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Quando ho pensato a come ravvivare i classici peperoni sott’olio mi è venuto in mente il sacchetto di galgant che tenevo da parte “gesù-gesù”, in attesa di provarlo con un accostamento che mi convincesse. Il sapore piccantino della “spezia della vita”, che richiama quello dello zenzero, si combina splendidamente con il sentore dolce dei peperoni.
Just try it !
Un paio di peperoni lavati, messi a cuocere sul barbeque e poi a freddare chiusi in un sacchetto di carta così da spellarli facilmente, poi condire con dell’extravergine aromatizzato con un pizzico di galgant, uno spicchio d’aglio e una manciata di prezzemolo tritato.
Farewell Summer…

settembre 27th, 2010

La gallinella di mare è un pesce facile a trovarsi nel Mediterraneo e quindi abbonda nelle nostre pescherie. Il prezzo è buono, la carne è bianca, polposa e il sapore delicato. Ieri ne ho comprato un paio e ci ho fatto tre cose diverse. Per primo una tartare da gustarsi al volo io e lui, mentre preparo il resto (alla prossima puntata).

Allora pulisco il pesce dalle interiora e lo sfiletto e poi riduco in polpa i due filetti battendoli al coltello delicatamente. Metto lì un po’ di zest di lime e dei chicchi di melagrana, condisco con dell’extravergine e del succo di melagrana. Mescolo e lascio a marinare e insaporire per 15 min. Sistemo su un cucchiaio gourmet e aggiungo un ramettino di menta al bergamotto. Grazioso vero ? Questo cucchiaio è l’ideale per viziare i nostri commensali con gustosi e eleganti “welcome” o amuse-bouche. Diverse volte mi hanno chiesto “ma dove si trovano ?” bè adesso è facile…guardate qui !!!

La tartare è piaciuta. Sì. A volte le cose più buone sono proprio quelle che nascono così per caso, con quello che hai in cucina e che ti vien voglia di aggiungere lì per lì. La carne delicata della gallinella, la fragranza del chicco di melagrana, la freschezza del lime unito al succo di melagrana, il tocco balsamico e agrumato della menta al bergamotto, il tutto legato dal delicato extravergine monovarietale di taggiasca… simply mouthwatering…
A proposito aggiungiamo lì per lì anche uno spumante ? Sì lo Spumante Chardonnay DOC Vallerenza di Terredavino, chardonnay 100%, delicatamente fruttato con sentori di frutta matura. Soave, sì…Cheers !

settembre 23rd, 2010

No non mi sono proprio inventata niente, ho semplicemente fatto quello che mi è venuto naturale, avendo ricevuto un cestino di ovoli da cari amici, raccoglitori di funghi dei boschi di Tolfa. E allora ecco qua, un’insalatina fresca, con il sapore delicato eppure pregnante degli ovoli crudi, quello fresco e verde del sedano tagliato sottile con la mandolina, la pastosita sapidità del parmigiano a scagliette, un filo di extravergine emulsionato con qualche goccia di limone e…
just some drops of Acet-up , una creazione dell’Acetaia Paltrinieri di cui abbiamo già parlato qua e qua.

Lo accompagnamo con un Orvieto Classico, il Tragugnano di Sergio Mottura, un vino che colpisce per l’elegante corposità, senza passaggi in legno, solo acciaio e affinamento in bottiglia, premiato dai due bicchieri neeri del Gambero Rosso.

Cheers !

settembre 8th, 2010

Un regalino immensamente gradito, da parte di mio fratello, che si è cimentato con successo in una preparazione che richiede un impegno meticoloso e paziente. Però il risultato ne vale certamente la pena !!!
E che soddisfazione far mangiare alla piccola Marta un pesce azzurro che non è a rischio di estinzione, gustoso e nutriente.
Ecco qui dosi e preparazione step by step :
- 2Kg di palamite
- 2 scalogni
- 2 carote
- 2 coste di sedano
- 100 g. di sale grosso x litro d’acqua
- 1 bicchiere scarso di aceto
- foglie di alloro
- pepe nero in grani
Pulisci i pesci,togliendo testa, coda e interiora. Taglia a tranci della lunghezza dei barattoli che hai a disposizione e posiziona i tranci nell’acqua fredda insieme al sale, le carote, gli scalogni, il sedano e l’aceto. Fa’ prendere il bollone e lascia sobbollire per circa 2 ore a fuoco basso, reintegrando man mano il liquido evaporato con dell’acqua calda.
A cottura ultimata tira fuori dall’acqua calda un trancio alla volta, spellalo e poi spinalo aprendo il filetto del trancio. Fai fare al trancio pulito un’ultima immersione velocissima nell’acqua di cottura per pulirlo meglio e metti ad asciugare all’aria per 24 ore (non alla luce diretta del sole. Ripeti l’operazione per ogni trancio e infine passali nel forno ventilato a 30° x 20 minuti.
Componi i vasetti infilando prima la foglia di allora su un lato e i grandi di pepe, poi inserisci i filetti e pian piano anche l’olio possibilmente versandolo direttamente nel fondo del barattolo (magari da un’oliera con beccuccio) in modo tale da portar su eventuale aria verso l’apertura. I filetti vanno sistemati vicini ma senza compattare troppo per fare in modo che l’extravergine penetri nel pesce. Copri completamente con l’olio (rimanendo sempre almeno 1/2 cm dal tappo), tappa e metti in una pentola capace con dell’ acqua fredda. Porta a ebollizione l’acqua e lascia bollire per 15 min.

luglio 26th, 2010

Ieri mattina una melanzana tonda appoggiata sul ripiano del frigo mi ha fatto venire in mente le mitiche melanzane alla parmigiana, ma non avendo modo, tempo e soprattutto abbastanza materia prima, ho pensato ad una rivisitazione piuttosto semplice, ma gustosa, utilizzando la superstite nel frigo (in attesa delle mie melanzane tonde in crescita sul balcone
) per un piccolo welcome, un modo invitante per dare il benvenuto a tavola ai miei cari e così… ho tagliato a fette la melanzana, ne ho ricavato dei “fiorellini” con l’apposito attrezzetto e li ho fritti in abbondante olio. Poi sui fiorellini ben asciugati con della carta da cucina, ho aggiunto un cucchiaino di salsa di pomodoro ben ristretta, un cubettino di bufalina e due foglioline di cedrina a rilasciare quel sentore agrumato così delicato eppure netto… be’ ha avuto successo. Provate ?

giugno 15th, 2010

Un amuse-bouche da fare al volo, se in frigo riposano delle melanzane grigliate annoiate, rimaste da qualche precedente sbocconcellamento.
Niente dosi, solo una brevissima descrizione : posto un cubetto di mozzarella di bufala al centro della fetta di melanzana, quest’ultima si chiude a fagottino fermandola con uno stecchino e poi nel forno caldo a 169°. Pochi minuti e poi via a tavola con un po’ di zest di limone, fiori di geranio e foglioline di melissa (entrambi ben lavati e asciugati), e qualche goccia vellutata di Acet-up.

La prima sorpresa che si svela al palato è l’accostamento mozzarella (ammorbidita) e buccia di limone, la prima ammanta il palato in un velo di grassa lattiginosità, che viene poi ravvivata dalla freschezza della seconda, che in qualche modo restituisce una bella pulizia in bocca. Segue poi l’erbaceo del geranio e il sentore unico, leggermente piccante della melissa (con le sue preziose proprietà tranquillanti e tonificanti). Nel finale si affaccia con dolce energia la crema balsamica Acet-up di Paltrinieri.

Un piattino fresco, invitante, che stuzzica l’appetito. Potrebbe anche essere uno dei vari elementi di un antipasto composito, insomma a voi la scelta di come, dove e quando…intanto Bon Appetit !
giugno 8th, 2010

Marta fa passi da gigante con le lettere, comincia già a scriverne qualcuna e io davanti a quei tratti un po’ incerti, carichi di promesse, mi sdilinquisco…
Allora anche in cucina i piatti sono spesso ispirati, quando possibile, a qualche lettera da ripetere insieme giocando.
E così nasce la T di… Triglia, (che però in realta è una gallinella di mare, ma questo rimarrà un segreto fra me e voi…) sfilettata e marinata. Ecco come…
Ingredienti x 1 :
una gallinella di mare piccolina
un cucchiaino da tè colmo di zucchero
un cucchiaino da tè colmo di sale integrale
mezzo bicchiere di vodka svedese Absolut
qualche fogliolina di origano fresco
1 pomodoro
1 limone
1 lime
evo – un filo
Si mischiano gli ingredienti per la marinata (alla svedese, come quella per il salmone, qui manca solo il pepe bianco), si sfiletta la gallinella e si spalma un po’ della marinata sulla parte interna dei filetti, poi si compongono “a libretto”, si versa il resto della marinata sopra e si mettono in un piatto coperto, a riposare in frigo per una notte.

Quando si è pronti per servire, si puliscono i filetti con della carta da cucina e si sistemano nel piatto. Poi si uniscono le foglioline di origano, il pomodoro ridotto in piccola dadolata una “zestata” di scorza di limone e di lime, un filo di extravergine di gusto discreto, e il gioco è fatto…

giugno 4th, 2010

Questa pasta all’uovo corta l’ho selezionata da poco per il nostro GustoShop (qui tutte le nostre paste), perchè provandola l’ho trovata davvero perfetta per amalgamarsi con il condimento, grazie alla trafilatura al bronzo che le dona una ruvidezza evidente all’occhio, che promette grandi cose in cottura. Promette e mantiene. E poi la pasta è di bella consistenza (i pastai di Campofilone sanno il fatto loro, c’è poco da fare) e in generale trovo che i formati corti abbiamo una bellezza tutta loro.

La ricetta è facile, nata con quello che c’era in casa, ossia :
- 250 g. di torchietti all’uovo “L’ Antica Pasta” di Campofilone
- olio extravergine
- 1 spicchio d’aglio
- una quindicina di pomodorini ciliegini
- un paio di fettine di guanciale di Maremma
- canestrato foggiano
- 1/2 Kg di fave
- 1 peperone rosso
-un ciuffetto di foglie di basilico
-una manciata di foglie di dragoncello

L’intento era quello di creare un primo piatto che celebrasse uno dei binomi primaverili più azzeccati (fave e pecorino), con uno “zigghetto” di gusto diverso, più fresco e profumato, ecco allora che le erbe aromatiche del balcone mi sono venute in soccorso e il peperone avanzato dalla “padellaccia” del giorno precedente è risultato risolutivo… vediamo come.
Per prima cosa ho avviato un semplice sughetto di pomodorini, scaldando lo spicchio d’aglio spellato nell’evo e poi aggiungendo i pomodorini tagliati in quattro. Un pizzichino di sale e a fine cottura ho aggiunto un trito di foglie di dragoncello a regalare ulteriore profumo.

Nel frattempo ho voluto creare una purea di fave che desse corpo al piatto, legando gli ingredienti e amalgamando la pasta al meglio. Quindi ho sbucciato le fave, le ho lessate in acqua bollente e leggermente salata e poi le ho sbucciate. Ne ho conservate da parte la metà e il resto l’ho frullate aggiungendo le foglie di basilico e abbondante extravergine fino a raggiungere la consistenza cremosa che volevo.

Ho portato a bollore dell’acqua salata e ho buttato giù la pasta. Intanto in un padellino antiaderente ho messo a sfrigoalre il guanciale tagliato a triangolini, senza olio, fino a renderlo un po’ croccante.Poi ho lavato e pulito il peperone tagliandolo a pezzi e col minipimer e un po’ di evo l’ho fullato a crudo ottenendo un composto spumoso, dal gusto verde eppure dolce.

Ho scolato la pasta e l’ho amalgamata al sughetto di pomodorini aggiungendo le fave intere che avevo messo da parte e il guanciale.

Nel piatto ho spennellato sul fondo la crema di fave e sopra ho disposto la pasta. Qualche scaglia di canestrato foggiano, un pecorino di classe, ottenuto dal latte di pecore che crescono allo stato brado, che gli dà un gusto intenso.
Poi ho messo il gazpacho di peperone a lato della pasta e sopra c’ho adagiato una fava sbucciata. Dà colore, ma anche una virata di gusto improvvisa e repentina, tuttavia in armonia col tutto.


Tutto qua. Semplice ma gustoso.
Bon Appetit !
maggio 16th, 2010

Voglia di fritto ? Ecco dei piccoli fritti da godersi in compagnia di una bella coppa di spumante Haderburg brut !
Monteveronese in carrozza con ciliegini semidry
Si taglia il pancarrè della forma desiderata e all’interno dei piccoli tramezzini si posa una fetta di Monteveronese dell’alta Lessinia e i ciliegini semidry siciliani sfettucciati. Una bella schiacciata e poi : uovo, pangrattato e via al trmpolino per il tuffo nell’olio di arachidi bollente
Piccoli supplì con cuore tenero di blu d’alpe
Io avevo il risotto al pomodoro avanzato dal giorno prima (fatto con evo caldo, 2 cucchiai di crema d’aglio e poi passata di pomodoro con un po’ di sale, lasciato cuocere 10 min e poi dentro il riso fino a cottura), c’ho messo un tuorlo, ho composto i piccol supplì e all’interno ci ho nascosto la sorpresina: un bel tocchetto di blu d’alpe, un ottimo formaggio erborinato della Val di Susa. Passaggio nel pangrattato e giù a mollo in “piscina”…
Zucchinette alla menta
Ho lasciato le zucchine tagliate a bastoncini a marinare con la menta spezzettata grossolanamente. Per la pastella : farina e acqua frizzante ghiacciata miscelate insieme. Una passata nella pastella e poi a friggere !
Mela verde all’erba cipollina
Ho tagliato la mela verde a spicchietti senza sbucciarla, togliendo solo semi e torsolo. Lasciato insaporire 10 min. con l’erba cipollina, poi nella pastella e giù nel wok a friggere
Mozzarella di bufala
Last but not least, le ovoline di bufala tagliate a metà, passate nella farina, nell’uovo e poi nel pangrattato e giù nell’olio caldo
Poi giusto un paio di foto e di corsa a tavola che si freddaaaaaaaaaaaaa !

aprile 18th, 2010

Ecco qui che fine hanno fatto gli ultimi peperoncini del mio balcone (raccolti una ventina di giorni fa!).
Crudi, farciti con ventresca di tonno nel fondo, poi un’acciughina sott’olio con cappero, e un verde vessillo, una fogliolina di menta come solenne promessa di primavera, prossima, ventura, agognata e bramata in questo periodo buio dell’anno.
Croccantino, sapido, mmm, aromatico, piccantino, bè, anzi,, direi abbast… argh… piccantissimo !!!



Mayday – mayday !
Arriva in soccorso, ben freddo, il prosecco di Valdobbiadene “Val d’Oca”, della cooperativa Produttori di Valdobbiadene, che ha puntato alto con un prodotto di buona fattura, onesto e schietto, pulito. Perlage fitto a grana fine, intenso ma fine all’olfatto, con sentori netti di fiori di campo, mela renetta e pesca bianca. In bocca è secco, con vena appena abboccata, fresco e di buona persistenza. Finale appagante, con reminescenze floreali.
A questo punto la lunga attesa che dovrà attraversare faticosamente un paio di stagioni, come un uccello migratore passa sopra ai continenti, diventa improvvisamente più sopportabile, così, d’emblée…
dicembre 22nd, 2009
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