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Cartolina dal Chianti

Parlavamo di lampredotto e di questo bel giro nel Chianti che ci ha regalato momenti  bellissimi, molto gioiosi e sereni e pieni di stimoli interessanti, anche dal punto di vista del Food & Drink, of course, ma non solo…

Innanzi tutto mi piaceva parlarvi del posto in cui abbiamo soggiornato : l’affascinante residenza di campagna

Terre di Baccio

Una bella villa cinquecentesca posta in posizione collinare, da cui si gode un panorama stupendo, sapientemente restaurata nel corso di anni e anni e da cui sono stati ricavati appartamenti e camere, arredati con mobilia e passamaneria originale del Guatemala.

Tutto intorno vigneti e oliveti di proprietà, una bella piscina, il campo di zafferano delle colline Fiorentine “Zima di Firenze” DOP. Poco più in là fitti boschi, da cui arrivano al tramonto i bramiti dei cervi in amore. Il tutto a 1 Km dall’incatevole piazza “a goccia” (così detta per la caratteristica forma) di Greve in Chianti.

Vale la pena sostare qui e non solo per quanto detto finora ma anche per la calda accoglienza che Giampaolo, il proprietario, ha saputo riservarci, regalandoci la magica sensazione di sentirci a casa, e che casa !!!

Eravamo di Aprile e in quei giorni siamo stati gli unici ospiti della struttura quindi è stato qualcosa di magico, un sogno. Godere di un posto così bello, in piena solitudine è davvero il massimo.

Una delle paicevolissime tappe Food&Drink è stata la Botteghina di Dudda, un paesino di poche case, ma con una trattoria che io mi augurerei davvero di avere sotto casa. Uno di quei posti che ti ispirano subito simpatia, a partire dall’avviso scritto fuori “QUI SI MANGIA A TUTTE L’ORE”, passando per il servizio gentile e efficiente e per il ricco e caratteristico menù (scritto su fogli di carta paglia affissi su un cavalletto di legno che di volta in volta il proprietario del locale avvvicina al tavolo) e finendo con il conto (!!!).

I frequentatori erano quasi tutti del posto, operai in pausa pranzo, giovani amici del proprietario, coppie attempate in cerca di un gustoso pranzetto fuori casa. Che atmosfera rilassante, ho pensato entrando, notando proprio questi piccoli particolari. E la buona scelta di piatti classici ma anche stuzzicanti ? L’ottima frittura di sarde fresche con anelli di cipolla, deliziosamente croccante, il baccalà alla livornese, che bontà… ecc ecc …

Ma non possiamo parlare del Chianti senza nominare il mitico macellaio Dario Cecchini di Panzano in Chianti, che ti accoglie nella sua macelleria storica con la musica classica ad alto volume, un fiasco di vino buono (il suo sangiovese) e qualche crostino col lardo, salami da affettare in un confortevole quanto confidenziale fai-da-te, così, tanto per farti sentire subito a casa e fare due chiacchiere in  relax.

Poi naturalmente bisogna assolutamente andare a provare Dario+, il locale davvero  originale (al piano sopra la macelleria), dove Dario Cecchini fa servire la sua carne, quella allevata a Panzano in Chianti, ma anche quella allevata per lui in Spagna, nella Catalogna.
Ci sono due menù fissi :
1. Dario+ a Euro 10,00
2. Accoglienza a Euro 20,00

Noi abbiamo provato sia l’uno che l’altro e la combinazione ha dato luogo ad un andirivieni di camerieri che ci hanno subissato di piatti prelibati, abbondanti e molti dei quali molto originali. Ognuno si può portare la sua bottiglia di vino da casa, se vuole.

Il tutto in un ambiente allegro, accogliente e pienamente conviviale. Si pranza infatti tutti allo stesso lungo tavolo, con la possibilità di fare conoscenze anche interessanti. Alla fine due chiacchiere con il Cecchini ci hanno lasciato avvertire l’energia vitale, la forza e il carisma di questo personaggio.

Ma volevo segnalarvi anche un altro indirizzo: partendo da Greve in Chianti in direzione Siena, dopo pochi chilometri si incontra un piccolo bivio che segnala l’antico borgo di Lamole, e noi, ben guidati da Giampaolo, oltre l’affascinante antico piccolo borgo di Lamole siamo andati in cerca del  Ristoro di Lamole.

Una cucina ben equilibrata legata a doppio filo a questo meraviglioso territorio, una cucina che ben si orienta  tra la tradizione e lo slancio vigoroso di novità e sperimentazioni. I piatti che si sono susseguiti davanti a noi sono stati tutti all’altezza dell’aspettativa, la nostra curiosità era stata infatti ben allertata da un menù stimolante, che ha mantenuto tutte le sue promesse.

Ci sentiamo proprio di raccomandare questo posticino incantevole, con una terrazza dal panorama splendido che spazia fino alle torri di San Gimignano. Non ultimo, anche per il servizio impeccabile, portato avanti dai due proprietari Filippo e Paolo in modo professionale ma anche semplice, giovale, gentile. Ce ne fossero di locali così, ce ne fossero !

Ecco conclusa la nostra cartolina dal Chianti, baci a tutti e alla prossima !

9 comments maggio 31st, 2011

Lampredotto (di Falorni) in salsa verde

Quando ce ne siamo andati a scorrazzare nel Chianti abbiamo soggiornato a Greve in Chianti (detta anche “Gretes”, come ribbattezzata da Marta!), che ci piace da sempre e troviamo sia un punto di partenza privilegiato per tante belle località che si susseguono una dopo l’altra nel giro di pochi chilometri.

Naturalmente stando a Greve non abbiamo potuto mancare di far tappa alla Antica Macelleria Falorni, uno dei templi italiani della carne, sono quei posti a cui ci piace accostarci in religioso silenzio mirando e rimirando tutto quel bendidio, mentre i sensi sono sopraffatti dalla bontà e dall’abbondanza di salumi e formaggi rigorosamente toscani, con una bella scelta di bottiglie di vino da tutta Italia.

Abbiamo quindi anche approfittato per portarci a casa il celeberrimo lampredotto, ossia uno dei quattro stomaci del vitello : l’abomaso.

Eccolo qua. La procedura è molto semplice.

In una pila piena d’acqua ho tuffato una bella cipolla, coste di sedano, carota, gambi di prezzemolo, due pomodorini e ho messo sul fuoco finchè non ha preso il bollore.

Poi ho buttato giù il lampredotto, che ho lasciato cuocere per 20 min, circa. Ho lasciato freddare il tutto e, infine, l’ho scolato, asciugato e tagliato a stricioline.

Per la salsa verde ho messo nel frullatore tanto prezzemolo, uno spicchio d’aglio grattugiato, 1 alice sott’olio sminuzzata, 1 cucchiaio d’aceto, qualche cappero di Pantelleria sotto sale (ben sciacquato), 1 tuorlo sodo, un po’ di mollica di pane casareccio intrisa di aceto. E via a frullare finchè non si presenta morbida e setosa.

Appena cotto c’abbiamo fatto dei bei panini, bagnando leggermente il pane con il brodo di cottura passando poi la salsa verde sul pane e farcendo con il lampredotto. Il giorno successivo, non contenti, abbiamo bissato risparmiandoci solo il pane…

Certo che dal sushi al lampredotto c’è un bel salto eppure…
il buono è buono, punto e basta.

A proposito di buono, alla prossima magari vi segnalo qualche indirizzo di “places to eat” nel Chianti, di quelli che rimangono impressi e continuano a far capolino nei ricordi e nei pensieri anche a distanza di mesi.

Ora, senza rubarvi altro tempo, vi auguro  Bon Appetit !

5 comments maggio 29th, 2011

Sushi Ko a Roma

Entrando al Sushi Ko di Roma non vi sembrerà di tornare indietro nel tempo alle storie dei grandi samurai, non sentirete riaffiorare sfocate memorie di lontane letture nipponiche, nè avvertirete in voi il respiro lento e cadenzato di un kata di karate. Non vi coglierà neanche un lampo di estrema modernità che minimamente possa ricordare Tokyo. Il Giappone qui è di scena solo in cucina, nessuna forzatura, nessuna ricostruzione per turisti, nessun tentativo di farvi immergere in un’atmosfera sterotipata del sol levante.

I tavolini sono piccoli, il locale è strettino, il menù è malconcio, qualche piatto che è scritto lì in realtà non c’è, che a saperlo prima evitavate di “sguerciarvi” e di immalinconirvi a causa della vostra indecisione.

Il servizio è disinvolto e informale, un paio di ragazzi giovani, dal chiaro accento romano, che si muovono veloci.

Un lungo bancone ospita in un suo tratto alcune vaschette di ingredienti già preparati che un signore giapponese comporrà sul piatto a formare ciò che avete ordinato. La faccia del samurai della cucina è seria, non tradisce emozioni di alcun tipo, non guarda negli occhi nessun ospite. Lo sguardo è perennemente basso sui piatti, anche quando parla a voce alta in Giapponese non si sa bene a chi. Ma evidentemente qualcuno sente e predispone perchè poco dopo l’inserviente arriva con le provviste e lui ricomincia a disporre attentamente il tutto nel piatto di turno.

Guardo e riguardo il menù e decido per una degustazione che raccoglie alcuni dei piatti che più mi ispirano.  Comincia così un dolcissimo percorso che si snoda come un fiume, ansa dopo ansa : dolcissime sfumture di sapori si alternano a striature accese di gusti decisi, sapidi, iodati.

Si attacca con una zuppa di miso composta da brodo di pesce con miso sciolto dentro, tofu e alghe.

Segue un’insalata Giapponese con lattuga, tofu, alghe wakame, cetrioli, carote, salsa a base di cipolla limone e soia. Saporita.

Assaggio anche l’insalata Sushi Ko con salmone, tonno, lattuga, uova di pesce volante, cipolla. Sublime.

Tempura con salsa di soia e mir : melanzane, zucchine e gamberi. Croccante, leggera, quasi eterea.

Salmone laccato – detto Teriyaki – servito con salsa di soia e insalata

Sushi misto :
Maguro (tonno)
Sake (salmone)
Ama ebi (gambero crudo)
Hotate (capesante)
Tobiko (uova di pesce volante)

E lo zenzero marinato sotto aceto di riso ? Una meraviglia.
Nel complesso una gran bella soddisfazione.
Anche per me che non stravedo per il sushi.
Ma è difficile ricordarne uno migliore.

Sushi Ko
Via degli Irpini 8
(San Lorenzo)
ROMA
Tel 06.44340948


9 comments maggio 24th, 2011

*200* Zuppa di erbe di campo


Tutto quello che ho raccolto nei campi stamattina, l’ho messo in pentola :

aglio selvatico
borragine
ortica
germogli di rovo
vitalba
rafani

Il genere “allium” è davvero vasto e comprende tante specie perenni bulbose dal caratteristico odore pungente. Solo in Italia ci sono almeno una cinquantina di varietà e in queste zone si trova molto facilmente l’Allium oleraceum con i suoi bei fiorellini campanulati, di un delicatissimo rosa. Il bulbo e i bulbilli sono davvero buoni sia cotti che crudi. Basterà tirare dolcemente la pianta per portarsi via questo piccolo scrigno di sapore.

L’ortica comune (urtica dioica), della famiglia delle urticaceae, è una pianta ben conosciuta appunto per i suoi peli urticanti diffusi su tutta la pianta (non avendo con me i guanti, l’ho colta con l’aiuto di un fazzoletto !). Ha proprietà astringenti, diuretiche, disintossicanti, antiinfiammatorie. Insomma un toccasana…


La Clematis vitalba è una pianta infestante, con portamento rampicante, che cresce molto spesso in associazione con i rovi. La vitalba è una pianta tossica a causa degli alcoloidi e saponine che contiene. I virgulti però, hanno una concentrazione molto bassa di queste sostanze, per cui possono essere consumati, ma preferibilmente cotti. I virgulti di vitalba sono ottimi nelle frittate e nelle minestre, ma è bene non esagerare con le quantità, proprio per non accumulare le sostanze nocive.

La Borago officinalis, ossia la borragine, deve il suo nome all’espressione araba “abou rach” osia “padre del sudore” riferendosi alle proprietà sudorifere della pianta. Usiamo le foglie piccole e tenere (le foglie grandi infatti hanno delle robuste setole biancastre che le rendono anche pungenti) nelle insalate, come ripieno dei ravioli, nelle frittate e nelle minestre. I fiori dal particolare tono di blu, sono semplicemente bellissimi. La borragine ha proprietà officinali emollienti, sudorifere, espettoranti.

Il rovo comune (rubus ulmifolium) è una pianta molto conosciuta e apprezzata per i suoi frutti, le piccole drupe che arrivate a maturazione assumono il caratteristico colore nero, le more, insomma. I teneri germogli sono depurativi e disintossicanti e si colgono senza problemi in quanto le minuscole spine sono ancora tenere e non sono affatto fastidiose.

Ho già parlato (ad es, qui, qui e ancora qui) della pianta che dalle nostre parti (alto Lazio – a nord di Roma) viene chiamata “rafano”  ma che non ha in verità nulla a che vedere con la nota radice piccante da cui si ricava anche il kren. Questa pianta ha portamento rampicante, foglie lucide a forma di cuore e se ne mangiano i virgulti primaverili, sia crudi che cotti. Il gusto è un po’ amaro il che mi suggerisce che possa avere proprietà disintossicanti, ma sono illazioni, non ho notizie certe a proposito !

Tutte queste piante si offrono spontaneamente, occhieggiano dal ciglio dei sentieri, a volte si fanno notare in mezzo ai campi bagnati di sole (durerà ancora poco perchè ho letto che domani il tempo si guasta dalle mie parti) oppure  sporgono i propri virgulti sopra le siepi, in un vigoroso slancio verso il cielo. E io…approfitto !

Quando son tornata a casa ho lavato e asciugato il “raccolto”. Poi ho preparato un soffritto con dell’extravergine e i bulbetti dell’aglio selvatico, per aggiungere poi le foglie di ortica e borragine, i virgulti di vitalba e di rafani nonchè i germogli di rovo. Li ho fatti sfrigolare un po’ e poi ho aggiunto dell’acqua e ho lasciato andare fino a cottura.

Il profumo è intenso e il sapore è deciso. Ho gradito molto questa zuppetta decisamente primaverile accompagnandola a dei crostini ammorbiditi dal gusto dolcemente aromatico del Lardo al Barolo della famiglia Chiapella, salumai in Langa alla quarta generazione. Non so se mi spiego… ;-)

E con questa zuppetta festeggio il duecentesimo post di questo blog !

10 comments maggio 22nd, 2011

Acquacotta alla Capalbiese

Nella bassa Maremma fra Lazio e Toscana, appena a ridosso del mare, l’acquacotta è un piatto tipico popolare, approntata dai contadini alla bella e meglio con quello che trovavano nei campi, quindi potremmo dire che non solo ogni campanile, ma ogni famiglia, ha la sua versione. A Capalbio la versione più diffusa sembra essere quella semplicissima con pochi ingredienti (ossia cipolla e  sedano a profusione, qualche pomodorino, le uova, pane casareccio raffermo), che all’inizio confesso aveva destato in me qualche perplessità perchè mi suggeriva l’idea di un  sapore ”monocorde”.

Mi sono dovuta ricredere ed è stata davvero una piacevole sorpresa…

La lista della spesa praticamente non c’è perchè gli ingredienti sono quasi sempre già nelle nostre dispense.
Il procedimento è molto semplice, quindi la preparazione prende pochissimo tempo, mentre la cottura deve essere prolungata, come tradizione vuole.

Si soffrigge abbondante sedano (coste) con abbondante cipolla nell’extravergine, una volta ben rosolati, si aggiunge il pomodoro fresco a pezzettoni e le foglie del sedano. Si lascia cuocere un po’ e poi si allunga con dell’acqua fino a rendere la minestra molto brodosa. Si lascia cuocere per circa 2 ore abbondanti, coperta per la maggior parte del tempo e scoperta nell’ultima parte, per farla restringere il giusto. Infine si aggiunge l’uovo facendolo rapprendere.

Che non si dimentichi una spolverata di parmigiano prima di servire  !

Si tratta di tradizione, di semplicità e gusto ben amalgamati e di gioia di mettersi a tavola…si tratta di acquacotta !

6 comments maggio 19th, 2011

Linguine con le cozze e crema di zenzero

Sì sì mi andavano proprio delle linguine con le cozze, ma visto il rizometto di zenzero che occhieggiava dal cestino delle spezie della mia cucina, ho pensato che il suo gusto brioso potesse dare una marcia in più a un bel piatto di pasta tradizionale come quello con le cozze.

La procedura è semplicissima :

Si raschiano le cozze esternamente per pulirle e le si privano del bisso tirando quel filino che fuorisce dal guscio.Si mettono in una padella a fuoco vivace, coperchiate, per farle aprire e intanto rilasceranno il loro sughetto saporitissimo.
Spegnere il fuoco, sgusciare gran parte delle cozze e metterle da parte insieme alle altre con il guscio, filtrare il liquido rimasto nella padella e lasciarlo in un bicchiere.

Una sciacquata alla padella e la si mette di nuovo sul fuoco, questa volta con uno spicchio d’aglio intero, dell’extravergine e un pezzetto di peperoncino. Lasciare sfrigolare un po’ e aggiungere del pomodoro fresco a pezzi. Lasciare cuocere finchè il pomodoro non si restringe.

Aggiungere le cozze e il loro sugo filtrato. Scolare al dente le linguine lessate in acqua poco salata e tuffarle nella padella. Aggiungere lo zenzero ridotto in purea e mescolare per bene sul fuoco molto allegro finchè il sugo non diventi cremoso e le linguine completamente nappate con il condimento.

Spolverare di prezzemolo. Pronti per impiattare e andare a tavola. Venite che è pronto !

6 comments maggio 12th, 2011

La mentucciata con la zuppa di “rafani” ? Why not ?

La mentucciata è un piatto tipico della zona di Tolfa e Allumiere (Alto Lazio, parco naturale dei Monti della Tolfa).
Ma quanto mi sono cari questi posti, ma quanto…per questa volta però evito di ammorbarvi nuovamente sul perchè.

Passo subito al dunque chè questi giorni sono zeppi di impegni e poi pure voi mi sa che non avete tanto tempo per leggere papiri, vero ?


Dunque, raccolto un bel mazzo di magnifica mentuccia selvatica e rafani (vi ricordate che noi qui chiamiamo così una pianta selvatica che non ha nulla a che fare con la famosa radice…)  in quantità nella macchia selvaggia dei monti della Tolfa, mi apprestavo a cucinare con mia somma soddisfazione le due zuppe. Una stasera per cena e l’altra per l’indomani, pensavo… ma poi… l’illuminazione… e se le mettessi insieme ? Ma no, la mentuccia forse prevale con il suo profumo ammaliante, be’ forse no, perchè il gusto poi in fondo è delicato, ma sì, proviamo.

Ecco qua il risultato, tutto da provare…

Allora la ricetta della mentucciata è qua,
quella della zuppetta di rafani invece qui.

Bon Appetit !

4 comments maggio 10th, 2011

Gustoshop in fiore : un concorso per tutti voi


Per chi ci legge, per chi ci sostiene, per chi lascia un suo commento, un’idea, un saluto, per chi non è mai passato di qui, per chi neanche ci conosce, per chi vuole cimentarsi, per ci vuole provare, per chi è curioso, per chi sta pensando “l’ennesimo contest, ma che rottura!”, per chi c’ha giusto giusto una ricettina che potrebbe andar bene, per chi non ha molto tempo, per chi vuole pensarci su, per chi è indeciso, per chi passa di contest in contest, per chi non ha mai partecipato, per chi c’ha voglia. Insomma proprio per tutti tutti.

Perchè a volte mettersi in pista in un concorso può essere qualcosa di piacevole, soprattutto se  fatto con spontaneità e poi… ci sono ben tre sezioni in cui gareggiare, premi golosi e una giuria  di tutto rispetto !

Vi ho incuriosito abbastanza ? Allora passiamo alle informazioni di servizio.

Tema del concorso : la primavera
Quindi sono valide le ricette che coinvolgono ingredienti primaverili (compreso fiori e piante spontanee), che riguardano le feste e le ricorrenze primaverili, che appartengono alle tradizioni culinarie (italiane e non) tipiche del periodo della primavera. Insomma tutto quello che parla di primavera.
Quindi non solo fiori !

Scadenza del concorso : la mezzanotte di domenica 26 Giugno 2011

La sezione “Kitchen”
Lo Chef Davide Palluda (1 stella Michelin) è  un giovane talento che si è già affermato con soddisfazione nel panorama italiano e che nel suo ristorante “All’Enoteca” a Canale (Cuneo) delizia i suoi ospiti con piatti straordinari, che hanno conquistato il mondo intero. Ecco, sarà proprio lui, con la sua simpatia contagiosa, con il suo sprint e la sua energia a selezionare la migliore ricetta sotto il profilo di tecnica di cucina.
Al vincitore una composizione di prodotti tipici italiani e accessori di cucina di Gustoshop del valore di Euro 80,00

La sezione “Food-o-grafia”

Il fotografo Alessandro Guerani giudicherà invece le ricette dal punto di vista della tecnica fotografica (mai data un’occhiata al suo blog? Merita davvero…). Una grande occasione per chi nutre un’ambizione particolare sull’immagine delle ricette e senza dubbio essere valutati da un fotografo di esperienza con una felice vena creativa sul food, credo sia davvero gratificante.
Al vincitore una composizione di prodotti tipici italiani e accessori di cucina di Gustoshop del valore di Euro 80,00

La sezione Nutrizione e benessere
Last but not least, direi, l’aspetto nutrizionale, cosa fondamentale per la salute e il benessere di tutti noi.
La scelta è caduta spontaneamente su Gunther Karl Fuchs di Papille vagabonde, Ricette vagabonde, Papille vagabonde 2. Il mio personalissimo “guru” dell’informazione alimentare riserba un occhio attento e critico alla composizione calorica e nutritiva dei vari piatti, alle strategie di marketing alimentare, all’informazione e alla comunicazione in questo campo, agli studi scientifici. Gunther, che in Italia scrive per  “Ariete salute”  (casa editrice specializzata in medicina e nutrizione) selezionerà la migliore ricetta dal punto di vista nutrizionale, la più equilibrata, sana e nutriente.
Al vincitore una composizione di prodotti tipici italiani e accessori di cucina di Gustoshop del valore di Euro 80,00

E… se proclamassimo i vincitori in diretta su La3 di Sky ?
Vi piacerebbe ? Allora preparatevi…

Regole per partecipare :

- Le ricette possono essere salate, dolci, o entrambe le cose. Possono essere spuntini, primi, secondi, dessert o piatti unici, insomma qualsiasi cosa.
- Potete partecipare con quante ricette volete – fate però un post per ogni ricetta, please !
- Possono essere ricette già postate, dovrete semplicemente ripresentarle con un nuovo post
- Tutte le ricette pervenute parteciparanno automaticamente a tutte e tre le sezioni
- A fine concorso editeremo il PDF con tutte le ricette

Cosa fare :
- In fondo al post riportate il banner linkando a questa pagina
- Nel vostro post citate che i premi sono prodotti tipici italiani di Gustoshop.biz (linkando a Gustoshop.biz)
- Inserite il banner del concorso nella colonna laterale della vostra home page con il link a questo post
- Per partecipare lasciate un commento qui con la URL del vostro post con la ricetta
- Per chi non ha un blog : inviate la vostra ricetta (con o senza foto) a : info@gustoshop.eu

Allora ci state ?  Mi date anche una mano a pubblicizzare il concorso ?

Vi aspettiamo con impazienza e con curiosità, non vediamo l’ora di ricevere le vostre creazioni !  A presto !

Le ricette ricevute :

Polpette di salmone – Cristina (via e-mail)
Coniglio alla lavanda – Cristina (via  e-mail)
Marmellata di primule – Cristina (via e-mail)
Frittura di fiori – K@tia di Pappa e Ricci
Marmellata di petali di rosa – Giovanna (via e-mail)
Flan di pomodori e asparagi selvatici – Chiara di La voglia matta
Risi e bisi dell’Albertina – Anna di Ultimissime dal forno
Budini primaverili di zucchine e mentaManine in pasta
Involtini alla Norma - Claudia di Mamma in pentola
Frittelle di fiori di sambuco – Simo di Pensieri e pasticci
Tortelli di campi al profumo di limone e nepitella con cranberries canditi – Wenny di Wennycara
Un cuore di panelle – Alessandra di EssenZadiCanneLla
Le pesche dolci – Franci di Pasticciare divertendosi in cucina
Rotolo d’agnello farcito – Lori di Mani…amore e fantasia
Sarde a beccafico alla palermitana – Lori di Mani…amore e fantasia
Fusilli lunghi alla bottarga e pistacchio di Bronte – Barbara di La cucina di Barbara
Frittelle di ortiche – Viola di Zucchero e viole
Timballini di riso alle primule, cipollotto e semi di senape - Ambra de Il gattoghiotto
Mezzelune ripiene di tarassaco e salsiccia
– Ambra de Il gattoghiotto
Frittelle di mele e fiori di acacia – Ambra de Il gattoghiotto
Risotto all’ortica e fiori di timo selvatico
- Ambra de Il gattoghiotto
Paccheri all’ortica bresaola e limone
– Ambra de Il gattoghiotto
Fiori di trifoglio violetto in pastella – Ambra de Il gattoghiotto
Piadine semplici al timo selvatico - Ambra de Il gattoghiotto
Dissetante alla melissa - Ambra de Il gattoghiotto
Tisana alla melissa – Ambra de Il gattoghiotto
Frittatine di quajet filanti ala toma di Lanzo – Ambra de Il gattoghiotto
Minestra rustica con fave e timo selvatico – Ambra de Il gattoghiotto
Spaghettini con tarassaco, coppa croccante e primule fritte - Ambra de Il gattoghiotto
Pain perdu alle violette e miele di montagna - Ambra de Il gattoghiotto
Insalata rucola carote e crostini di ceci - Titty di Tra pensieri e ricette
Verdura “ghemista” con zenzero e curcuma – Ornella de Il giardino dei sapori e dei colori
Il pesto povero – Carla di L’acqua ‘dorosa
Pollo alla menta – Alessia di Dolcezze di Nonna Papera
Zuppa di margherite – Alessia di Dolcezze di Nonna Papera
Madeleins pecorino e basilico – Cinzia de Il ricettario di Cinzia
Pane e cipolla…di primavera – Acky di Ackyart
Risotto alle pratoline – Loredana di La cucina di mamma – Loredana
Rolatine alle primule – Loredana di La cucina di mamma – Loredana
Pollo marinato al moscato ai fiori di timo e salvia – Loredana di La cucina di mamma – Loredana
Tarassaco in insalata – Loredana di La cucina di mamma – Loredana
Bicchierini alla zuppa di sedano e peperoni con yogurt greco – Loredana di La cucina di mamma – Loredana
Garganelli di primavera ai gamberi e speck – Federica di Note di cioccolato
Millefoglie alle fragole – Roberta di In cucina con Roberta
“Cucuzza longa” alla Siciliana – Roberta di In cucina con Roberta
Meringata alle fragole – Cristina (via e-mail)
Marmellata di limoni – Cristina (via e-mail)
Risolatte ai frutti di  bosco – Valentina di La cucina accanto
Risotto all’ortica – Alessia di Dolcezze di Nonna Papera
Gnocchetti alle ortiche e Castelmagno – Twostella de Il giardino dei ciliegi
Fettuccine all’ortica ai profumi del campo – Ambra de Il gattoghiotto
Risotto alle fragole – Alessia di Dolcezze di Nonna Papera
Gnocchi profumati di farina di piselli al pesto – Federica di Note di cioccolato
Spiedino su letto di insalata e mayo verde vegan – Francesca e Erwin (via e-mail)
Ciambella ai fiori di sambuco – Simo di Pensieri e pasticci…di una mamma in cucina !
Stelle al profumo di fiori, asparagi e bufala - Ely di Nella cucina di Ely
Fiore ai fiocchi di latte – Speedy70 di A tutta cucina
Risotto fragole e menta – Domenica di Sunday’s kitchen
Panna cotta alle rose e timo limone – Ancutza di Matrioska’s Adventures
Risotto con i fiori di acacia - Laura di Pentole di cristallo
Cake salato alla mousse di piselli e pecorino - Acky di Ackyart
Cherry waffles – Benedetta e Martina di Naso da tartufo
Vol-au-vent con mousse di fave e cipolle rosse di Tropea – Fujiko di La ricetta della felicità
Macco di fave – Fujiko di La ricetta della felicità
Dolce vittoria –   Fujiko di La ricetta della felicità
Cake con arancia e olio di oliva – Fujiko di La ricetta della felicit�
La fragranza in un cesto : pane siciliano, pollo alla griglia ed erba cipollina – Carolina de QuartoSenso Cafe
Girondine – Anny di Pasticci gourmet
Fiori di zucca ripieni di zucchine caciocavallo e menta - Anny di Pasticci gourmet
Tentazione alle fragoline bio – Anny di Pasticci gourmet
Gnocchetti di melanzane – Paola di Nastro di raso
Ravioli di fragole, ricotta e vaniglia con pesto al basilico – Emanuela di Forchettina irriverente
Gelato al mango e fiori di salvia – Dessi di (m)E-Food
Orata e verdurine zenzerate – Anny di Pasticci gourmet
Crepes con fragole e crema pasticcera – Elisa di La massaia canterina
Rotolo di zucchine ripieno di patate, asparagi e fegatini con cipolla rossa alla liquirizia, uova di quaglia e cialdine al tartufo – Emanuela di Forchettina irriverente
Pizza soffice zucchine mozzarella e basilico – Cinzia de Il ricettario di Cinzia
Sformatini di melanzane e peperoni – Paola di Nastro di raso
Parmigiana fredda di zucchine -Anita di Provolina in cucina
SorRISO di primavera – Anita di Provolina in cucina
Rotolo di frittata con mozarella, rucola e salmone -Anita di  Provolina in cucina
Un dolce semifreddo con topping alle fragole – Francesca di Pentole e allegria
Insalata ricca di primavera – Federica di Note di cioccolato
Frittata di gerani – Anita di Provolina in cucina
Savarin di limoncello e fragole – Paola di Nastro di raso
Risotto alle fragole e Roquefort – Anny di Pasticci gourmet
Frittelle di fiori di acacia – Ivana de La cucina accanto
Frittelle di fiori di sambuco e salvia -  Ivana amica de La cucina accanto
Capovolta alle ciliegie rosse e Alkermes – Rossella di 17 modi di mangiare il mango
Cinnamon rolls – Rossella di 17 modi di mangiare il mango
Ciambelline allo yogurt di bufala e limone di Amalfi – Rossella di 17 modi di mangiare il mango
Asparagi al pompelmo rosa e pesto di basilico – Elena di Zibaldone culinario
Cake con fagioli lardari e datterini – Gio di Symposion
Coppa dolce di crema e more – Elisa di La massaia canterina
Tagliatelle di Schuttelbrot con asparagi bianchi di Terlano e speck – Anny di Pasticci gourmet
Risotto con petali di rosa – Giorgio (via e-mail)
Gelato lavanda e miele – Giorgio (via e-mail)
Gnocchi alla rucola con besciamella alle margherite – Lucy di Ti cucino così
Clafoutis aux cerises – Annalisa di Dolce&amara
Passatelli di carote – Paola di Nastro di raso
Clafoutis fragole e ciliegie – Anny di Pasticci gourmet
Bicchierini con pandispagna al limone e pistacchio – Donatella di Fiordirosmarino
Cous cous con verdurine di stagione e datterini confit – Donatella di Fiordirosmarino
Crostata di mele e pinoli – Cristiano de Il cucinotto
Capovolta alle pesche e maraschino gluten free17 modi di mangiare il mango
Il lago dei cigni : bignè di panna fresca con fragole17 modi di mangiare il mango
Pasta di farro integrale con ragù di verdure – Paola de I fiori di loto
Risotto con asparagi e gamberetti – Paola de I fiori di loto
Crema di asparagi – Paola de I fiori di loto
Granotto zucchine, casatella trevigiana e menta – Anny di Pasticci gourmet
Terrina di formaggio cremoso con gelée di pomodoro – Fujiko di La ricetta della felicità
Fiori di zucchine ripieni in pastella – Domenica di Sunday’s Kitchen
Friggitelli ripieni – Donatella di Fiordirosmarino
Polpette di zucchine e tonno – Jeggy de Il laboratorio culinario di Jeggy
Torta moka – Rossella di 17 modi di mangiare il mango
Verdure miste piccanti sott’olio -  Donatella di Fiordirosmarino
Vol-au-vant al ciavuru di mare – Cla di Scorza d’arancia
Totani ripieni con erbetteSaparunda’s kitchen
Melone tricolore – Verdiana di Food e Smile
Bulghurotto porri carota e ricotta – Anny di Pasticci Gourmet
Patate raganate – Donatella di Fiordirosmarino
Tagliolini primavera – Valentina di Tina in cucina
Vellutata di lattuga con gamberi e pistacchi – Sabrina & Luca di Sapori diVini
Mini plumcake allo yogurt con ciliegie e albicocche – Anny di Pasticci gourmet
Frolla con crema di frutta – di Un pizzico di q.b.
Fiori di zucca ripieni e fritti – Sissy di Acqua e farina
Semifreddo di lamponi e yogurt – Sissy di Acqua e farina

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO : qualsiasi problema doveste rilevare per lasciare un commento, o altro, scrivetemi a info@gustoshop.eu !

[Per quanto riguarda i partecipanti senza blog, sto preparando un post a parte per illustrare le loro ricette, a fra poco !]

192 comments maggio 1st, 2011

Gigli all’uovo con asparagi selvatici e ferlenghi del bosco

Quando te ne sei stata una giornata in campagna, prima nel bosco a cercar legna secca, poi davanti al fuoco a mangiare di gusto con poche anime scelte, quelle più care, con cui condividere ragionamenti, risate e prezioso silenzio, poi in giro per campi a raccogliere quel che trovi (asparagi, rafani, vitalba, aglio selvatico sono stati il prezioso bottino portato a casa) misurando i tuoi passi su quelli piccini che sgambettano accanto ai tuoi, ecco quando torni a casa ti senti una persona nuova, ti senti rigenerata, in pace con te stessa, con gli esseri viventi, con il mondo.

Proprio così è stato qualche giorno fa e la pace che mi è scesa addosso in quelle ore l’ho trattenuta a lungo negli occhi, mentre nei giorni successivi in ufficio correvo fra una scrivania e l’altra seppellita dagli impegni. Quella pace mi ha aiutato a mantenere il mio equilibrio. E ogni volta che posso in queste giornate di primavera provo a concedermi questo lusso infinito : la campagna che rinasce, il cielo e il sole, delle ore a camminare con la testa svuotata dai pensieri e concentrata sul momento che sto vivendo.

Va be’ ma la ricetta ??? Più semplice non si può :

- sciacquo gli asparagi sotto l’acqua, poi li spezzo a pezzettini con le mani finchè non li sento elastici, che tendono a piegarsi anzichè rompersi, allora da quel punto in poi scarto il resto del gambo. Li metto in padella nell’extravergine caldo a cuocere a fuoco basso per 10 min, senza asciugarli troppo, perchè ci vuole poco a rovinarli

- pulisco i funghi ferlenghi selvatici con la spazzolina, li taglio a fette e li metto in padella con l’extravergine caldo in cui ho lasciato soffriggere uno spicchio d’aglio intero che ho poi rimosso.

- taglio due pomodorini e li lascio sfrigolare in un filo di extravergine

- scolo gli ottimi e bellissimi Gigli all’uovo di Campofilone li ripasso nei funghi aggiungendo gli asparagi e i pomodorini

- servo con dell’erba cipollina che lega mirabilmente sia con gli asparagi che con i funghi

Cosa ci beviam su ? Il Barbera di Vajra vendemmia 2004, davvero un bel vino che dà soddisfazione e chiude più che armoniosamente una meravigliosa giornata !

4 comments aprile 28th, 2011

Fettuccine di Campofilone al farro con ferlenghi e prosciutto di cervo

Vado sempre di corsa, così di corsa da far fatica anche a trovare il tempo di fare i miei giretti sui tanti blog vere fonti di gioia, idee e divertimento. Ma mi rifarò, promesso !

Intanto a chi va sempre di fretta come me dedico questa ricetta da 5 min., veloce veloce, ma esplosiva di gusto, ve la racconto in due righe :

Lessate le ottime fettuccine di farro di Campofilone in abbondante acqua salata, nel frattempo spadellate i funghi ferlenghi a pezzettoni con uno spicchio d’aglio in camicia. In una padellina con un filo di extravergine mettete le striscioline di prosciutto di cervo (prelibatezza Altoatesina), finchè non saranno croccanti.

Spadellate le fettuccine ben scolate insieme ai funghi e poi al momento di fare le porzioni aggiungete il prosciutto di cervo croccante, qualche fogliolina di origano fresco e qualche grano di pepe.

A tavola !

5 comments aprile 19th, 2011

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