Minestra di patate con mentuccia e berberè

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Very comfort food, praticamente tante coccole calde, morbide e profumate sotto forma di minestra speziata !

Ingredienti x 3 :
1/2 bicchiere d’extravergine
2 spicchi d’aglio
1 cipolla piccola
2 foglie di alloro
6 patate medie
15 pomodorini
1 bicchiere di passata di pomodoro
una manciata di foglie di mentuccia
1 cucchiaino di berberè
sale

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Due spicchi d’aglio interi abbracciati a mezza cipolla affettata finemente e due foglie di alloro, tutto a sfrigolare nell’extravergine; poi i pomodorini sbucciati tagliati a metà e dopo un po’ un bicchiere di passata di pomodoro per amagamare il tutto, e giù le patate a tocchettoni, un giro di sale e un po’ di pazienza, che vada tranquilla per una ventina di minuti con l’aggiunta iniziale di acqua bollente,  tante foglioline di mentuccia e una generosa manciata di berberè.

Che sia ancora brodosa quando accoglierà la pasta e… via in tavola, a coccolarsi !


5 comments aprile 6th, 2010

Malloreddus con sugo di carne, ricotta di capra e maggiorana

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Ingredienti x 3 mangioni :
- sugo di carne di Nonnanna
- 300 g. di ricotta fresca di capra
- 300 g. di malloreddus
- foglioline di maggiorna fresca
- pepe nero fresco di mulinello

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Il sugo di carne è quello di Nonnanna. E va bene. I malloreddus li ho trovati in un super e mi sono sembrati buoni. Effettivamente lo erano. La ricotta fresca di capra e quella salata da grattugia sono entrambe dell’amico Pitzalis detto anche (Pizzaz). Naturalmente con questi ingredienti già pronti, non c’è stato molto da fare se non : lessare in acqua salata i malloreddus, scolarli, amalgamarli con un po’di ricotta di capra e due cucchiai di acqua di cottura, poi buttarci abbondante sugo da diventar cremoso con la ricotta, impiattare e, last but not least, una grattugiata di ricotta salata, una macinata di pepe e qualche fogliolina di maggiorna fresca.

Lo sentite il “gong” ? Pronto a tavola !

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9 comments novembre 18th, 2009

Torcelli alla norma

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Oggi in frigo solo melanzane e pomodori dell’orto, quindi per pranzo… pasta alla norma. In dispensa un pacco di torcelli in attesa da troppo tempo si fa avanti sgomitando a bordo scaffale, ok, lo prendo. La ricotta salata di Pitzalis è in frigo e una piantina di basilico è sopravvissuta sul balcone : allora siamo pronti.

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Ingredienti x 2
1 melanzana
qualche pomodoro maturo da sugo
3 o 4 cucchiai di extravergine
un paio di spicchi d’aglio
mezzo peperoncino fresco
200 g. di pasta
ricotta salata
qualche foglia di basilico

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Nell’extravergine metto a imbiondire l’aglio intero e mezzo peperoncino fresco, e poi tolgo entrambi. Butto giù i pomodori sbucciati e tagliati grossolanamente, salo appena e lascio andare per un bel po’. Il sugo deve venire denso e non acquoso.A metà cottura aggiungo le foglie di basilico spezzettate.

Taglio la melanzana a rondelle, che friggo in abbondante olio di arachidi e scolo sulla carta da cucina, aggiungendo un po’ di sale.

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Lesso la pasta e la scolo accuratamente. La metto in una zuppiera e parte la prima bella spolverata di ricotta. Poi aggiungo il sugo di pomodoro ben tirato, una mescolata come si deve e impiatto. Sopra dispongo le rondelle di melanzana e spolvero ancora con la ricotta salata. Foglietta di basilico e si va a tavola.

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6 comments settembre 14th, 2009

Eliconi zucchine e gamberi rossi con arancia e zenzero

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Questa pasta così fresca, leggera e profumata è decisamente estiva e l’ho riproposta  in questi ultimi scampoli d’estate. Al sapore intenso e dolce dei gamberi rossi si aggiunge il tocco dello zest agrumato che in questo piatto è determinante così come quello speziato, leggermente piccante, dello zenzero.

Partiamo con le dosi, allora, sempre per tre :
300 g. di eliconi trafilati al bronzo Faraci
10 cucchiai di olio extravergine
6 zucchine
15 gamberi  rossi
1 arancia
1 radice di zenzero
pepe al mulinello a piacere

Per prima cosa preparo il condimento a base di extravergine zenzero e arancio che passato sul piatto alla fine regalerà freschezza e complessità. Sbuccio lo zenzero e lo gratto sull’apposito attrezzetto per ricavarne morbida polpa mista a succo. Sì, una delle mie armi segrete, reperita nel rifornitissimo negozio di caslinghi dove effettuo delle vere e proprie scorrerie durante le vacanze estive in montagna : Domanig, a Vipiteno.

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Originariamente era una ferramenta, sempre di alto livello, ma poi nel tempo si è trasformata in un vero e proprio regno di tutto quello che concerne cucina e tavola : attrezzatura da cucina, complementi di arredo e servizi di piatti per la tavola, strumenti di cottura e degustazione, bottiglie e bottigline, completi da picnic, set da barbecue, borse refrigerate di tutti i tipi, insomma chi più ne ha più ne metta. Nel pieno centro del paese, è una costante tentazione ogni volta che ci passo davanti. E io, si sa, amo cedere alle tentazioni.

Anyway, dicevo, in una ciotola metto circa 5 cucchiaiate di extravergine buono e leggero e 3 cucchiai di succo di arancio, emulsionando bene. Poi aggiungo la polpa e il succo dello zenzero e abbondante zest di arancia. Mescolo bene e lascio aromatizzare l’olio per qualche ora, se possibile, in modo che gli altri ingredienti abbiano il tempo di sprigionare tutto il loro sapore impreziosendo l’extravergine che poi se ne può andare in qua e in là nel piatto a vivacizzare i profumi.

gamberi

In un po’ di evo caldo in padella (5 - 6 cucchiai) butto giù lo scalogno affettato sottilmente e poi le zucchine tagliate a rondelle. Salo leggermente e lascio sfrigolare un po’, poi copro per portare a cottura, girando delicatamente di tanto in tanto. Una volta pronte le zucchine tolgo la padella dal fuoco e aggiungo i gamberi sgusciati, ripuliti dal budellino e lasciati interi.

Lesso gli eliconi trafilati al bronzo del pastificio artigianale Faraci in acqua abbondante e appena salata. Li scolo e li mescolo con le zucchine e i gamberi in padella. Il tempo di amalgamare e faccio i piatti.

Quando porto in tavola ognuno aggiunge a suo piacere l’olio aromatizzato e del pepe a mulinello. Tutto qua.

Un buon bicchiere di…..arneis-2

Roero Arneis “La Villa” 2007 di Terredavino fa il resto. Morbido, armonico, dal bouquet ricco e ammaliante : fiori, frutta estiva, albicocca in particolare, che gli ha valso tanti riconoscimenti. Eccoli  :
Gambero Rosso : 1 bicchiere
Duemilavini 2009 : 3 grappoli
Annuario dei migliori vini di Luca Maroni 2009 : 83/100
I vini di Veronelli : 86/100

Mica male, eh ?

5 comments settembre 10th, 2009

Spaghetti sparnocchie e origano fresco con un buon Fiano

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Un primo leggero adatto a una serata estiva. Le sparnocchie, o pannocchie, sono sempre gustose e io le inserisco volentieri nei nostri menù. Dal momento che resistono a lungo vive, le prendo solo quando si muovono ancora e così sono certa che siano freschissime. Rilasciano un gusto unico, che non ha nulla da invidiare ai crostacei più nobili e poi per di più sono anche economiche, il che non guasta, diciamolo.

x 3 persone basta reperire :
- 300 g. di spaghetti
- qualche cucchiaio di evo
- sparnocchie a volontà (io esagero sempre così diventa un piatto unico!!!)
- pomodorini - a gusto, a me piace il sughetto quindi anche qui esagero volentieri
- foglioline di origano fresche
- sale, davvero poco !

Preparo un soffritto con un buon evo e due spicchi d’aglio sbucciati che tolgo appena rosolati. Sbuccio i pomodorini passandoli per 20 secondi in acqua in ebollizione e poi in acqua e chiaccio. Li taglio in quattro e li scuoto con vigore nello scolapasta così che perdano acqua e semi. Ottenuti i petali di pomodorini li metto a sfrigolare nel soffritto in modo che non si disfino e restino ben integri.

spaghetti

Aggiungo le sparnocchie tagliate longitudinalmente e alcune precedentemente sgusciate.

Scolo la pasta e la ripasso in padella con il condimento. Servo con qualche fogliolina di origano fresco.

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Che ci beviamo su ? Il Fiano 2007 della gamma alta Mandrarossa - Cantine Settesoli a Melfi, in Sicilia. Di un bel colore paglierino carico, al naso regala sentori delicati di frutta a polpa bianca, poi melone e infine banana. In bocca ha buona acidità e sapidità con un bel finale appagante. Un 2 bicchieri del Gambero Rosso, sicuramente meritati, a un prezzo contenuto (Euro 9,89 incl IVA da noi, su GustoShop.eu). Da provare !

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14 comments agosto 24th, 2009

Fusilli lunghi con pesce sciabola e origano fresco innaffiati dallo Chardonnay Mandrarossa : a midsummer night’s dream

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Ci risiamo con il pesce sciabola o spatola. Ne avevo già parlato qui. Ma del resto è così buono e pure a buon mercato che quando lo trovo lo prendo sempre, qualcosa di buono ci esce sempre fuori.

L’ho sfilettato velocemente (ha praticamente solo la spina centrale) e c’ho fatto una pasta semplice ma saporita, ecco come :

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Ingredienti per 2 :
una ventina di pomodorini
due spicchi d’aglio (ma quanto mi piacerà l’aglio ???)
extravergine di oliva (ognuno si regola come vuole, chi ci mette solo due cucchiai, io abbondo un po’…)
qualche fogliolina di origano
500 g. di sciabola spinata (perchè questo per me è un piatto unico!)

Sbollentato i pomodorini in acqua bollente per 20 secondi poi tuffati nell’acqua fredda per spellarli meglio. Tagliati in quattro e messi in padella dove c’era già evo caldo e uno spicchio d’aglio intero. Poco sale. L’ho lasciati sfrigolare circa dieci minuti, ho tolto l’aglio e poi ho calato il pesce a tocchetti, ho coperto e lasciato andare a fuoco basso per altri due minuti. C’ho ripassato i fusilli lunghi trafilati al bronzo Faraci, una gran bella pasta che non manca mai nella mia dispensa, consistente, direi quasi carnosa, nonchè porosa : trattiene il sugo in un abbraccio stretto stretto.

Foglioline di origano fresco qua e là e via.

L’ho sistemata in un coppapasta per darle una forma più aggraziata e composta e scattare qualche foto ma poi… mi sono data ampiamente da fare per distruggere il tutto con le mie forchettate vigorose ! Come dire, fotografato e mangiato :-)

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Che ci bevo su ? Uno chardonnay siciliano che mi ha conquistato al primo bicchiere, parliamo della gamma alta “Mandrarossa” della Cantina Settesoli. Un vino solare, nel colore, nel profumo e nel gusto. Giallo oro con riflessi verdolini, regala profumi incantati di fiori d’arancio, albicocche e agrumi e un gusto pieno e rotondo, con buona spalla acida, persistente, finale lungo e appagante.

Un piatto estivo e un vino solare, da godersi sul tramonto a tinte forti che mi si para davanti…a midsummer night’s dream !

3 comments luglio 24th, 2009

Pasta con aglio selvatico, pomodorini confit, bottarga di muggine e arancio

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Aridanga con l’aglio selvatico !!! Giuro che per quest’anno è l’ultima ricetta, ma a primavera l’aglio ha imperversato nella mia cucina come non mai e quindi ha fatto già capolino un paio di volte nel blog (linguine aglio selvatico, telline e scampetti e spaghetti con aglio selvatico, fave e vitalba croccante). Ora mi sono trovata da parte questa ricettina, che mi era garbata parecchio, e ve la posto al volo.

Ingredienti x 2
200 g. di pasta corta
qualche cucchiaio di extravergine di oliva
pomodorini confit (come farli ? guarda qui)
bottarga di muggine da grattugiare o fare a scagliette (ne basta poca, of course)
qualche filino di buccia d’arancio

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In un soffritto di buon extravergine si buttano giù i bulbetti d’aglio selvatico, puliti, lavati e tagliati a metà. Si lascia sfrigolare un po’, poi si aggiungono i pomodorini confit lasciati integri (a me piace così ma si possono anche tagliare a metà o a petali) e qualche strisciolina di buccia d’arancia ritagliata con il rigalimoni. Si lascia andare due minuti e ci si butta la pasta appena lessata e scolata bene. Una bella mescolata e poi nel piatto, per cospargere di lamelle di bottarga di muggine. Giro di extravergine a crudo e vai.

A questo proposito vi segnalo la bottarga sarda di muggine di Stefano Rocca, valutata dal Gambero Rosso tra le migliori d’Italia (secondo posto del podio, mica male!).  Una prelibatezza che abbiamo talmente apprezzato in una fiera alimentare da decidere seduta stante  - dopo una bella chiacchierata con Stefano - di non farcela scappare e inserirla quindi nei prodotti del nostro Gustoshop.

La consistenza è perfetta, asciutta ma pastosa, sapida al punto giusto, delicata e certamente equilibrata.

Ce l’abbiamo in baffe da 100/120 g. oppure già grattugiata in barattolo da 70 g. o 100 g. . Naturalmente non ci manca neanche la bottarga di tonno, per un sapore più deciso, anche questa in baffe da 100/120 g., barattolo da 70 g. e 100 g..

Siamo andati a trovarli una volta che giravamo per la Sardegna (a caccia di nuovi talenti…) ed è stato un piacere visitare il loro laboratorio pulito, ben organizzato e anche rivedere Stefano e il suo staff, così cordiali, gentili, disponibili (fu un’improvvisata!). Ne parlai in passato nel blog, qui e qui, per chi ha voglia di respirare un po’ di aria di mare.

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11 comments luglio 12th, 2009

Linguine telline e scampetti con aglio selvatico

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Ho già parlato dell’aglio selvatico (qui), che con il suo tocco delicatamente erbaceo mi intriga tantissimo e allora eccolo qua questa volta utilizzato per un primo di mare.

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Ora gli ingredienti x 4 :
300 g. di pasta (noi 3 etti ce li mangiamo in 3 ma convenzionalmente la porzione pro capite dovrebbe essere 70/80 g. giusto ?)
qualche bulbo di aglio selvatico
1 sacchetto di telline
una ventina di scampetti
una ventina di pomodorini

Un po’ di extravergine in padella a scaldare, un po’ di aglio selvatico pulito lavato e tagliato a pezzetti, poi i pomodorini precedentemente sbucciati (immersi in acqua in ebollizione per 20 sec, scolati e gettati nell’acqua con ghiaccio), tagliati in quattro e scossi nello scolapasta per fargli perdere acqua e semi.

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Quando sono quasi pronti butto giù anche le telline e le faccio aprire, poi un attimo prima di aggiungere le linguine già lessate in acqua salata, metto dentro al sugo con le telline anche gli scampetti, che cuociono in 1 minuto. Ripasso la pasta sul fuoco basso, per asciugare debitamente il sugo e renderla cremosa. Eccola qua :

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Che ci si beve su ? L’Adelaide di Strade Vigne del Sole, un uvaggio di quattro vitigni autoctoni dei colli romani : trebbiano giallo, trebbiano verde, pecorino, chiapparone. Questi vitigni hanno dei nomi incredibili, che solo qua, in questa parte d’Italia, potevano nascere. E questa originalità si rispecchia anche nei vini, cha hanno un timbro tutto loro. Il prezzo è incredibile rispetto alla qualità del vino (Euro 6,72 incl IVA presso GustoShop.eu) ma questo fa parte della politica “moderna” di questa antica cantina : qualità a buon prezzo. Da applauso.

Parliamo di un vino  di struttura e buon corpo dal colore giallo carico e i profumi ammalianti di banana e ginestra, persistente in bocca. Quando arriva sulla lingua avverti un friccichio appena percettibile, un fremito sottile. Non c’è niente da fare, i vini di Strade Vigne del Sole sono una voce fuori dal coro. Non trovo mai il tempo per scriverne per bene. Ma rimedierò presto, intanto … alla salute !

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6 comments giugno 25th, 2009

Spaghetti con aglio selvatico, fave e vitalba croccante

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Girare per campi in cerca di erbe e piante selvatiche è qualcosa che mi entusiasma fortemente. Quando torno a casa con un mazzetto di aglio selvatico, un po’ di vitalba, i rafani o gli asparagi selvatici, una busta di cicoria, qualche fiore di ginestra o di tarassaco, sono la persona più felice del mondo ! Deve essere proprio una spinta ancestrale che urge in me perchè dopo mi sento così realizzata, è una soddisfazione profonda, quasi “primitiva”, appunto.

L’aglio selvatico impeversa nei nostri campi in questo periodo, con il suo fiorellino delicato, bianco o rosa, è anche delizioso a vedersi.

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Invece la vitalba è una pianta rampicante infestante, la si trova avviluppata a rovi e alberi e la si riconosce anche con grande facilità grazie alla prova inconfutabile : la sezione dello stelo a stella. Si colgono i virgulti con le vicine foglioline tenere.

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Allora ecco qua come ti sistemo aglio selvatico e vitalba :

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I pomodorini calati nell’acqua in ebollizione, 20 secondi e poi un bel tuffo in acque gelide, per spellarli meglio. Tagliati in quattro e poi a sgrondare nello scolapasta acqua e semi con qualche rude scossa.

I germogli e foglioline tenere di vitalba a friggere in evo a fuoco allegro.

Le fave ricavate dai baccelli, in pentola apressione per 10 minuti scarsi dal fischio e poi sbucciate.

particolare

Un soffritto in evo dei bulbetti di aglio selvatico affettati, i petali di pomodorini, lascio andare un po’ senza assillarli. Poi aggiungo le fave spellate. In ultimo la pasta lessata a ripassare. Fuori dal fuoco una macinata di pecorino di Pienza e poi in ultimo, nel piatto la vitalba croccante.

vitalba

AND…ENJOY !

10 comments maggio 31st, 2009

Fusilli lunghi asparagi selvatici e bottarga di muggine

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Una bella passeggiata al solicello di primavera e me ne sono tornata casa con un mazzetto di questo bendidio. Un vortice di pensieri in testa. Cosa farci ? Sì sì, la frittata è buona ma… a me va qualcosa di più sfiziosetto…  semplice : una buona pasta, della bottarga di muggine (ce l’ho sempre pronta in barattolo dalla Sardegna…) e il gioco è fatto.

Ho tuffato nell’acqua salata in ebollizione i mitici fusilli artigianali lunghi trafilati al bronzo del pastificio siculo “Faraci”, 10 min di cottura, il tempo di far scaldare moderatamente l’extravergine in padella per rosolare dolcemente gli asparagi selvatici lavati e spezzettati e lasciare andare qualche minuto ed è praticamente pronto. Scolare e passare in padella con gli asparagi, impiattare e cospargere di bottarga di muggine.

Un piatto essenziale che racconta l’incontro di due sapori unici, inconfondibili, note amaragnole e dolci a braccetto, senza soffritti, sale o erbe aromatiche a distogliere l’attenzione da questo connubio armonioso. C’è terra e mare che amoreggiano onda contro sponda e vien voglia di distendersi in un pezzetto di cielo a gustarsi il tutto a piccoli sorsi d’estasi.

Help yourself !

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8 comments maggio 5th, 2009

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