
> Mamma ma pecchè non facciano una cottata ?
> Già, why not ? Ma la voglio golosissima, questa volta
> Sììììììììììììì gologosissima !!!
Ecco le dosi e le istruzioni per una “cottata gologosissima” :
PASTA FROLLA
- 300 g. farina
- 3 tuorli
- 180 g. burro
- 100 g. zucchero a velo
- zest di limone
- zest di lime
CONDIMENTO
- 2 tavolette di fondente monorigine Santo Domingo 71%
- 1 cucchiaio di extravergine Villa d’Orri
- 1 cucchiaino di pimentos de la Vera
- qualche chicco di sale rosa dell’Himalaya
Taglio il burro ben freddo di frigo a dadini. Metto la farina sul piano di marmo e comincio a “sfarinare” il burro, passando i dadini fra le dita ben infarinate (come quando si fa il gesto dei soldi). Poi lo dispongo a fontana, setaccio sopra lo zucchero a velo, metto al centro i tre tuorli e un po’ di zest di limoe e di lime e infine inizio a impastare con la forchetta e poi con le mani toccando rapidamente con i polpastrelli, per pochi minuti fino a creare una pasta morbida. In frigo nella pellicola per mezzora a riposare.
Imburro e infarino il testo. Stendo la pasta con il mattarello, la sistemo nel testo e la faccio cuocere nel forno già caldo a 180 ° con della carta da forno e dei fagioli secchi sopra, per non farla sollevare. Sì perchè mi frulla in testa l’idea di una crostatina di cioccolato fondente, niente confetture stavolta.
Ecco, penso subito a un fondente del cioccolataio magico Silvio Bessone. Più precisamente al monorigine Santo Domingo che proviene da una varietà ibrida spontanea di Criollo e Forastero : all’inizio c’è un che di bosco, toni umidi e freschi di fiori che si aprono, poi arrivano suoni bassi di tabacco, cuoio, profumi sinuosi di vino e nocciole.
Faccio fondere nella cioccolatiera (ma basta un tegamino a bagnomaria) 2 tavolette da 100 g. l’una di cioccolato Santo Domingo spezzettate e un bicchiere di latte intero fino ad ottenere una salsa voluttuosamente densa, che verserò ancora calda sulla crostata nuda.

Lascio raffreddare (anche troppo…24 ore!!!) e condisco praticamente come un piatto di spaghetti : giro di extravergine, sale e peperoncino !
L’extravergine è il Villa d’Orri, un blend di due cultivar tipiche sarde : bosana e semidana, che in bocca risulta fruttato, con note lievi di erbe e di carciofo. Lega sorpredentemente bene con il cioccolato, aggiungendo note verdi a quelle brune e scure del fondente.
Il sale è quello rosa dell’Himalaya, a chicchi medi, che contrasta la dolcezza del cioccolato con sferzate sapide e spezza la morbidezza della crostata con un crunch di tutto rispetto.
Il pimentos de la Vera è una varietà di peperoncino tipica della regione dell’Estremadura che viene tradizionalmente affumicato con del legno di quercia. E’ l’ingrediente fondamentale del famoso chorizo, la salsiccia spagnola piccante. Regala una striatura speziata e affumicata che ben si amalgama al cioccolato e all’extravergine.
Gologosissima, vero ?

Con questa ricettina partecipo al contest di Alter gusto :

gennaio 29th, 2010
Vi ricordate questi cookie ?

No-o ? Be’ non era tantissimo tempo fa, questo era il post dove riportavo la ricetta originale di Chiara, la Monolocaia.
Ultimamente però li ho rifatti cambiando un po’ la ricetta : utilizzando la farina integrale d’orzo al posto della OO e lo zucchero solo di canna invece che metà e metà. Il colore è leggermente più ambrato, il sapore è caramellato con vibranti note di tostatura e la consistenza è meno fragrante, più morbida e avvolgente.

Mi sono garbati parecchio e sono anche più sani, essendo integrali e meno “raffinati” come ingredienti.



Ne vengono tanti, per cui per una settimanella la piccoletta ha avuto ogni pomeriggio l’appuntamento fisso con il “biccottino dellaa meenda”.
Ma che soddisfazione !!!


settembre 23rd, 2009

E se con l’impasto dei biscottini “cookie” - che mi fa proprio morire - ci faccio una bella crostatina golosa ? Why not. Però con questa pasta frolla arricchita di gocce di cioccolato ci vuole una confettura dal gusto morbido ma anche di personalità, ma sì, certo : la confettura di melone cantalupo, una delle più strabilianti mai assaggiate.
Loro sono in Lucania, nella valle d’ Agri, in pieno Parco Naturale, in una zona ancora poco frequentata e abitata dove la natura la fa ancora da padrona e hanno una piccola azienda agricola biologica a conduzione famigliare che produce confetture e marmellate artigianali di qualità straordinaria, senza aggiungere pectina, raccogliendo la frutta di loro produzione e anche quei frutti selvatici che la loro terra offre da sempre : si chiamano “Per Boschi e Contrade”. Coltivano anche i fagioli di Sarconi IGP, un vessillo della biodiversità in tema di legumi, a cui darò spazio prossimamente su queste pagine.
La confettura di melone cantalupo è dolce e aromatica, regala raffinati sentori verdi che mandano in visibilio e con il 120% di melone sul totale (il resto zucchero e un ogccio di limone) è decisamente salutare.
Noi ce la godiamo in tutti i modi, a colazione sulle fette biscottate, a merenda con il cioccolato fondente, in accompagnamento a un buon pecorino stagionato e, non ultimo, anche in questa crostatina che è durata il tempo di qualche boccone ben assestato !

P.S. La ricetta dei cookie è qui, poi non rimane che foderare con la pasta lo stampo da crostata imburrato, disporre la confettura e infornare per 20/30 min a 170° e poi è tutta vostra !
P.S. BIS : con questa ricetta partecipo al concorso “Inventa la Ricetta”
di Sandra del blog “Un tocco di zenzero” !!!
maggio 7th, 2009

Per il compleanno della mia piccola assistente creativa, ho voluto fare tutto in casa e siccome avevo in precedenza già provato il pan brioche in stampini monodose, mi sono cimentata con gioia nel pan brioche grande da farcire. La ricetta l’avevo trovata su un pacco di farina manitoba ma l’ho adattata secondo le diverse prove che ho fatto.
Il risultato è stato ottimo, lo sforzo nell’impastare è minimo (io non ho impastatrici e faccio a mano), mentre ci vuole un po’di tempo per tagliarlo e farcirlo, ma sicuramente il gioco vale la candela.
Ingredienti :
800 g. di farina manitoba
10 g. di sale
75 g. di zucchero
300 g. di latte
1 panetto di lievito
3 uova
150 g. di burro a temperatura ambiente
la scorza grattugiata di un limone
N.B. Abbiate a disposizione ulteriori 200 g. di farina manitoba perchè a seconda del tipo può assorbire più o meno i liquidi.
Se volete fare il pan brioche grande, nello stampo di carta da pandoro, dovete raddoppiare la dose, anche se vi avanzerà per farci magari qualche Pan Brioche piccolo in stampini monodose, un filoncino o anche una pagnottella.

Ho così poca esperienza nel campo dei lieviti che ho fatto le cose con una certa leggerezza, non mi sono preoccupata più di tanto nel preparare l’impasto e ho messo giù gli ingredienti un po’ a senso : la farina mischiata con il sale e lo zucchero in una bowl, poi ho aggiunto il latte tiepido in cui avevo sciolto il panetto di lievito e ho cominciato a mescolare pian piano, poi ho aggiunto le 3 uova sbattute precedentemente in una ciotola e infine il burro morbido. Ho amalgamato il tutto prima con una forchetta e poi con le mani fino ad ottenere un imapasto morbido, liscio, compatto, che ho finito di lavorare sul piano di marmo.
Ho lasciato riposare mezzoretta e nel frattempo ho imburrato gli stampi monodose di ceramica mentre quello grande di carta non ha bisogno di essere unto.

Poi ho messo in ogni stampo la quantità di impasto necessaria a riempirlo per metà. Ho lasciato riposare due ore a 30° e poi ho informato a 180° finche non sono diventati dorati. Per il Pan Brioche tipo grande mi sono assicurata che l’interno fosse cotto, verificando con uno spiedino di legno che la pasta non rimanesse attaccata.
In alcuni dei pan brioche piccoli ho messo nell’impasto dei pezzetti di cioccolato fondente forastero monorigine Trintade Amelonado di Silvio Bessone e sono risultati particolarmente adatti per la prima colazione con la confettura di melone cantalupo e la confettura di pesche di Leonforte, nonchè con la marmellata di mandarini siciliani.

Invece per quello grande mi sono regolata così. L’ho fatto freddare per bene per qualche ora. L’ho tagliato orizzontalmente a fette di circa 1 cm. di spessore e ho cominciato a posizionare il disco di base sul piatto da portata, c’ho messo sopra il penultimo disco e l’ho cosparso di maionese fatta in casa, poi ho aggiunto il tarantello di tonno sminuzzato e i pomodorini a fettine. Segue disco cosparso di maionese a coprire e così il primo “piano di tramezzini è fatto. Bisogna ricordarsi di mettere un altro disco sopra per cominciare a farcire il nuovo “piano”, altrimenti viene un tramezzino gigante di 6 o 7 piani !!!
Gli altri dischi li ho farciti così :
- crema di carciofi e tartufo nero con carciofini sott’olio a striscioline
- salsa rosa (maionese fatta in casa e ketchup con un drop di worcester) e reginetta di san daniele affumicata
- crema di funghi porcini e funghi porcini sott’olio
- crema di asparagi e uova sode a fettine
Ben farcito e ricomposto, poi va tagliato verticalmente prima in quattro parti e poi ancora a metà fino ad ottenere 8 tramezzini a “piano”, aggiungendo infine il “cappello”.

Il Pan Brioche è una preparazione facile che dà molta soddisfazione e poi è versatile, puoi farci appunto colazione, allietare una allegro pomeriggio casalingo con “happy hour” o una scampagnata (magnifico effetto “panbriochone su plaid”), farci i tramezzini per uno spuntino veloce magari da portarsi in ufficio, dei tost filanti con prosciutto di Desulo e monteveronese DOP d’allevo dell’alta Lessinia, per far stramazzare al suolo un amico venuto a trovarti in prossimità cena, o ancora prepararci dei crostinetti da cospargere su una vellutata di verdure, come ho fatto qua con la crema di carciofi speziata.
Insomma in poche parole una volta fatto ci mette poco a sparire e viene voglia subito di farne un altro !!!
P.S. Con questa ricetta partecipo al mio primo concorso : “Il picnic dei lettori” a cura di Sigrid alias Cavoletto di Bruxelles
maggio 2nd, 2009