Saccottini di melanzane con limone, geranio e melissa

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Un amuse-bouche da fare al volo, se in frigo riposano delle melanzane grigliate annoiate, rimaste da qualche precedente sbocconcellamento.

Niente dosi, solo una brevissima descrizione : posto un cubetto di mozzarella di bufala al centro della fetta di melanzana, quest’ultima si chiude a fagottino fermandola con uno stecchino e poi nel forno caldo a 169°. Pochi minuti e poi via a tavola con un po’ di zest di limone, fiori di geranio e foglioline di melissa (entrambi ben lavati e asciugati), e qualche goccia vellutata di Acet-up.

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La prima sorpresa che si svela al palato è l’accostamento mozzarella (ammorbidita) e buccia di limone, la prima ammanta il palato in un velo di grassa lattiginosità, che viene poi ravvivata dalla freschezza della seconda, che in qualche modo restituisce una bella pulizia in bocca. Segue poi l’erbaceo del geranio e il sentore unico,  leggermente piccante della melissa (con  le sue preziose proprietà tranquillanti e tonificanti). Nel finale si affaccia con dolce energia la crema balsamica Acet-up di Paltrinieri.

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Un piattino fresco, invitante, che stuzzica l’appetito. Potrebbe anche essere uno dei vari elementi di un antipasto composito, insomma a voi la scelta di come, dove e quando…intanto Bon Appetit !

7 comments giugno 8th, 2010

Amuse bouche con bufalina e salmone marinato alla svedese, aneto, cedrina e geranio

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Un bocconcino sfizioso che potrebbe essere parte di un buffet oppure la minuscola ma preziosa portata di apertura di un pranzo, per dare il benvenuto ai vostri ospiti.

fronte

Gli ingredienti x farci due bocconcini :
1 ovolina di bufala
1 fettina di salmone marinato alla svedese
foglioline di aneto
1 fiore di geranio
2 foglie di cedrina
pepe bianco al mulinello

Si taglia a metà l’ovolina di bufolina per ottenere le basi dei due finger food. Sopra ci si mette una strisciolina di salmone ripiegata su se stessa, una fogliolina di cedrina e un petalo di geranio. Filino di extravergine delicato e spolverata di pepe a mulinello, per chi lo gradisce.

Pronto. E voi siete pronti ad aprire le danze ?

cielo

13 comments novembre 5th, 2009

Pesce sciabola marinato alla rosa

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Pesce sciabola, ancora, siii ! Con una marinatura robusta, addolcita dai petali di rosa. Facilissimo da fare, gustosissimo e sempre pronto in frigo, fresco fresco per i giorni più torridi dell’estate, cioè questi !

Del pesce sciabola, o spatola ho già parlato qui e qui . Non mi stancherò mai di dirlo, è buono, nutriente, economico e versatile. E’ un pesce azzurro e quindi, come tale, ha acclarati benefici nutrizionali : contiene gli Omega 3 (gli acidi grassi polinsaturi che contribuiscono a ridurre il colesterolo cattivo a beneficio dell’apparato cardiovascolare), contiene vitamine e sali minerali (ferro e fosforo innanzi tutto). Quindi niente scrupoli a darci dentro.  ;-)

particolare

Prendi il pesce sciabola e lo congeli (per evitare che qualche parassita presente nella sacca viscerale possa disturbare, dal momento che l’unica cottura prevista è nell’aceto). Poi lo scongeli dolcemente in frigo, lo tagli a trancetti e lo metti nell’aceto, possibilmente buono, quello naturale, insomma, piuttosto che quello comprato, per tre ore. Poi lo metti a sgrondare nella scola per un’oretta almeno, che perda tutto l’aceto, altrimenti continua a cuocere. Infine lo metti sott’olio (extravergine) con un po’ di prezzemolo tritato. Dritto in frigo senza passare dal via. Quando lo servi ci metti sopra qualche petalo di rosa e un’insalatina golosa. Un giro d’extravergine. Il gioco è fatto.

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Per via dell’aceto, qui ci va un vino secco con una buona spalla acida, che sappia accompagnare senza stridere con l’acidità sostenuta del piatto. Un Sauvignon fa al caso suo e allora ci stappiamo quello di Rottensteiner, cantina storica di Bolzano, che ottiene vini strepitosi contenendo i costi e quindi i prezzi. Ma tornerò a parlarne presto perchè siamo andati a trovarli e la visita è stata un piacere assoluto, che vorrei riuscire a trasmettervi.sauvignon-1

P.S. Ringrazio infinitamente Fra per il bel premio che mi ha girato

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(Grazie Fra sei un tesoro !!!)

7 comments agosto 19th, 2009

Tonno speziato alle violette

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Se non avete tempo e volete un buone secondo di pesce, a effetto, ci siamo, è lui. Tra preparazione, cottura e presentazione, vogliamo dire… 20 min. ? Ma mi sono tenuta larga !

Ingredienti x 4 :
500 g. di filetto di tonno
2 spicchi di aglio
3 foglie di alloro
5 foglie di salvia
3 rametti di rosmarino
7 o 8 bacche di ginepro
1 bicchiere di grecanico (il resto della bottiglia si drinka allegramente, of course)
Un cucchiaino da caffè di garam masala
Fiori di violetta (uno per ogni cubotto di tonno)

Prendi un bel filettozzo di tonno e lo tagli a cubotti. Nella pentola metti aglio, alloro, rosmarino, salvia, bacche di ginepro; lasci andare un po’ e poi butti giù il tonno, fai rosolare a fuoco allegro, uno spruzzo di vino, lasci evaporare. Una spolverata di garam masala, ancora due minuti sul fuoco, l’importante è lasciare il cuore del cubotto ben rosa, morbido. Tiri via dal fuoco, sistemi sul piatto da portata con un po’ di sughetto speziato, così saporito e poi disponi una violetta (lavata e asciugata delicatamente) su ogni cubetto e qualche foglia di pianta aromatica vicino. E’ fatta.

Devi solo portare a tavola e goderti questo intreccio di sapori e gusti : il tocco dolce della carne del tonno, le note aromatiche e poi speziate, il sentore verde con quell’ombra di anice tipico della violetta. Una piccola esperienza dei sensi, mentre veleggi leggero come il vento, fra le onde di gusto.

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Che ci beviamo su ?  Un grecanico siciliano, ampio e persistente, con le sue note agrumate e fresche, il Grecanico Mandrarossa 2007 (mai visto un vino recensito con due bicchieri dalla Guida del Gambero Rosso a poco più di 8 Euro ? No ? Allora guarda qui su Gustoshop.eu !)

Bon Apetit !

8 comments agosto 3rd, 2009

Fior di zucca con fragole alla menta antartica e ricotta di capra allo zenzero (alla luce di una spettacolare Alba Rosa!)

profilo

Un antipastino semplice e gustosissimo. Il fiore di zucca crudo è buono. Per nulla fastidioso al palato, anzi, la parte che mi è piaciuta di più è quella inferiore, con note verdi esplosive.

fiori-di-zuccaparticolare-fragola1ricotta-di-pecora

Ingredienti per ogni persona :
1 fiore di zucca
2 fragole mature
2 cucchiai di ricotta di capra (altrimenti pecora)
2 cucchiai di extravergine buono
un pizzichino di sale
1 cucchiaino da caffè di polpa di zenzero ricavata grattugiando la radice fresca
1 fogliolina di menta artica (dal gusto forte di chewingum alla menta - incredibile)

AAA: Mescola bene la ricotta con l’extravergine, la polpa di zenzero e un pizzichino minuscolo di sale

BBB: Riempi il fiore privato del pistillo con la ricotta, pressando un po’.

CCC: Copri la ricotta con una dadolata di fragole.

DDD: Una fogliolina di menta artica, un filo di extravergine e servi(ti).

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E due gocce di acet-up ? Just try it !

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Che ci beviamo su ? Un rosato leggero, l’Alba Rosa derivante dall’omonimo vitigno a bacca rosa unico al mondo, ritrovato e riscoperto da Antonio Cugini (cantina Strade Vigne del Sole) nella zona dei castelli romani. Seppure servito freddo spiccheranno al naso note speziate, in primis di pepe rosa, a cui segue netta la menta e poi rosa, fragola e banana. Sapido e persistente in bocca, si ripropone al palato la sequenza olfattiva, che si lega mirabilmente al gusto delicato delle fragole e dello zenzero, presenti nel piatto… una dolce serata estiva può cominciare allegramente, proprio così, con un “alba rosa” da sballo…

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7 comments luglio 28th, 2009

Insalatina di sparnocchie al rosso adorante di geranio

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Un’insalatina fresca di spinaci, crostacei crudi e le pennellate rosso adorante dei petali di geranio, leggeri, vellutati, che portano con sè l’amore vibrante della primavera, quella che spinge su le gemme, i germogli e i virgulti, quella che incoraggia il bucanave ad attraversare la coltre bianca con la sua testolina delicata ma convinta. La primavera che vedo sul mio balcone fiorire tutti i giorni, insaziabilmente.

E allora ci tuffiamo nella primavera inoltrata (con temperature estive) immergendoci nella frescura di un’insalatina profumata di geranio. Le dosi sono frugali, ma si possono anche raddoppiare o triplicare a piacere, tanto non ci vuole gran che, solo :

x 2persone (che devono poi mangiarsi un altro paio di antipastini, un bel piatto di pasta, secondo, contorni e dessert) :

2 sparnocchie freschissime
diversi cespetti di virgulti e foglioline giovani di spinaci
1/2 lime
2 fiori di geranio rosso
evo delicato q.b.
fleur de sal de Camargue (opp sale normale, of course)

fleur-de-sal-de-camargue

Si aprono delicatamente le sparnocchie partendo dalla parte laterale del “ventre”, dopo avergli tolto la testa e procedendo pian piano con un coltello ben affilato. Arrivati alla coda bisogna fare con molta delicatezza per estrarla intera con i suoi “occhi”, le due macchioline scure così caratteristiche. La consistenza è delicatissima, quasi gelatinosa per cui bisogna stare mooolto attenti se non volete passare direttamente a una tartare ! Poi si marinano per una ventina di minuti solamente con un po’ di evo delicato e delle scorzette di lime.

Si lavano e asciugano bene gli spinaci e si condiscono con un’emulsione di ottimo evo delicato e del succo di lime, e del fleur de sal mescolandoli per bene.

Si dispongono le sparnocchie sgusciate nel piatto e vicino l’insalatina di spinaci già ben condita. Ci si aggiunge sopra qualche petalo di geranio  e un fiorellino intero per decorare, appena prima di servire e si va in tavola pronti all’assaggio.

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P.S. Rillassatevi e lasciatevi adorare dal rosso fuoco del geranio a ogni boccone

P.P.S.  Sì, adoro Paolo Conte

7 comments maggio 27th, 2009

Ravioli di borragine

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La borragine è una pianta a cui mi sento legata sentimentalmente. Ammiro i suoi fiorellini da sempre, da quando ero piccolissima e incontravo queste piantine dalle foglie pelose ai bordi del prato della nostra casetta in campagna nei frequenti “nascondini” che vedevano me e i miei due fratelli strisciare e nasconderci in mezzo all’erba alta. Erano momenti intensi, i nostri sensi venivano costantemente scossi da così tanti profumi, dal contatto a volte ruvido, a volte setoso o viscido con piante, fiori, terra e animali, da rumori e fremiti, nel silenzio, cinguettii di uccelli e il cuore a battere violentemente nelle tempie.

Non di rado mi capitava di acquattarmi proprio con la faccia vicino a queste piantine così sgraziate, pelose e pungenti, ma dai fiori eterei e perfetti. E’ il punto di colore meraviglioso, ma anche la fattura delicata e raffinata del fiore che mi hanno sempre attratta. Certo allora non sapevo che in seguito li avrei apprezzati anche da un altro punto di vista, e cioè mangiandoli !

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Ingredienti x 4 persone

Per la pasta :
circa 300 g. di farina 00
2 uova intere e 2 tuorli
un pizzico di sale
un goccio di evo

Per il ripieno:
4 cucchiai di ricotta di mucca
tre grandi manciate di foglie di borragine

Per il condimento :
burro
foglioline di timo
fiorellini di borragine (almeno 16)

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Ho preparato la pasta all’uovo per i ravioli mettendo a fontana la farina 00 sul piano di marmo, unendoci poi 2 uova intere e 2 tuorli, un pizzico di sale e un goccino di olio. Impastato con vigore il composto per una quindicina di minuti, l’ho fatto riposare una mezzoretta nella pellicola.

Nel frattempo ho preparato il ripieno amalgamando la ricotta di mucca e le foglie di borragine scottate qualche minuto nell’acqua salata in ebollizione e poi tritate.

Steso la pasta ho posto a circa 3 cm l’uno dall’altra delle noci di farcia su una striscia larga di pasta, ho coperto con l’altra pasta. Ho sigillato bene il ripeno evitando di far entrare dell’aria e ho tagliato i ravioli con l’attrezzetto apposito.

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Ho lessato i ravioli nell’acqua salata a bollore per circa 10 minuti  e nel frattempo ho lasciato sciogliere il burro su fuoco bassissimo. Ecco fatto. Qualche fogliolina di timo, non troppo. Qualche fiorellino qua e là, non solo per decorare… il gusto è fresco e verde, ricorda appena il cetriolo. Just try it and let me know !

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14 comments aprile 27th, 2009

Sardinia 2nd day - alla rincorsa del mare

Vento vento e ancora vento. La Sardegna è sempre battuta da un vento inesorabile che può girare velocemente o soffiare in modo insistente sempre dalla stessa direzione, ma comunque sia, non riesci mai a eluderlo. Abbiamo girato in macchina per più di 50 kilometri alla ricerca di un lembo di costa dove spaparanzarci e fare un bel tuffo nel blu, ma per tutto il pomeriggio ci siamo dovuti accontentare di vedute mozzafiato e scorci panoramici di rara bellezza, ma con soste veloci perchè poi il vento tagliente ti toglieva la voglia di fermarti.


Le spiagge deserte, a volte grandi e lunghe a perdita d’occhio, i promontori rocciosi, le calette nascoste che riuscivi ad avvistare solo sporgendoti dalla strada panoramica, tutto quasi inaccessibile, se non per pochi minuti, il tempo di guardarsi intorno esterrefatti, godere dei colori e del profumo inebriante di mare e di macchia mediterranea portati dal vento, una foto e via, di nuovo in cammino.

A un certo punto non abbiamo potuto negare a Marta un piccola passeggiatina in una caletta dove la sabbia era granito rosa sbriciolato e tutto intorno corbezzoli e ginepri, alberelli di mirto, arbusti di cisto e orchidee , insomma un paradiso terrestre…

E ancora in viaggio, come dannati nell’inferno di Dante, senza pace, per la pena del contrappasso lasciamo il caldo torrido della costa laziale per arrivare in questa terra di paradiso in cerca di quel pezzetto di mare dove buttarci e invece solo vento freddo… ma finalmente nel tardo pomeriggio, quando ormai le speranze erano quasi perdute, dopo qualche kilometro di sterrata, arriviamo finalmente in una caletta dove il vento arriva a folatine sopportabili e allora… siiiiiiiiiiiiiiiiii… parte la grande rincorsa !

Add comment luglio 8th, 2008


 

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