


When I was younger, younger than before
I never saw the truth hanging from the door
And now I am older see it face to face
and now I am older gotta getup clean the place
And I was green, greener than the hill
where flowers grew and the sun shone still
Now I am darker than the deepest sea
Just hand me down, give me a place to be
And I was strong, strong in the sun
I thought I’d see when day was done
Now I’am weaker than the palest blue
Oh, so weak in this need for you
Nick Drake - Place to be (Pink Moon)
gennaio 27th, 2010
(Il disegno è suo di lei, of course!)
Petali, nuvole, foglioline e sassi, la dolcezza sua lieve alza, come refola leggera, quando leggo quel che scrive, e mentre le sue parole volteggiano nella mia mente, all’improvviso mi pare che le abbia scritte in fondo a me, mentre dormivo o canticchiavo, guardavo fuori la finestra o cucinavo. E quando succede, si alza nell’aria ferma un’essenza che schiude boccioli inaspettati, aggrega tempi dissonanti, esala note basse di blu e di pioggia.
E’ un dono. Immenso e impalpabile. Il suo. Che a volte sento risplendere sulla mia pelle come una fortuna inaspettata.
Io credo fermamente nella magia, quella dell’incontro (anche nella blogsfera).
Auguri Nina !
dicembre 11th, 2009


Nel frattempo i calici da vino erano stati riempiti di giallo e poi avevano brillato di cremisi; erano stati svuotati; erano stati riempiti. E così per gradi, veniva accesa - a metà lungo la spina dorsale, in un punto che è la sede dell’anima - non quella piccola e violenta luce elettrica che chiamiamo conversazione brillante quando la vediamo comparire e scomparire all’improvviso sulle nostre labbra, ma quel bagliore più profondo, impercettibile e sotterraneo, quella fiamma dal colore giallo intenso che è lo scambio razionale: senza nessun bisogno di affrettarsi. Nessun bisogno di mandare scintille. Nessun bisogno di essere altri che se stessi.
Una stanza tutta per sè - Virgina Woolf
novembre 25th, 2009
Sollevo il calice dal gambo sottile, sorseggio. Il vino ha un sapore drastico, astringente. Nel bere non posso fare a meno di trasalire.
Eccoli, i profumi, la luce, il caldo, tutti distillati in questo liquido giallo, infuocato. Dietro la schiena, tra le scapole, un che di secco, di spalancato, si ravvolge dolcemente, e piano piano si addormenta. E’ l’estasi, la liberazione. La sbarra al fondo della gola si abbassa. Parole, vocaboli si affollano, si ammucchiano, premono gli uni sugli altri… Non importa quello che dico.
Palpitante come un uccello, una frase atttraversa lo spazio vuoto che ci separa. Va a poggiarsi sulle sue labbra. Mi riempio di nuovo il bicchiere. I veli tra noi cadono. Penetro nel calore e nell’intimità di un’altra anima.”
Le Onde - Virgina Woolf
ottobre 2nd, 2009