a fare qualcosa di nuovo… ecco cosa è uscito fuori :

Dosi (molto minimal) x 2 persone :
- 2 zucchine
- 6 gamberi rosa
- qualche goccia di aceto balsamico tradizionale di Modena
- 1 ovalina di bufala
- 1 lime
- 2 foglioline di basilico
- 1 confezione di farina per tempura giapponese
- olio di arachidi per friggere
- acqua ghiacciata per la pastella

Cominciamo con i preparativi generali.
Taglio alla mandolina una zucchina in senso longitudinale (per lungo insomma), piuttostro sottilmente ottenendo almeno quattro fettine lunghe.
Sguscio 6 gamberi rosa e li privo del budellino.
Preparo la pastella aggiungendo un po’ di acqua ghiacciata al composto per tempura e mescolando con la frusta finchè la “pastella” sia ben amalgamata. A me non piace nè troppo acquosa nè troppo densa, cerco una giusta via di mezzo.

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SPIEDINO AL GERANIO
Arrotolo intorno al gambero una fettina lunga di zucchina e fisso il tutto con un piccolo spiedino di ferro. Ne preparo quattro (due a testa). Li spalmo con dell’extravergine e butto lì un’idea di sale. Li metto sul barbecue (anche una piastra andrà bene) due minuti per parte, girandoli molto delicatamente. Lavo e asciugo un fiore di geranio. Pronto.

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PARMIGIANINA AL LIME
Taglio una zucchina in senso trasversale ottenendo almeno 10 rondelle di circa 3 o 4 mm di spessore.
Taglio l’ovolina di bufala a fettine sottili della grandezza delle rondelle di zucchina
Prendo due gamberi sgusciati e li lascio marinare nel succo di lime per qualche minuto, poi li riduco a piccoli pezzettini.
Passo le rondelle nella tempura e le getto nell’olio bollente, le giro per farle dorare uniformemente e le scolo su un foglio di carta assorbente.
Compongo la torretta ponendo una rondella di zucchina, pezzetti di gambero, fettina di bufala e poi da capo fino a fare almeno quattro piani e finendo con la mozzarella.
Passaggio di due minuti in forno caldo a 180 °. Mentre cuociono le tengo d’occhio che non si disfino, premendo un po’ in cima, per compattarle, se necessario.

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TEMPURA
Sguscio gli altri due gamberi da fare in tempura. Prendo una fetta lunga di zucchina e fisso le due estremità con uno stecchino formando un anello. Faccio due anelli. Friggo gli anelli e i gamberi, li lascio scolare ben benino.

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COMPONGO IL PIATTO

Incrocio due spiedini, il fiore di geranio nel mezzo e qualche goccia qua e là di aceto balsamico tradizionale di Modena invecchiato 12 anni dell’acetaia Paltrinieri – giunta gloriosamente alla 5° generazione offrendo i suoi prodotti mirabolanti.
Metto la parmigianina ancora calda sul piatto, aggiungendo una fogiolina di basilico sopra. Cospargo di zest di lime.
Un foglietto di carta paglia sul piatto e ci adagio l’anello di zucchina fritto con sopra il suo bel gamberetto in posa plastica.

Di corsa a tavola per non rovinare la croccantezza e la leggerezza della tempura !!!

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Ho servito bollicine, sì un po’ perchè le adoro e un po’ perchè secondo me si adattano benissimo ai sapori che si succedono in questo piatto. Quindi si va con un  Prosecco di Valdobbiadene, il Val d’Oca Scudo Argento. Il perlage è fine, persistente. Arrivano subito sentori floreali, fiori di campo, poi mela renetta e pesca. Che bellezza. Le bollicine mi mettono allegria, l’effervescenza del vino mi contagia, è proprio un bel bere, un buon mangiare (modestamente…) e bella la compagnia, schietta e sincera. Si può volere di più ? I do not think so…

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17 comments settembre 28th, 2009

Insalata di gamberi e porcini con tartufo estivo

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Questo piatto dai sapori decisamente accattivanti nasce dal graditissimo regalo di un amico, il quale, conoscendo le mie inclinazioni gastronomiche, mi ha messo in mano un pacchetto bitorzoluto e profumato (per molti maleodorante) ricevendo in cambio un sorriso da ebete. Grazie Sandro !

Il sorriso da ebete era la conseguenza del frullio dei miei neuroncini a mille giri per scegliere immediatamente un adeguato utilizzo del “callo della terra” come lo chiamava Plinio il Vecchio. In effetti nell’antichità il tartufo veniva usato diffusamente :  i Sumeri (1600-1700 a.C.) lo univano alle loro preparazioni a base di orzo, lenticchie, ceci e anche i Greci e i Romani lo sapevano apprezzare in cucina. Poi nel Medioevo questo fungo ipogeo scomparve dalle tavole per riapparire più tardi durante il Rinascimento ma questa volta solo su quelle aristocratiche.

Quindi, per tornare a noi, con un bel tartufotto estivo e qualche porcino a disposizione, bè la prima cosa che mi viene in mente in assoluto è una bella insalata mare e bosco. Poi in serata ci sarà comunque modo di sfruttare debitamente gli ingredienti cuocendoli ma se sono freschi, allora il crudo è il massimo !

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E c’è veramente poco da fare : sgusciare i gamberi, pulire delicatamente i porcini con un panno bagnato e strizzato, spazzolare il tartufo, affettare, disporre, un giro di extravergine delicato, un pizzichino di fleur de sal e poi… tuffarsi dentro ogni sapore con slancio !

Che ci si beve su, un riesling altoatesino dal timbro minerale, per bilanciare i gamberi, con buona spalla acida per pulire la bocca dal sapore intenso del tartufo, di personalità ma non troppo invadente, che ci vuole delicatezza con un’insalatina così. Sì perchè il “Kaiton” i suoi tredici gradi e mezzo se li porta assai bene. L’azienda Kuenhof, della famiglia Pliger, a Bressanone è un esempio di viticoltura avanzata, per come la intendo io. Loro, poi, sono semplicemente mi – ti – ci. Un giorno di questi vi spiego tutto : perchè e per come, ma per adesso… cin cin !

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10 comments settembre 21st, 2009

Spaghetti sparnocchie e origano fresco con un buon Fiano

pomodorino-e-origano

Un primo leggero adatto a una serata estiva. Le sparnocchie, o pannocchie, sono sempre gustose e io le inserisco volentieri nei nostri menù. Dal momento che resistono a lungo vive, le prendo solo quando si muovono ancora e così sono certa che siano freschissime. Rilasciano un gusto unico, che non ha nulla da invidiare ai crostacei più nobili e poi per di più sono anche economiche, il che non guasta, diciamolo.

x 3 persone basta reperire :
- 300 g. di spaghetti
- qualche cucchiaio di evo
- sparnocchie a volontà (io esagero sempre così diventa un piatto unico!!!)
- pomodorini – a gusto, a me piace il sughetto quindi anche qui esagero volentieri
- foglioline di origano fresche
- sale, davvero poco !

Preparo un soffritto con un buon evo e due spicchi d’aglio sbucciati che tolgo appena rosolati. Sbuccio i pomodorini passandoli per 20 secondi in acqua in ebollizione e poi in acqua e chiaccio. Li taglio in quattro e li scuoto con vigore nello scolapasta così che perdano acqua e semi. Ottenuti i petali di pomodorini li metto a sfrigolare nel soffritto in modo che non si disfino e restino ben integri.

spaghetti

Aggiungo le sparnocchie tagliate longitudinalmente e alcune precedentemente sgusciate.

Scolo la pasta e la ripasso in padella con il condimento. Servo con qualche fogliolina di origano fresco.

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Che ci beviamo su ? Il Fiano 2007 della gamma alta Mandrarossa – Cantine Settesoli a Melfi, in Sicilia. Di un bel colore paglierino carico, al naso regala sentori delicati di frutta a polpa bianca, poi melone e infine banana. In bocca ha buona acidità e sapidità con un bel finale appagante. Un 2 bicchieri del Gambero Rosso, sicuramente meritati, a un prezzo contenuto (Euro 9,89 incl IVA da noi, su GustoShop.eu). Da provare !

fiano-1

15 comments agosto 24th, 2009

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