Amuse bouche con bufalina e salmone marinato alla svedese, aneto, cedrina e geranio

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Un bocconcino sfizioso che potrebbe essere parte di un buffet oppure la minuscola ma preziosa portata di apertura di un pranzo, per dare il benvenuto ai vostri ospiti.

fronte

Gli ingredienti x farci due bocconcini :
1 ovolina di bufala
1 fettina di salmone marinato alla svedese
foglioline di aneto
1 fiore di geranio
2 foglie di cedrina
pepe bianco al mulinello

Si taglia a metà l’ovolina di bufolina per ottenere le basi dei due finger food. Sopra ci si mette una strisciolina di salmone ripiegata su se stessa, una fogliolina di cedrina e un petalo di geranio. Filino di extravergine delicato e spolverata di pepe a mulinello, per chi lo gradisce.

Pronto. E voi siete pronti ad aprire le danze ?

cielo

13 comments novembre 5th, 2009

Amuse bouche con bufala, salsa di ciliegino e berberè

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Prendi la bufalina e la tagli a metà per farci la base, bianca come latte. Aggiungi il rosso intenso della salsa di ciliegino siciliana e il rosso mattone del berberè macinato, un mix di spezie a base di peperoncino essiccato abissino, molto aromatico e piccante tipico dei paesi del Corno d’Africa. Per me è un dolcissimo ricordo di Asmara, in Eritrea. Il verde brillante di una fogliolina di basilico, superstite sul balcone. Goccia di extravergine coloro oro. Una tavolozza di gusto, vero ?

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Due parole per la salsa di ciliegino Faraci, le spendo, sì. Non ho mai amato le salse e i sughi comprati, ma ci sono delle eccezioni. Ci sono casi in cui non potresti mai dire che è qualcosa di pronto: niente saporini strani, di conservante, di stantio, di poco fresco. Anzi, una bella fragranza. I Faraci sono in Sicilia, a Floridia, vicino Siracusa. Fanno la pasta in primis, perchè nonno Antonino faceva il lavorante presso un mulino e poi decise di metter su un pastificio artigianale che produce ormai dal 1930 dell’ottima pasta trafilata al bronzo (eliconi, conchiglioni, paccheri, fusilli lunghi), ricavata da grano rigorosamente siciliano (vi pare poco mettersi a riparo da grani esteri con alto rischio di OGM?). Poi negli ultimi anni hanno cominciato a fare dei sugo (ragù di tonno, sugo di ricciola, sugo pescespada e gamberetti), il pesto di pistacchi di Bronte, i ciliegini “semidry”, una caponata da urlo e, appunto, la salsa di ciliegino, che quando i pomodorini freschi non ci sono più è decisamente una buona alternativa, chè è meglio un buon pomodoro conservato che un pessimo pomodoro fresco fuori stagione !

sopra

cielo

16 comments ottobre 15th, 2009

Carpaccio di pesce sciabola su pomodorino confit

profilo

Mai parlato del pesce sciabola? Mi sa di no. Eppure è uno dei pesci che preferisco. Conosciuto anche come spatola, pesce bandiera, argentin, appartiene alla categoria del pesce azzurro, quindi particolarmente salutare (anche per il portafoglio), ha un sapore delicato e poche spine. Ha anche un aspetto curioso : il corpo lungo nastriforme è senza squame e schiacciato ai lati, il colore è argento chiaro. E’ molto versatile e si presta praticamente a tutti i tipi di preparazione : fritto, col sugo, marinato, al forno, ecc ecc.

Dal momento che può avere dei parassiti nascosti nella carne se si deve mangiarlo crudo o marinato, è sempre bene congelarlo, mentre con la cottura tradizionale non ci sono problemi.

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Gli ingredienti ? Eccoli :

300 g. di pesce sciabola sfilettato
evo buono e delicato
succo e zest di 1 lime
2 cucchiai di aceto di lamponi
fleur de sal

Dunque, dopo averlo scongelato lentamente nel frigo, l’ho sfilettato velocemente (ha praticamente solo la pina centrale) e ho ricavato dal filetto delle fettine sottili con il coltello da salmone. La carne è bianca, soda, compatta, una meraviglia.

L’ho messo a marinare per 1 oretta con l’emulsione di evo, succo di lime, zest di lime e aceto di lamponi. Prima di servire una spolverata di fleur de sal.

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Per il procedimento relativo ai pomodorini confit, invece, guarda qui, nella ricetta dei tagliolini al tè Bancha.

Poi per ogni persona ho messo in un cucchiaio da antipasto mezzo pomodorino confit e una strisciolina di carpaccio arrotolata con delle scorzette di lime.

E’ tutto pronto da gustare !

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Che ci beviamo su ? Un vino dei castelli romani, quindi un vino leggerino, beverino, come da clichè ormai consumato… niente affatto ! Qui si parla di Optimo, un vino bianco di struttura e di notevole carica alcolica (13°), ottenuto da vitigni autoctoni dei colli (malvasia, bellone, bombino) salvati dal mitico vignaiolo Antonio Cugini dell’azienda agricola Strade di Vigne del Sole. Al naso arivano subito sentori di frutta matura : mela golden e pera. Poi arrivano le note floreali di ginestra e gelsomino. In bocca risulta intenso, fine e persistente. Buona sapidità e acidità che regala freschezza. Morbido e equilibrato. Adatto ai piatti di pesce, anche quelli di sapore intenso. Il prezzo ? Decisamente ridicolo confronto alla qualità del vino. Hanno deciso di risparmiare sulla bottiglia (ora più leggera) e sull’etichetta (meno plastificata ma comunque molto carina) per offrire un prodotto davvero notevole a un prezzo ottimo, come il vino, appunto. Da noi lo trovate a Euro 4,50 IVA inclusa.

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Sicuramente il lavoro di Antonio e Alessandro Cugini (padre e figlio) che sono rispettivamente alla 7° e 8° generazione nella conduzione dell’azienda di famiglia, merita davvero un post a parte, tutto per loro, perchè sono un esempio di produzione virtuosa e impegnata, attenta a tanti aspetti. Gente seria, ma sempre con il sorriso sulle labbra.

13 comments giugno 6th, 2009

Pan Brioche

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Per il compleanno della mia piccola assistente creativa, ho voluto fare tutto in casa e siccome avevo in precedenza già provato il pan brioche in stampini monodose, mi sono cimentata con gioia nel pan brioche grande da farcire. La ricetta l’avevo trovata su un pacco di farina manitoba ma l’ho adattata secondo le diverse prove che ho fatto.

Il risultato è stato ottimo, lo sforzo nell’impastare è minimo (io non ho impastatrici e faccio a mano), mentre ci vuole un po’di tempo per tagliarlo e farcirlo, ma sicuramente il gioco vale la candela.

Ingredienti :
800 g. di farina manitoba
10 g. di sale
75 g. di zucchero
300 g. di latte
1 panetto di lievito
3 uova
150 g. di burro a temperatura ambiente
la scorza grattugiata di un limone

N.B. Abbiate a disposizione ulteriori 200 g. di farina manitoba perchè a seconda del tipo può assorbire più o meno i liquidi.

Se volete fare il pan brioche grande, nello stampo di carta da pandoro, dovete raddoppiare la dose, anche se vi avanzerà per farci magari qualche Pan Brioche piccolo in stampini monodose, un filoncino o anche una pagnottella.

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Ho così poca esperienza nel campo dei lieviti che ho fatto le cose con una certa leggerezza, non mi sono preoccupata più di tanto nel preparare l’impasto e ho messo giù gli ingredienti un po’ a senso : la farina mischiata con il sale e lo zucchero in una bowl, poi ho aggiunto il latte tiepido in cui avevo sciolto il panetto di lievito e ho cominciato a mescolare pian piano, poi ho aggiunto le 3 uova sbattute precedentemente in una ciotola e infine il burro morbido. Ho amalgamato il tutto prima con una forchetta e poi con le mani fino ad ottenere un imapasto morbido, liscio, compatto, che ho finito di lavorare sul piano di marmo.

Ho lasciato riposare mezzoretta e nel frattempo ho imburrato gli stampi monodose di ceramica mentre quello grande di carta non ha bisogno  di essere unto.

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Poi ho messo in ogni stampo la quantità di impasto necessaria a riempirlo per metà. Ho lasciato riposare due ore a 30° e poi ho informato a 180° finche non sono diventati dorati. Per il Pan Brioche tipo grande mi sono assicurata che l’interno fosse cotto, verificando con uno spiedino di legno che la pasta non rimanesse attaccata.

In alcuni dei pan brioche piccoli ho messo nell’impasto dei pezzetti di cioccolato fondente forastero monorigine Trintade Amelonado di Silvio Bessone e sono risultati particolarmente adatti per la prima colazione con la confettura di melone cantalupo e la confettura di pesche di Leonforte, nonchè con la marmellata di mandarini siciliani.

Invece per quello grande mi sono regolata così. L’ho fatto freddare per bene per qualche ora. L’ho tagliato orizzontalmente a fette di circa 1 cm. di spessore e ho cominciato a posizionare il disco di base sul piatto da portata, c’ho messo sopra il penultimo disco e l’ho cosparso di maionese fatta in casa, poi ho aggiunto il tarantello di tonno sminuzzato e i pomodorini a fettine. Segue disco cosparso di maionese a coprire e così il primo “piano di tramezzini è fatto. Bisogna ricordarsi di mettere un altro disco sopra per cominciare a farcire il nuovo “piano”, altrimenti viene un tramezzino gigante di 6 o 7 piani !!!

Gli altri dischi li ho farciti così :

- crema di carciofi e tartufo nero con carciofini sott’olio a striscioline

- salsa rosa (maionese fatta in casa e ketchup con un drop di worcester) e reginetta di san daniele affumicata

- crema di funghi porcini e funghi porcini sott’olio

- crema di asparagi e uova sode a fettine

Ben farcito e ricomposto, poi va tagliato verticalmente prima in quattro parti e poi ancora a metà fino ad ottenere 8 tramezzini a “piano”, aggiungendo infine il “cappello”.

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Il Pan Brioche è una preparazione facile che dà molta soddisfazione e poi è versatile, puoi farci appunto colazione, allietare una allegro pomeriggio casalingo con “happy hour” o una scampagnata (magnifico effetto “panbriochone su plaid”), farci i tramezzini per uno spuntino veloce magari da portarsi in ufficio, dei tost filanti con prosciutto di Desulo e monteveronese DOP d’allevo dell’alta Lessinia, per far stramazzare al suolo un amico venuto a trovarti in prossimità cena,  o ancora prepararci dei crostinetti da cospargere su una vellutata di verdure, come ho fatto qua con la crema di carciofi speziata.

Insomma in poche parole una volta fatto ci mette poco a sparire e viene voglia subito di farne un altro !!!

P.S. Con questa ricetta partecipo al mio primo concorso :  “Il picnic dei lettori” a cura di Sigrid alias Cavoletto di Bruxelles

12 comments maggio 2nd, 2009


 

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