
Ancora con le insalate ??? Ebbene sì, qua dopo piogge e temporali è scoppiato di nuovo il bel tempo e un’insalatina di farro per pranzo mi ci sta proprio bene per cominciare un adieux all’estate, a tappe, diciamo.
Una vola lessato al dente il farro uno poi ci mette quello che vuole, nel mio caso quello che avevo in casa, quindi pomodorini, foglioline di menta, cetriolo, sgombro sott’olio, zest di lime, carota a julienne, capperi cucunci al naturale, acciughe siciliane con capperi, fagiolini lessi e a condire il tutto del fleur de sal e del buon extravergine insaporito una mezzoretta con pezzetti di aglio (poi buttati, che signora mia l’aglio crudo poi me se riaffaccia… :-))

C’abbiamo stappato sopra un “Optimo” di Strade Vigne del Sole, ne parlammo già qui. L’ho trovato azzeccato, servito ben fresco.
Bon appetit !

settembre 25th, 2009

Prima che spariscano le fragole buone, questo spiedino è di facile preparazione e gran bell’impatto, non è altro che un’insalatina di fragole, basilico e caciofiore, un formaggio a metà fra ricotta e cacio, una squisitezza targata Sergio Pitzalis, di cui vi parlerò diffusamente in un prossimo post.
Un giro di buon extravergine (io ho usato l’Olio del Ministro - monovarietale di caninese denocciolata), una macinata di pepe bianco e qualche goccia di Acet-up, una crema balsamica ottenuta dal mosto di uva cotto acetificato in barili di rovere per almeno 4 anni. E’ una prelibatezza dell’Acetaia Paltrinieri, famosa per il suo ottimo aceto balsamico tradizionale di Modena, invecchiato 12 anni oppure 25 anni e per il Balsamotto, un prodotto giovane e disinvolto che vanta comunque 4 anni di affinamento in botti di rovere .

Quando ti aggiri nella loro bella villa in stile mantovano circondata da vigneti di trebbiano e lambrusco, all’ombra del campanile di Pieve di Sorbara (risalente al periodo di Matilde di Canossa), puoi percepire quell’odore magnifico che emana dai vaselli riposti nel solaio, contenti quell’elisir che distilla decine e decine di anni di storia in una bottiglina piccola piccola : il tradizionale. Un gioiello, insomma. E poi Guido Paltrinieri è una forza della natura, dotato di grande forza comunicativa, ti contagia con il suo amore per il suo lavoro, che è quello della sua famiglia da sempre. E’ lui che esegue personalmente i travasi e i rincalzi, seguendo regole e consuetudini antichissime. Quel posto lì ha un fascino che rasserena l’animo e i loro prodotti lo esprimono al meglio.

Mai fu così dolce “andare a Canossa” !!!
Approfitto per ringraziare Manuela alias Fiordivanilla per il premio che mi ha regalato :
G R A Z I E !!!


giugno 21st, 2009

E se con l’impasto dei biscottini “cookie” - che mi fa proprio morire - ci faccio una bella crostatina golosa ? Why not. Però con questa pasta frolla arricchita di gocce di cioccolato ci vuole una confettura dal gusto morbido ma anche di personalità, ma sì, certo : la confettura di melone cantalupo, una delle più strabilianti mai assaggiate.
Loro sono in Lucania, nella valle d’ Agri, in pieno Parco Naturale, in una zona ancora poco frequentata e abitata dove la natura la fa ancora da padrona e hanno una piccola azienda agricola biologica a conduzione famigliare che produce confetture e marmellate artigianali di qualità straordinaria, senza aggiungere pectina, raccogliendo la frutta di loro produzione e anche quei frutti selvatici che la loro terra offre da sempre : si chiamano “Per Boschi e Contrade”. Coltivano anche i fagioli di Sarconi IGP, un vessillo della biodiversità in tema di legumi, a cui darò spazio prossimamente su queste pagine.
La confettura di melone cantalupo è dolce e aromatica, regala raffinati sentori verdi che mandano in visibilio e con il 120% di melone sul totale (il resto zucchero e un ogccio di limone) è decisamente salutare.
Noi ce la godiamo in tutti i modi, a colazione sulle fette biscottate, a merenda con il cioccolato fondente, in accompagnamento a un buon pecorino stagionato e, non ultimo, anche in questa crostatina che è durata il tempo di qualche boccone ben assestato !

P.S. La ricetta dei cookie è qui, poi non rimane che foderare con la pasta lo stampo da crostata imburrato, disporre la confettura e infornare per 20/30 min a 170° e poi è tutta vostra !
P.S. BIS : con questa ricetta partecipo al concorso “Inventa la Ricetta”
di Sandra del blog “Un tocco di zenzero” !!!
maggio 7th, 2009

Una bella passeggiata al solicello di primavera e me ne sono tornata casa con un mazzetto di questo bendidio. Un vortice di pensieri in testa. Cosa farci ? Sì sì, la frittata è buona ma… a me va qualcosa di più sfiziosetto… semplice : una buona pasta, della bottarga di muggine (ce l’ho sempre pronta in barattolo dalla Sardegna…) e il gioco è fatto.
Ho tuffato nell’acqua salata in ebollizione i mitici fusilli artigianali lunghi trafilati al bronzo del pastificio siculo “Faraci”, 10 min di cottura, il tempo di far scaldare moderatamente l’extravergine in padella per rosolare dolcemente gli asparagi selvatici lavati e spezzettati e lasciare andare qualche minuto ed è praticamente pronto. Scolare e passare in padella con gli asparagi, impiattare e cospargere di bottarga di muggine.
Un piatto essenziale che racconta l’incontro di due sapori unici, inconfondibili, note amaragnole e dolci a braccetto, senza soffritti, sale o erbe aromatiche a distogliere l’attenzione da questo connubio armonioso. C’è terra e mare che amoreggiano onda contro sponda e vien voglia di distendersi in un pezzetto di cielo a gustarsi il tutto a piccoli sorsi d’estasi.
Help yourself !




maggio 5th, 2009

Uno stracchinato di capra da urlo mi è arrivato in casa da una scorribanda nel Viterbese e allora, oltre a mangiarmelo seduta stante “nature” su crostinetti caldi con una spolverata di erba cipollina (e quanto era buono non te lo puozzo di’!!!) , the day after ho pensato di inserirlo in una ricettina più corposa, farci una pasta, ad esempio, ma il sapore così intenso con quelle note ircine un po’ acute mi ha stimolato a cercare un accoppiamento e così dopo averlo provato con le noci (non mi ha fatto impazzire), ho pensato a qualcosa di più erbaceo e aromatico…mumble mumble… ma il PESTO, certo !
E così nascono queste trofie fresche al pesto con il tocco di personalità dello stracchinato di capra.

Come farle ? Elementare Watson, metti il pesto (asso nella manica : quello pronto de La Gallinara, yeppy-ye-ye) nella cuccuma, lessi la pasta e nel frattempo prelevi con il cucchiao la schiumetta “amidosa” che si forma a pelo d’acqua e la mischi al pesto, poi prendi due bei tocchetti di stracchinato di capra, li metti nel pesto e ci butti sopra la pasta appena scolata, amalgami e porti in tavola mentre ti tremano le gambe per il profumo inebriante !!!

Siccome già varie amiche mi hanno chiesto dove lo trovo perchè dalle loro parti si fa difficoltà a reperirlo, sto pensando “gira che ti rigira mi toccasse metterlo sul sito” superando così le varie problematiche relative al “fresco”, che ancora non abbiamo definitivamente affrontato. Forse sarà una spinta in più, vedremo.
In the meantime, buona scampagnata a tutti !
aprile 13th, 2009

Avevo visto l’altro giorno sul Gambero Rosso Channel una ricetta intrigante a base di paccheri, ricotta e zafferano così quando mi sono ritrovata a preparare per pranzo i conchiglioni il pensiero è andato immediatamente alla ricotta di capra che avevo in frigo (frutto di una perlustrazione nel Viterbese di cui vi darò dettagli più in là) e a come avrei potuto riadattare i miei ingredienti secondo quel poco che ricordavo della ricetta griffata.
Ecco il risultato.
Ho preparato un sughetto con evo, cipollotto fresco, passata di pomodoro (io uso quella di Orto d’Autore), qualche fogliettina di origano fresco e un pizzico di sale appena.
Ho scongelato un bicchiere di brodo vegetale al microonde, l’ho scaldato e ho lasciato un pizzichino di pistilli di zafferano in infusione per mezzora.
Ho lessato i conchiglioni trafilati al bronzo Faraci per 8 minuti anzichè 10. Li ho scolati e riempiti con questa ricotta di capra che io ho trovato semplicemente strepitosa: cremosa, dal gusto pieno senza essere troppo pungente e perfetta come punto di sapidità. Poi ho calato i conchiglioni ripieni uno per uno in un tegamino facendo attenzione a non capovolgerli. Nel tegamino li aspettava il brodetto di zafferano per sobollire insieme lentamente a fuoco basso per circa 3-4 minuti.
Ho messo un un coppino di sugo di pomodoro nel piatto spandendolo delicatamente. Ci ho adagiato sopra i conchiglioni ripieni di ricotta di capra e insaporiti con lo zafferano. Ho pensato che una grattugiata di ricotta di pecora al forno potesse chiudere il “cerchio gustativo” e delle foglioline di origano fresco dare un tocco di freschezza e anche di dolcezza al piatto. Buono, profumato, armonioso.

marzo 28th, 2009

Una ricettina facile facile, profumata e gustosa, che io e la mia “personal assistant”abbiamo preparato in un battibaleno.
Abbiamo lavato e pulito i peperoni scelti appositamente di vari colori, liberandoli di picciolo, filamenti interni e semi. Li ho tagliati a listarelle larghe circa 1 cm. e li ho messi in padella nell’extravergine caldo. Dopo averli fatti sfrigolare un po’, abbiamo aggiunto degli ottimi pelati . Ho lasciato andare fino a cottura, cercando di mantenere i peperoni abbastanza croccanti. Alla fine abbiamo aggiunto tanto basilico spezzettando con le mani le foglie in più parti. Abbiamo lasciato coperto perchè il profumo del basilico avvolgesse tutto il sugo.
Scolati i pici, li ho ripassati in padella nel sugo di peperoni e poi li ho coperti con la provola dei Nebrodi tagliata a fettine sottili. Ho lasciato il fuoco bassissimo e ho coperto.
2 minuti 2, e la provola fila che è una bellezza e via, si fila a tavola come un razzo !!!

gennaio 27th, 2009