Salumi e Formaggi ? Che pizza !

GustoShop e “Mastro Titta” di Civitavecchia (powered da Slow Food Civitavecchia), un sodalizio fondato sull’amore per la qualità e la passione per le cose fatte bene.

Fabio alias Mastro Titta è un ricercatore spinto di prodotti di altissima qualità utilizzati per vestire degnamente le sue auperbe pizze e la sera lo trovi lì nel suo locale a disporre gli ingredienti sulla “tela grezza” di pasta lievitata per 36 lunghe ore a creare un “quadro” dal profumo inebriante, una tavolozza intrisa di colori, dove le forme e le consistenze si mescolano e si fondono sulla pasta morbida e fragrante allo stesso tempo. Un’opera d’arte dalle caratteristiche organolettiche impressionanti e caratterizzata dall’alta digeribilità, che non è proprio l’ultima cosa, a pensarci bene.

Ne parlavamo oggi con i miei colleghi di ufficio : se la pizza è buona puoi mangiarla anche fredda, se invece da fredda “la devi tirare in faccia al muro” allora vuol dire che nello stomaco l’effetto è lo stesso e se la conosci la eviti. Be’ la pizza di Mastro Titta, in quei rarissimi casi in cui ne avanza qualche pezzetto, il giorno dopo ci faccio pranzo, senza neanche scaldarla, a seconda del tipo. Non aggiungo altro.

Ma veniamo alla cena, che propone un percorso gastronomico variegato e stimolante che si snoda in varie tappe.

Si parte con un piatto di degustazione di Grandi Salumi e qui entrano in scena prodotti di nicchia, provenienti dalle mani sapienti di veri e propri artigiani del gusto con produzioni caratterizzate da numeri bassi e qualità decisamente alta. Parliamo di culatello di Zibello, prosciutto di Desulo, schiacciata di cinghiale, capocollo di centa senese e salame di bue di Carrù. Portiamo dunque in tavola frammenti di storia e cultura gastronomica del Piemonte, della Toscana, del Lazio, della Sardegna e dell’Emilia Romagna. Completano il piatto dei finger food a sorpresa firmati Mastro Titta.

Segue un trittico di pizze di autore in cui Fabio scatena il suo genio interpretativo. Ma non vuole anticipare nulla, chi verrà vedrà.

Poi è la volta dei Grandi Formaggi. Una degustazione che snocciola uno dopo l’altro alcuni tra i più grandi formaggi italiani, vere e proprie opere d’arte di Mastri Casari che lavorano ancora oggi come si faceva centinaia di anni fa. Si tratta di piacentinu ennese, castelmagno, montasio, pecorino dei Monti Sibillini, pecorino di Pienza accmpagnati da pere martinsec in agrodolce, miele di macchia mediterranea, confettura di melone cantalupo. Il latte è quello crudo (non soggetto a pastorizzazione) e a Km 0, ossia porveniente da pecore o vacche di quel territorio, che viene lavorato in modo artigianale per ottenere formaggi che saranno uno diverso dall’altro, ogni forma con una sua caratteristica sfumatura di sapore, a seconda della grandezza, dei pascoli utilizzati dalle mandrie, della stagione e di tante variabili che la produzione industriale non contempla e, anzi, evita come la peste regalandoci prodotti di fabbrica, dalle proprietà organolettiche quasi azzerate e un sapore spesso scialbo e identico per tutte le forme di quel formaggio. Anche in questo caso completerà il piatto degustazione delle delikatessen al formaggio di Mastro Titta.

Si conclude con un dessert a base di crema impreziosito dalle pesche di Leonforte (presidio Slow Food), dolci e succose peschette di una varietà Siciliana ormai in via di estinzione, che vengono insacchettate a mano una a una ancora acerbe sull’albero per proteggerle dagli insetti.  Una chicca da non perdere.

La cena è accompagnata da birre artigianali di gran calibro, tanto per tenere la nota.

Il tutto al prezzo buono giusto e pulito di Euro 25,00.

Prenoto anche per voi ? Be’ se volete fare da soli, affrettatevi : tel 076632336 opp.  info@gustoshop.eu

9 comments marzo 20th, 2009

Si (ri)parte … FOOD&BOOK !

 

Parte la rassegna enogastroletteraria “Food&Book” organizzata da Slow Food Civitavecchia con il primo incontro curioso-goloso “Lungo il Po” : quattro chiacchiere con lo scrittore Michele Marziani, una delle penne enogastronomiche più accattivanti e sapienti, autore del libro

“Lungo il Po. Viaggio controcorrente alla scoperta di sapori, genti e leggende del Grande Fiume”

accompagnato per l’occasione da Mirco Mariotti dell’Azienda Vitivinicola “Fondo Luogaccio”, produttore di vini DOC del Bosco Eliceo.

Intervengono Andrea Giannasi, giornalista ed editore (Prospettiva Editrice), e Fabrizio Gabrielli (il co-autore del raffinato blog Monolocale in Centro, e autore letterario di belle promesse), fiduciario della condotta Slow Food di Civitavecchia.

A seguire, degustazione di Zuppa d’Anguilla alla Comacchiese e Filetti di Pesce Gatto Fritti preparati degli alunni dell’I.I.S. Viale Adige di Civitavecchia secondo le indicazioni di Michele Marziani, salami ferraresi e pampepati al cioccolato accompagnati dal Fortana rifermentato in bottiglia.

N.B. :  PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA - scrivi a  slowfoodcivitavecchia@yahoo.it ENTRO E NON OLTRE IL 20 MARZO.

Ci vediamo lì ?

Add comment marzo 13th, 2009

Il Gusto del Salone è anche nella critica !!!

Come già scritto qualche decina di volte, il Salone del Gusto è stata una bella esperienza, che per noi ha valenza sia personale che professionale (ma tanto nel nostro caso è tutto sempre mischiato : passione, lavoro, famiglia, hobby ecc ecc).  Cioè l’entusiasmo di venire a contatto  con tanti produttori, tante realtà diverse, tante facce e tante mani, tante suggestioni e tanto ma tanto casino (diciamolo pure) c’è stato anche questa volta, ma come potrebbe essere diversamente ? Stiamo parlando di una delle nostre passioni più importanti, che guida la nostra vita e tante nostre scelte quotidiane, insomma c’è la cucina, gli ingredienti particolari, i prodotti tipici, i presidi, la biodiversità, il confronto con tante culture diverse e sottesa a tutto, la filosofia Slow.


p e r ò

ci sono poi delle considerazioni di diverso ordine che vanno fatte.

Partendo dalle cose più banali, direi che  l’organizzazione ha lasciato largamente a desiderare. Mi rendo perfettamente conto che non è facile metter su una manifestazione di queste dimensioni, però mi chiedo :

1.ma deve essere per forza di queste dimensioni ? Voglio dire, ci si fermerà prima o poi o si deve allargare sempre più fino a raggiungere una dimensione in/dis-umana, fuori dalla portata, in cui ti senti sovrastato dall’impotenza perchè sai che non la vedrai mai tutta per bene, non basterebbero neanche 10 giorni, manco fosse una capitale eruopea.

2.ma il lingotto non si sta dimostrando sempre più una sede inadatta a ricevere migliaia di persone ? I motivi sono tanti : perchè la struttura è vecchia, perchè ci sono barriere architettoniche, perchè gli ascensori non funzionano, le scale mobili neanche e i tapis roulant meno che meno.  Perchè i bagni sono vecchi, pochi, inadeguati (pure mal puliti, ma questo è un altro aspetto). Già questo mi sembra che potrebbe bastare…

Poi il primo punto porta direttamente a un altro ordine di domande :

- ma perchè non si effettua una selezione più stringente in modo da portare alla ribaltà solo realtà davvero in sintonia con la filosofia di Slow Food e Terra Madre. Mi chiedo infatti cosa c’entri Loacker (con tutto il rispetto per dei wafer industriali peraltro decenti), cosa c’entri la Coop o Lavazza, insomma io non mi aspetto esattamente questo nel tempio di Slow Foof, votata alla strenua difesa della biodiversità contro la globalizzazione in ambito alimentare perpretata dal sistema dei supermercati, ad esempio. E mi trovo invece la Coop con uno stand megagalattico che ospita sessioni di approfondimento varie proprio al centro del padiglione 1. Mi fa riflettere e non mi vengono in mente belle cose, sinceramente (non voglio demonizzare niente e nessuno, io stessa spesso vado alla coop a fare la spesa ma qui si parla di Altro… o no ?).

- ma forse alla base del meccanismo c’è il solito sistema, che più siamo e meglio è, anzi, che più siete e meglio è per me…Insomma fare i soldi sarà necessario per finanziare progetti importanti ma necessariamente ci vuole anche un po’ di coerenza se si vuole dare il buon esempio.

- e poi, nel tempio del “buono, pulito e giusto” pochi eroici sfornavano scontrini e tutti gli altri ? Lo potete immaginare…

Insomma questo Salone del Gusto mi ha suscitato più di qualche perplessità.

L’amico Fabrizio mi scriveva in un suo commento :

“…Insomma, che slow si stia fastizzando?”

Be’ a me sembra che si sia instaurato un processo che sicuramente ci potrà portare lontano…ma da un’altra parte !!! (rispetto alle pr-e/o-messe)

2 comments ottobre 29th, 2008

Salone Internazionale del Gusto - Adieu !!!

Eh sì, ce ne andiamo, dopo quattro giorni di pellegrinaggio al tempio del gusto, mescolati e accomunati a migliaia di persone in quell’infinita curiosità di assaggiare, conoscere e fare esperienza di cose nuove e meno nuove. Stamattina lasceremo l’albergo e, visto che oggi abbiamo il privilegio raro di avere a ns disposizione una giornata di sole a Torino, ne approfittiamo per fare un bel giro, magari al parco del Valentino, prima di metterci in viaggio.

Il resoconto razionale di questa nostra partecipazione seguirà più in là, adesso possiamo solo dire che sono stati 4 giorni intensi e complessivamente una bella esperienza, anche se fanno capolino dei “ma” e dei “però″ ma di questo parleremo un’altra volta.

Saluto tutti i cavolettiani che oggi andranno al cavoletto-raduno con la CAvoletta più amata dagli italiani, peccato che ieri non ce l’abbiamo fatta a incontrarci con Sigrid, perchè quando sono passata allo stand non c’era, ma si sa, in quella bolgia infernale di corpi in movimento non è facile far coincidere tempo e spazio !

A presto !!!

3 comments ottobre 26th, 2008

Salone Internazionale del Gusto

WOWWWWWWWWWWWWWWW

Sono sfinita, ho i piedi che bruciano e le gambe doloranti, ma è quella stanchezza piena di stimoli, di belle cose viste, di tante buone cose assaggiate, di tante persone interessanti conosciute. Ieri siamo sbarcati al Salone direttamente dal viaggio e la sera eravamo fusi, ma anche oggi che siamo partiti riposati dall’albergo, non è che stiamo proprio una favola…

Chi reagisce meglio, come al solito è Marta. Lei al suo primo Salone, 2 anni fa, aveva solo 6 mesi e guardava dal suo marsupietto tutto e tutti con uno sguardo ammaliato e colmo di curiosità, poi quando arrivammo allo stand del Parmigiano Reggiano, porse la mano al signore che ricavava direttamente dalla forma grandi schegge di parmigiano per offrirlo al pubblico mai sazio e lei prese quello che dalle nostre parti chiamerebbero “  ‘no scojo ” di parmigiano e si mise  succhiarlo con tutta se stessa guadagnando un momento di celebrità: fu immortalata da fotografi e turisti del gusto, che ridevano a guardare ” ’sto pezzetto di cacio” (come dicono sempre dalle nostre parti, che evidentemente non si trovano esattamente nel torinese o nel cuneese) che si pappava un bel pezzo di cacio. Noi invece eravamo seduti, finiti/sfiniti, con lo sguardo nel vuoto, dopo due giorni di stravizi al Lingotto.

Comunque tornando al Salone, posso dirvi che è sempre più grande, quasi sconfinato e si fatica a girarlo bene perchè pieno di gente. L’approfondimento, lo scambio e la conoscenza ne escono un po’ penalizzati, perchè ostacolati da tanti fattori (tra cui anche una discreta disorganizzazione).

Però è sempre un’ottima occasione e un grande momento di scoperta. E partecipare dà sempre una bella emozione.

Domani, se ce la faccio. dovrei fare un salto anche dalla cavoletta più famosa d’Italia, Sigrid… arrivoooo !!!

Bacioni a tutti dal tempio del Gusto

P.S. Per le foto ce la fate ad aspettare lunedì ? Ho dimenticato il cavetto per scaricarle… argh !

Marilì

Add comment ottobre 24th, 2008

Gustoshop into the groove…

Lo scorso weekend nel bel parco Umberto II di Tuscania, cinto dalle mura di fortificazione del paesino Viterbese dalle antichissime origini Etrusche, si è svolta la rassegna di musica “Incontri in Jazz” che ha previsto tre concerti e sbocconcellamenti (l’amico Fabrizio del Monolocale in Centro mi passi il plagio…) a tutto spiano pre, post e durante, questi ultimi naturalmente a cura di GustoShop, il nostro negozio on-line di prodotti tipici italiani che anche off-line non scherza mica …



E così con un sottofondo di buona musica e in compagnia di dolcissimi tramonti, la degustazione di prodotti tipici prendeva il via, ricca e varia nelle proposte : motzetta bovina valdostana, prosciutto di manzo affumicato dell’Altoadige, prosciutto di cervo dell’Altoadige, finocchiona di cinta senese bio, spalla di cinta senese bio, capocollo di nero dei Nebrodi, filetto e salsiccette di cinghiale maremmano, lardo di Colonnata, salame di bue di Carrù

Insomma un trionfo di salumi che è stato eccezionalmente apprezzato dai listeners, che non hanno neanche disdegnato il tagliere di formaggi che includeva il blu di Lanzo, il Formai de Mut dell’Alta Val Brembana, il formaggio alla birra Baladin, il Ragusano Dop, il piacentinu Ennese, il pecorino dei Monti Sibillini, il Castelmagno DOP e il mitico caciocavallo podolico . Il tutto innaffiato da ottimi vini rossi di medio corpo, tanto per gradire.

Condividere la nostra passione per lo sconfinato scenario dei prodotti tipici è per noi motivo di gratificazione anche perchè per l’ennesima volta abbiamo constatato la curiosità e la voglia di partecipazione della gente, che vuole sapere, non solo mangiare, lasciandosi coinvolgere - durante l’assaggio - dalla storia di quel singolo prodotto.

Nel frattempo Marta scorrazzava per il parco divertita dalla musica, ballava, correva e giocava e ogni tanto tornava a far scorta di prosciutto di cervo per poi ripartire a tempo di jazz …


Add comment luglio 15th, 2008

Extra Slow - Extra Oil

Lo scorso weekend l’abbiamo dedicato all’olio, con grande soddisfazione.

A Frascati , vicino Roma, infatti in questi ultimi quindici giorni si è svolto in quattro tappe il 1° Meeting dei produttori di olio extravergine del Lazio “Extra Slow” evento tutto Slow, che nel weekend 15/16 Giugno ha visto anche la premiazione delle eccellenze della produzione nazionale con le ormai note 3 olive della Guida agli extravergini Italiani Slow Food 2008.

L’articolato programma ha alternato momenti di confronto e di dibattito con altri a scopo didattico, dedicati alla conoscenza e all’approfondimento (Master of Food Olio e laboratorio del Gusto).

Ma, inutile dirlo, il maggiore divertimento è stato il percorso gustativo che si snodava fra i banchi d’assaggio alla scoperta di oli, produttori, cultivar, facce, storie, racconti, il tutto incastonato in quel posto evocativo e affascinante che sono le Scuderie Aldobrandini, cariche di reperti archeologici dell’antica Tuscula tellum (l’odierna Frascati), peraltro esposti in modo originale e moderno.

In quei momenti, ormai è provato, cadiamo in quell’ammaliante stato di trance per cui il resto del mondo svanisce e i nostri occhi, compreso l’ intimate eye (quanta poesia in un olio…), sono rivolti solo ed esclusivamente a quel tripudio di profumi, di infinite sfumature cromatiche, di sapori e reminiscenze e sequenze e suggestioni, di impalpabili fragilità e dolci pienezze che l’assaggio generosamente regala. E così le storie si srotolano e si dipanano, la passione si infuoca, le tradizioni emergono, le tecniche assaltano gli argomenti, i lineamenti di chi ti racconta si confondono in dissolvenza ai paesaggi di terre lontane, profili collinari e fronde argentate e cipressi e poi più lontano fichi d’india e silenzi cicalanti e voli d’uccello a disegnare il cielo terso.
Ok, stop. Rientro in me.

E così avanzammo a passi leggeri, avvinti come l’edera, lungo la storia dell’olio di quest’annata difficile, il 2007, piagata dalla mosca olearia e dalla siccità, che però non ha piegato la passione e l’onestà di tanti produttori che pur dovendo rinunciare all’uscita di alcuni monocultivar o alle usuali quantità, hanno difeso con forza un olio buono, giusto e pulito.

Un grande plauso agli oli laziali, spesso defilati negli scenari importanti, e qui invece presenti in modo imponente, valorizzati e premiati, finalmente. Complimenti poi a chi si affaccia ora facendo capolino dalle prealpi del Trentino con il primo olio 3 olive DOP Garda Trento !

Noi abbiamo assaggiato tanti oli, tutti buoni e caratteristici, di tante varietà, alcune più diffuse e altre autoctone, diversi blend – alcuni fregiati dalle DOP - ma abbiamo anche apprezzato sinceramente questo ultimo slancio di valorizzazione degli oli monocultivar, che senza dubbio aggiungono una nota di schiettezza al tutto, se non altro perché non si corre il rischio di mettere insieme varietà con tempi di maturazione distanti, anche di un paio di mesi. Ma questa osservazione non vuole aprire una polemica nei confronti dei blend, che sono parte integrante della millenaria tradizione olearia del nostro paese.

Alcuni degli oli che abbiamo felicemente degustato a Frascati entreranno sicuramente nel nostro “parco fornitori” ma lasciamo la suspence ancora per qualche giorno, il tempo di mettere a punto una scelta davvero difficile …

Intanto qui sotto due mattatori della manifestazione :

Rolando Grassi e il figlio Giacomo, da Greve in Chianti premiati per il 3 olive “L’Olinto”, monocultivar di Frantoio - bio

Gigi Benza da Imola con il suo monocultivar di taggiasca “Dulcedo”, premiato con le 3 olive


Add comment giugno 18th, 2008


 

settembre 2010
L M M G V S D
« ago    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Shop

Archivio

Post recenti

Argomenti

Ultimi commenti

Login

Tag