
Vi presento gli eroi di un pomeriggio bellissimo passato a impastare, infornare e mangiare con la mia piccola “assistente creativa” : Dumbo, il pesciolino Flounder, Bianconiglio e l’Oca faccibianca del popolo migratore. Le favole e le storie si sono intrecciate in acrobazie rocambolesche fino a creare un nuovo unico incredibile racconto, con la partecipazione di altri personaggi nati lì per lì, come la coccinella curiosa, i fiori senza radici, ecc ecc . Magari un giorno di questi lo metto giù su carta…


I protagonisti della ricetta invece son osolo tre: la pasta frolla (qui la ricetta), il cioccolato Scavina (60%) del “cioccolataio magico” Bessone, ottenuto da un cacao trinitario che arriva da Bahia, con il suo gusto aromatico, e il suo affascinante carattere ribelle. E, infine, il sale affumicato Danese che ha dato un tocco originale e sferzante ai biscotti. Quelli più piccoli li ho accoppiati con un velo di confettura di mele allo zenzero nel mezzo e poi li ho intinti nel cioccolato lasciato fondere nella cioccolatiera (oppure a bagnomaria) con un goccino di latte. Tutto qua. Basta poco per avere uno spuntino, una colazione o una merenda sana, nutriente e golosa…altro che “merendini” !!!

febbraio 21st, 2010

> Mamma ma pecchè non facciano una cottata ?
> Già, why not ? Ma la voglio golosissima, questa volta
> Sììììììììììììì gologosissima !!!
Ecco le dosi e le istruzioni per una “cottata gologosissima” :
PASTA FROLLA
- 300 g. farina
- 3 tuorli
- 180 g. burro
- 100 g. zucchero a velo
- zest di limone
- zest di lime
CONDIMENTO
- 2 tavolette di fondente monorigine Santo Domingo 71%
- 1 cucchiaio di extravergine Villa d’Orri
- 1 cucchiaino di pimentos de la Vera
- qualche chicco di sale rosa dell’Himalaya
Taglio il burro ben freddo di frigo a dadini. Metto la farina sul piano di marmo e comincio a “sfarinare” il burro, passando i dadini fra le dita ben infarinate (come quando si fa il gesto dei soldi). Poi lo dispongo a fontana, setaccio sopra lo zucchero a velo, metto al centro i tre tuorli e un po’ di zest di limoe e di lime e infine inizio a impastare con la forchetta e poi con le mani toccando rapidamente con i polpastrelli, per pochi minuti fino a creare una pasta morbida. In frigo nella pellicola per mezzora a riposare.
Imburro e infarino il testo. Stendo la pasta con il mattarello, la sistemo nel testo e la faccio cuocere nel forno già caldo a 180 ° con della carta da forno e dei fagioli secchi sopra, per non farla sollevare. Sì perchè mi frulla in testa l’idea di una crostatina di cioccolato fondente, niente confetture stavolta.
Ecco, penso subito a un fondente del cioccolataio magico Silvio Bessone. Più precisamente al monorigine Santo Domingo che proviene da una varietà ibrida spontanea di Criollo e Forastero : all’inizio c’è un che di bosco, toni umidi e freschi di fiori che si aprono, poi arrivano suoni bassi di tabacco, cuoio, profumi sinuosi di vino e nocciole.
Faccio fondere nella cioccolatiera (ma basta un tegamino a bagnomaria) 2 tavolette da 100 g. l’una di cioccolato Santo Domingo spezzettate e un bicchiere di latte intero fino ad ottenere una salsa voluttuosamente densa, che verserò ancora calda sulla crostata nuda.

Lascio raffreddare (anche troppo…24 ore!!!) e condisco praticamente come un piatto di spaghetti : giro di extravergine, sale e peperoncino !
L’extravergine è il Villa d’Orri, un blend di due cultivar tipiche sarde : bosana e semidana, che in bocca risulta fruttato, con note lievi di erbe e di carciofo. Lega sorpredentemente bene con il cioccolato, aggiungendo note verdi a quelle brune e scure del fondente.
Il sale è quello rosa dell’Himalaya, a chicchi medi, che contrasta la dolcezza del cioccolato con sferzate sapide e spezza la morbidezza della crostata con un crunch di tutto rispetto.
Il pimentos de la Vera è una varietà di peperoncino tipica della regione dell’Estremadura che viene tradizionalmente affumicato con del legno di quercia. E’ l’ingrediente fondamentale del famoso chorizo, la salsiccia spagnola piccante. Regala una striatura speziata e affumicata che ben si amalgama al cioccolato e all’extravergine.
Gologosissima, vero ?

Con questa ricettina partecipo al contest di Alter gusto :

gennaio 29th, 2010

La ricetta di questo goloso dolce al cucchiaio me la diede Monique di Lione tanti anni fa e spesso mi trovo a rifarlo, direi ciclicamente, perchè per me il cioccolato è fondamentale : non passa giorno che non ne mangi almeno un pezzetto, mi tira su e non bevendo caffè è quello che ci vuole per evitare l’ “abbiocco” post-prandiale.
Preferisco il cioccolato con percentuale di cacao fra il 70 e l’80 %, lo trovo giustamente intenso e quel filo amaro che mi piace, oltre quella soglia comincia a cambiare consistenza, diventa più “vetroso” e il gusto più chiuso e amaro e per me perde di appealing. Non parliamo poi del cioccolato 100% che per me rappresenta una vera e propria penitenza per di più calorica, mo’ va be’ che sono masochista, ma senza esagerare !!!
Poi - va be’ - il cioccolato è un pianeta a parte, per i vari cru, le provenienze, le aromatizzazioni, ma ora passiamo al nostro gateau.
Il gateu è facile da fare e conserva un cuore morbido e cremoso che, se si rispettano i tempi di cottura, può addirittura colare nel piatto in forma di salsa golosissima. E lì c’è lo svenimento.
Io invece ’sta volta l’ho lasciato 15 min in forno causa dimenticanza e quindi il cuore è rimasto morbido ma non fondente. Lo abbiamo preparato insieme, io e la mia assistente creativa Marta, che con il cioccolato fuso ci ha praticamente imbrattato la cucina intera, mancavano solo dei graffiti rupestri sul muro e poi eravamo a posto…però che gusto !



Le dosi x 6 stampini monoporzione :
160 g. cioccolato fondente al 70%
200 g burro
4 uova
50 zucchero
20 g. farina
1 cucchiaino da tè colmo di cacao amaro
Dopo questa sgradevole lista di infiniti il dolce è pronto da servire mangiare. Bon Appetit !
-accendere il forno a 220°
-rompere il cioccolato a pezzetti e fonderlo a bagnomaria o nel microonde
-quando il cioccolato è completamente fuso unire il burro morbido e darci dentro di frusta (detto così sembra quasi sado-maso-hard ma giuro, è solo la ricetta di un innocente dolcetto al cioccolato)
-rompere le uova, separare tuorli e albumi e sbattere i tuorli allegramente insieme allo zucchero con la frusta fino a renderli spumosi
-incorporare ai tuorli spumosi la farina e il cacao - entrambi setacciati - e il miscuglio libidinoso di burro e cioccolato
-battere gli albumi a neve e amalgamarli al composto con movimenti dolci dal basso verso l’alto
-distribuire il composto nei sei stampini individuali precedentemente imburrati e metterli in forno lasciandoli cuocere 8 minuti. Si formerà una bella crosticina esterna ma il cuore del tortino rimarrà morbidissimo, anzi al primo affondo di cucchiaino scivolerà nel piatto questa golosissima lava cioccolatosa !!!
-due minuti (i più lunghi mai sperimentati nella storia culinaria) e sformare gli stampini sui piatti da dessert. Portare a tavola e dopo qualche secondo sparecchiare…

aprile 20th, 2009

Avevo letto la ricetta di Chiara e seduta stante avevo deciso che sarebbe stata la merenda di Marta di quel pomeriggio uggioso che si preanunciava anche scontroso e nervoso.
Si era svegliata deboluccia, con un po’ di febbre e lo sguardo pesante, come se per spostare gli occhi ogni volta si tirasse dietro un macigno.
Che dici, ti va di fare i biscotti ? La risposta è stato un lieve cenno con la testa e mi si era stretto il cuore. Ma poi ho preso un po’ di vigore e con energia l’ho sollevata dal letto e portata sulla sedia di cucina, il suo sgabello personale sul mondo profumato e colorato del cooking.
Quando ha visto il cartoccetto bianco sul tavolo di marmo l’espressione ha virato fino a sfiorare un sorriso. “A faina, pella” [no, non si tratta di consigli per conciare la pelliccia del simpatico animaletto, il significato è piuttosto: oh, trattasi proprio di farina... capperi ! Quasi quasi mi ci fiondo!!!]

E’ così che abbiamo impastato con le mani unte di burro, viscose di uova e ruvide di zucchero, e abbiamo trafficato ancora un altro po’ in candidi guanti di farina per poi formare le palline e schiacciarle con dei piccoli colpi di karate. Be’ non ci crederete ma i biscotti più buoni sono stati quelli un po’ stortignaccoli e spessi che ha fatto la mia personalissima assistant, che in quella sede è stata ufficialmente promossa “collaboratrice creativa”.
La ricetta è precisamente quella di Chiara :
150g di gocce di cioccolato
250g di farina 00
2 uova
120g di burro
60g di zucchero semolato
60g di zucchero di canna
1 bustina di lievito
Lavorare il burro con lo zucchero (sia semolato che di canna), unire le uova uno alla volta. Aggiungere le gocce di cioccolato e infine la farina con il lievito. Far riposare in frigo per una mezz’ora. Formare delle palline e schiacciarle con le mani. Infornare a 180° per circa 10 minuti.
aprile 4th, 2009