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Maltagliati di Campofilone al ragù di ricciola

Adoro la ricciola, è il pesce azzurro che gradisco di più, con il suo sapore deciso, la carne rosata e compatta e l’estrema versatilità. Dalle tartare alla cottura lunga di un ragù, la ricciola sprigiona sempre aromi ammalianti.

Della famiglia dei Caringidi, la ricciola è un pesce davvero salutare per l’alto contenuto di acidi grassi polinsaturi – i famosi omega 3 – preziosi per il nostro organismo. [Allora, altro che integratori, mangiamo pesce fresco, nostrano, di stagione, senza imbottirci di roba chimica e le cose non possono che andar meglio... ]

La ricciola abita il nostro Mar Tirreno d’estate, dove si possono pescare anche esemplari di taglie notevoli, come quello che ho trovato in pescheria, proveniente da Anzio, di circa 30 Kg.

Eccola in qusta ricetta dare il meglio di sè alla stregua di un ragù di carne, partendo da un soffritto di cipolla carota e sedano accompagnato da qualche foglia di alloro,  una spruzzata di vino, il pomodoro fresco dell’orto e per finire il tocco aromatico della maggiorana. Ma andiamo nel particolare …

Ingredienti x 6/8 persone:
circa 8 etti di riccola
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla media
1 bicchiere di buon vino bianco
qualche foglia di alloro
8/10 pomodori da sugo
un pizzico si sale marino integrale

Il procedimento ricalca fedelmente la preparazione di un ragù di carne.
L’extravergine a scaldare in padella o casseruola antiaderente con le foglie di alloro (alcune spezzate a metà) e subito giù la brunoise di carota, sedano e cipolla. Ognuno qui lascia cuocere per più o meno tempo a seconda di come desidera il risultato, se ama i pezzetti di verdure  ancora fragranti e ben riconoscibili al momento di servire o se li preferisce morbidissimi, quasi sciolti nel sugo.

Nel frattempo si pulisce il trancio di ricciola liberandolo dalla pelle e dagli scarti, si taglia la carne a cubotti e poi pian piano si batte al coltello (ossia si taglia finemente) riducendola appunto a ragù.

Quando le verdure del soffritto sono cotte al punto giusto si aggiunge la carne di ricciola battuta al coltello. Si lascia rosolare un po’ a fuoco allegro ma prima che la carne cuocia troppo e si indurisca si mette il vino, fuoco sempre allegro per far evaporare e infine si calano i pomodori spellati precedentemente (tuffati nell’acqua in ebollizione per 2 min e poi scolati e messi in acqua e ghiaccio) e tagliati a pezzi scartando i semi. Qualche fogliolina di maggiorana darà un tocco di gusto originale e aromatico.

Si lascia andare così in modo che tutto si amalgami, un pizzico di sale e si coperchia portando a cottura a fuoco basso. Basteranno 30-40 min girando di quando in quando per evitare che si attacchi.

A questo punto entrano in scena i mitici Maltagliati di Campofilone, chè se poco poco vi suscitano curiosità, andatevi a vedere la scheda tecnica qui

La sfoglia è corposa al punto giusto, non troppo grezza ma neanche inconsistente, reggono perfettamente la cottura e non si sfanno. Si ripassano nel sugo ben scolati ed eccoci pronti a servire con qualche fogliolina fresca di maggiorana !

9 comments luglio 24th, 2011

Linguine con le cozze e crema di zenzero

Sì sì mi andavano proprio delle linguine con le cozze, ma visto il rizometto di zenzero che occhieggiava dal cestino delle spezie della mia cucina, ho pensato che il suo gusto brioso potesse dare una marcia in più a un bel piatto di pasta tradizionale come quello con le cozze.

La procedura è semplicissima :

Si raschiano le cozze esternamente per pulirle e le si privano del bisso tirando quel filino che fuorisce dal guscio.Si mettono in una padella a fuoco vivace, coperchiate, per farle aprire e intanto rilasceranno il loro sughetto saporitissimo.
Spegnere il fuoco, sgusciare gran parte delle cozze e metterle da parte insieme alle altre con il guscio, filtrare il liquido rimasto nella padella e lasciarlo in un bicchiere.

Una sciacquata alla padella e la si mette di nuovo sul fuoco, questa volta con uno spicchio d’aglio intero, dell’extravergine e un pezzetto di peperoncino. Lasciare sfrigolare un po’ e aggiungere del pomodoro fresco a pezzi. Lasciare cuocere finchè il pomodoro non si restringe.

Aggiungere le cozze e il loro sugo filtrato. Scolare al dente le linguine lessate in acqua poco salata e tuffarle nella padella. Aggiungere lo zenzero ridotto in purea e mescolare per bene sul fuoco molto allegro finchè il sugo non diventi cremoso e le linguine completamente nappate con il condimento.

Spolverare di prezzemolo. Pronti per impiattare e andare a tavola. Venite che è pronto !

6 comments maggio 12th, 2011

La mentucciata con la zuppa di “rafani” ? Why not ?

La mentucciata è un piatto tipico della zona di Tolfa e Allumiere (Alto Lazio, parco naturale dei Monti della Tolfa).
Ma quanto mi sono cari questi posti, ma quanto…per questa volta però evito di ammorbarvi nuovamente sul perchè.

Passo subito al dunque chè questi giorni sono zeppi di impegni e poi pure voi mi sa che non avete tanto tempo per leggere papiri, vero ?


Dunque, raccolto un bel mazzo di magnifica mentuccia selvatica e rafani (vi ricordate che noi qui chiamiamo così una pianta selvatica che non ha nulla a che fare con la famosa radice…)  in quantità nella macchia selvaggia dei monti della Tolfa, mi apprestavo a cucinare con mia somma soddisfazione le due zuppe. Una stasera per cena e l’altra per l’indomani, pensavo… ma poi… l’illuminazione… e se le mettessi insieme ? Ma no, la mentuccia forse prevale con il suo profumo ammaliante, be’ forse no, perchè il gusto poi in fondo è delicato, ma sì, proviamo.

Ecco qua il risultato, tutto da provare…

Allora la ricetta della mentucciata è qua,
quella della zuppetta di rafani invece qui.

Bon Appetit !

4 comments maggio 10th, 2011

Gigli all’uovo con asparagi selvatici e ferlenghi del bosco

Quando te ne sei stata una giornata in campagna, prima nel bosco a cercar legna secca, poi davanti al fuoco a mangiare di gusto con poche anime scelte, quelle più care, con cui condividere ragionamenti, risate e prezioso silenzio, poi in giro per campi a raccogliere quel che trovi (asparagi, rafani, vitalba, aglio selvatico sono stati il prezioso bottino portato a casa) misurando i tuoi passi su quelli piccini che sgambettano accanto ai tuoi, ecco quando torni a casa ti senti una persona nuova, ti senti rigenerata, in pace con te stessa, con gli esseri viventi, con il mondo.

Proprio così è stato qualche giorno fa e la pace che mi è scesa addosso in quelle ore l’ho trattenuta a lungo negli occhi, mentre nei giorni successivi in ufficio correvo fra una scrivania e l’altra seppellita dagli impegni. Quella pace mi ha aiutato a mantenere il mio equilibrio. E ogni volta che posso in queste giornate di primavera provo a concedermi questo lusso infinito : la campagna che rinasce, il cielo e il sole, delle ore a camminare con la testa svuotata dai pensieri e concentrata sul momento che sto vivendo.

Va be’ ma la ricetta ??? Più semplice non si può :

- sciacquo gli asparagi sotto l’acqua, poi li spezzo a pezzettini con le mani finchè non li sento elastici, che tendono a piegarsi anzichè rompersi, allora da quel punto in poi scarto il resto del gambo. Li metto in padella nell’extravergine caldo a cuocere a fuoco basso per 10 min, senza asciugarli troppo, perchè ci vuole poco a rovinarli

- pulisco i funghi ferlenghi selvatici con la spazzolina, li taglio a fette e li metto in padella con l’extravergine caldo in cui ho lasciato soffriggere uno spicchio d’aglio intero che ho poi rimosso.

- taglio due pomodorini e li lascio sfrigolare in un filo di extravergine

- scolo gli ottimi e bellissimi Gigli all’uovo di Campofilone li ripasso nei funghi aggiungendo gli asparagi e i pomodorini

- servo con dell’erba cipollina che lega mirabilmente sia con gli asparagi che con i funghi

Cosa ci beviam su ? Il Barbera di Vajra vendemmia 2004, davvero un bel vino che dà soddisfazione e chiude più che armoniosamente una meravigliosa giornata !

4 comments aprile 28th, 2011

Fettuccine di Campofilone al farro con ferlenghi e prosciutto di cervo

Vado sempre di corsa, così di corsa da far fatica anche a trovare il tempo di fare i miei giretti sui tanti blog vere fonti di gioia, idee e divertimento. Ma mi rifarò, promesso !

Intanto a chi va sempre di fretta come me dedico questa ricetta da 5 min., veloce veloce, ma esplosiva di gusto, ve la racconto in due righe :

Lessate le ottime fettuccine di farro di Campofilone in abbondante acqua salata, nel frattempo spadellate i funghi ferlenghi a pezzettoni con uno spicchio d’aglio in camicia. In una padellina con un filo di extravergine mettete le striscioline di prosciutto di cervo (prelibatezza Altoatesina), finchè non saranno croccanti.

Spadellate le fettuccine ben scolate insieme ai funghi e poi al momento di fare le porzioni aggiungete il prosciutto di cervo croccante, qualche fogliolina di origano fresco e qualche grano di pepe.

A tavola !

5 comments aprile 19th, 2011

Zuppa Moliternese con extravergine “Spontaneo” – DOP Terra d’Otranto

Sì d’accordo la primavera è entrata fragorosamente, portando un tepore insperato e un bel sole splendente. Però la sera a casa mia si gustano ancora con piacere minestre e zuppe, a mo’ di saluto a quest’inverno assai patito, da parte mia.

La “Moliternese” è una zuppa gustosa, piena di brio, perchè include cereali e legumi, anzi, per essere precisi, cicerchie, farro e i fagioli biologici di Sarconi : cannellini, tabacchini e borlotti. E’ un prodotto di Per Boschi e Contrade, una ditta Lucana che nel parco dellla Val d’Agri coltiva ancora antiche varietà di fagioli, come una volta.

Va lasciata a bagno una notte. Poi si prepara il soffritto direttamente nella pentola a pressione con l’extravergine, un po’ di carota, delle coste di sedano e 1 cipolla, tutto tritato. Aggiungerei anche delle foglioline di salvia, che bel profumo !

Una volta rosolato il soffritto, si sciacqua la zuppa pronta e si cala nella pentola. Si mescola, sala e si lascia andare 5 min. Poi si copre d’acqua, quattro dita sopra ai legumi, 1 cucchiaino di sale grosso e si chiude la pentola a pressione, lasciando cuocere per 45 min, dopo che si è alzata la valvola.

A crudo un filo di extravergine  buono ci vuole, sì.

Ecco allora che fa il suo ingresso l’olio extravergine pugliese “Spontaneo” DOP Terra d’Otranto, ottenuto per affiormaento dalle cultivar tipiche pugliesi  Cellina di Nardò e Ogliarola. Un sapore pulito, inizialmente dolce, con il gusto tipico e fresco di oliva spremuta cui fa seguito un finale di carciofo. Lo trovo davvero indicato per la zuppa Lucana dal sapore pieno e corposo.

E così sia…

7 comments aprile 7th, 2011

Ravioli di bietola e pecorino delle Crete Senesi su crema di sedano rapa con aji amarillo

Se state pensando che il titolo è un po’ pomposo c’avete proprio “raggione” (la mia pronuncia laziale, haimè). Il guaio è che a me piacciono assai i titoli che recitano gli ingredienti fondamentali, ho quasi l’idea che si possa cominciare a sentire il profumo, come quando entri in casa, sei all’ingresso che ti sfili il giaccone ma riesci già a farti un’idea di cosa bolle in pentola.

Si tratta ancora una volta di una ricetta che parte dalla necessità di riciclare un avanzo, ossia la bietola cotta in padella del giorno precedente (calata appena lavata nel soffritto di extravergine e aglio dove già sfrigolavano da qualche minuto i pomodorini tagliati a metà).

Ma vogliamo cominciare ? Partiamo dagli ingredienti, appunto :

Gli ingredienti :
- un mucchietto di bietola cotta in padella con aglio e pomodorini
- 2 uova
- farina zero q.b.
- 1 pizzichino di sale marino integrale fino
- extravergine q.b.
- 1 pizzico di sale marino grosso integrale
- 1 sedano rapa
- 1 patata

Ho preparato la pasta all’uovo utilizzando 1 uovo intero + 1 tuorlo codice zero, un pizzichino di sale e tanta farina zero quanto basta per ottenere un impasto morbido. In pratica metto un po’ di farina a fontana con le uova e il sale al centro e poi tiro dentro la farina pian piano facendo attenzione a non esagerare, chè poi l’impasto diventa troppo duro per essere lavorato con agio e senza troppa fatica. Ho lasciato riposare la pasta 1 ora in frigo avvolta nella pellicola.

Ho frullato la bietola (mi raccomando quando è fredda eh? Io non avevo problemi perchè era nella sua padellina da almeno 12 ore…).

Ho tagliato due fettine sottili di Pecorino delle Crete Senesi (bel formaggio, di gusto deciso e gran bei profumi) e poi ho ricavato delle piccole losanghe. [Se vi può interessare date un’occhiata all’offerta dei nostri formaggi artigianali, qui)

Ho stirato la pasta sottile e poi ho cominciato a disporre i mucchietti di bietola a intervalli regolari, adagiando su ogni mucchietto una losanga di Pecorino delle Crete Senesi. Ho piegato la pasta su se stessa fino a coprire per bene i mucchietti di ripieno. Ho poi pressato attentamente la sfoglia per incollarla a quella di sotto senza creare bolle d’aria fra le sfoglie e vicino al ripieno.

Nel frattempo ho cotto nella pentola a pressione metà sedano rapa e 1 patata, ridotti entrambi a cubetti coperti da acqua fredda con un pizzico di sale grosso, 10 min. dal fischio della valvola. Poi li ho frullati col minipimer aggiungendo extravergine e 1 cucchiaio di parmigiano.

Ho lessato i ravioli in acqua salata e li ho adagiati sulla salsa di sedano rapa ben calda, a specchio nel piatto. Un filo di extravergine, qualche fogliolina di timo e direi che siamo pronti !!! Anzi no, anche qualche pezzetto di peperoncino sott’olio, in particolari quelli arancioni- chiamati “aji amarillo” – di origine Peruviana e comprati nella mitica Boqueria di Barcelona, e… ora sì che siamo pronti sul serio !

Buon appetito a tutti !

 

8 comments marzo 29th, 2011

Sformatino di cous cous all’oro verde

Quando ho letto del contest di Tatina sull’ “oro verde”, ho pensato che non potevo sottrarmi ! Mi piacciono molto i pistacchi, il loro sapore pastoso e caldo. Pensa che ti ripensa è venuto fuori uno sformatino di cous cous al pistacchio in foglia di bietola, perchè mi stuzzicava l’idea di valorizzare le bellissime venature delle sue foglie.

Ingredienti x 4 sformatini
8 foglie di bietola
50 pistacchi di Bronte
olio extravergine di oliva q.b.
3 carote
3 bicchieri colmi di cous cous

Lessare le foglie di bietola per 5 min e poi gettarle in acqua fredda con ghiaccio. Asciugarle delicatamente.

Non avevo la semola che i miei amici mi portano direttamente da Favignana, così ho usato un cous cous commerciale, che però sarebbe bene incocciare ugualmente (vedi qui), come si fa con la semola, in modo da idratarlo e lasciarlo gonfiare un po’. Ci guadagna la consistenza e il sapore.

Cuocere a vapore le carote e ridurne una a cubettini. Frullare le altre due al minipimer ottenendo una purea.

Buttare giù il cous cous nell’acqua appena salata in ebollizione e spegnere. Aggiungere 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, il pesto di pistacchi e le carote a dadini. Mescolare delicatamente.

Foderare uno stampino o una ciotolina con le foglie di bietola, mettere il cous cous pressando un po’ perchè si compatti per bene.

Capovolgere lo stampino direttamente sulla salsina di carote disposta a specchio nel piatto.

Servire con qualche pistacchio sulla salsa e della julienne di carota sullo sformatino.

Bon Appetit !

Con questa ricetta partecipo al contest di Tatina : Oro verde di Sicilia !

7 comments marzo 27th, 2011

Orecchiette alle cime di rapa con mazzafegati e arancio

Una ricettina semplice, veloce, gustosa e piccantina il giusto, composta in una domenica uggiosa e senza grandi pretese.
La volete provare ?

Allora lavate le cime di rapa e tuffatele nell’acqua in ebollizione leggermente salata, dopo pochi minuti le tirate su (usate una schiumarola così lascaite l’acqua nella pila, chè vi serve per cuocere la pasta !) e le ripassate nel soffritto di extravergine, spicchio d’aglio, peperoncino.

In una padellina a parte sbriciolate i mazzafegati (salsicce di fegato leggermente speziate con poco finocchietto, peperoncino e buccia di arancia) nell’extravergine caldo facendole rosolare.

Lessate le orecchiette nell’acqua di cottura delle cime di rapa, scolatele e ripassatele con le cime di rapa e i mazzafegati.

Un po’ di zest di arancia ci sta a meraviglia, per chi vuole un po’ più di freschezza.

State già godendovi il piattino ? Ma che bravi… buon appetito !

Anche questa ricetta vale a partecipare al concorso

Ma sei proprio un broccolo !

di Eli del blog “Il Gamberetto

9 comments marzo 15th, 2011

Ravioloni di farro alla ribollita con guanciale croccante

in Ribollita we trust

L’avevamo detto allora, con credo fervente, di quelli incrollabili e assoluti. E lo riconfermiamo immancabilmente ogni inverno facendola e rifacendola (anche su richiesta!).

Essendo avanzata, questa volta l’ho voluta riciclare con un’idea nuova, ecco quindi i ravioloni ripieni di ribollita. Di farro perchè una farina più rustica è certamente più adatta a quest’impasto che è praticamente una zuppa col cavolo nero.

Dosi x 3
1 uovo + 1 tuorlo
farina zero q.b.
farina di farro q.b.
1 pizzichino di sale
7-8 cucchiai di ribollita
circa 10 pomodorini ciliegini
1/2 cipolla
extravergine q.b.
7/8 fili di erba cipollina

Ho preparato la pasta all’uovo mettendo un po’ di farina zero e un po’ di farina di farro a fontana sul tavolo (abbiate pazienza ma non peso mai la farina,  comunque la proporzione fra le due farine è 50% e 50%) , aggiungendo poi un uovo intero e un tuorlo + un pizzichino di sale. Ho mescolato le uova e poi pian piano incorporato con cautela la farina, stando attenta a che l’impasto rimanga morbido, perchè un eccesso di farina si tradurebbe in una difficoltà a lavorare la pasta perchè troppo dura.

Poi l’ho stesa molto sottile con l’aiuto della macchinetta creando delle strisce abbastanza lunghe. Ho posto la ribollita a mucchietti (a intervallo regolare fra di loro) e ho ripiegato la pasta sopra, ho sigillato pian pianino la pasta cercando di evitare di lasciare aria nell’impasto, poi ho tagliato in modo un po’ irregolare e ho schiacciato i lembi dei ravioli con i rebbi della forchetta.

Ho pensato che il condimento più adatto, ossia che vivacizzasse il piatto lasciando però emergere in modo netto e pulito il sapore della ribollita, poteva essere un sughetto semplice, preparato così :
- stufare la cipolla nell’extravergine
- aggiungere poi i pomodorini ciliegini tagliati a metà facendoli cuocere a fuoco allegro
- mettere a sfrigolare in un padellino antiaderente a parte del guanciale tagliato a listarelle

Poi ho lessato i ravioli nell’acqua salata, li ho scolati con molta attenzione perchè sono delicati. Li ho nappati con il condimento, aggiungendo anche il guanciale croccante e due fili di erba cipollina.

Pronto. Io non c’ho messo formaggio, ma chi vuole può spolverizzare con parmigiano o pecorino romano. It’s up to you !

5 comments marzo 6th, 2011

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