*200* Zuppa di erbe di campo

maggio 22nd, 2011


Tutto quello che ho raccolto nei campi stamattina, l’ho messo in pentola :

aglio selvatico
borragine
ortica
germogli di rovo
vitalba
rafani

Il genere “allium” è davvero vasto e comprende tante specie perenni bulbose dal caratteristico odore pungente. Solo in Italia ci sono almeno una cinquantina di varietà e in queste zone si trova molto facilmente l’Allium oleraceum con i suoi bei fiorellini campanulati, di un delicatissimo rosa. Il bulbo e i bulbilli sono davvero buoni sia cotti che crudi. Basterà tirare dolcemente la pianta per portarsi via questo piccolo scrigno di sapore.

L’ortica comune (urtica dioica), della famiglia delle urticaceae, è una pianta ben conosciuta appunto per i suoi peli urticanti diffusi su tutta la pianta (non avendo con me i guanti, l’ho colta con l’aiuto di un fazzoletto !). Ha proprietà astringenti, diuretiche, disintossicanti, antiinfiammatorie. Insomma un toccasana…


La Clematis vitalba è una pianta infestante, con portamento rampicante, che cresce molto spesso in associazione con i rovi. La vitalba è una pianta tossica a causa degli alcoloidi e saponine che contiene. I virgulti però, hanno una concentrazione molto bassa di queste sostanze, per cui possono essere consumati, ma preferibilmente cotti. I virgulti di vitalba sono ottimi nelle frittate e nelle minestre, ma è bene non esagerare con le quantità, proprio per non accumulare le sostanze nocive.

La Borago officinalis, ossia la borragine, deve il suo nome all’espressione araba “abou rach” osia “padre del sudore” riferendosi alle proprietà sudorifere della pianta. Usiamo le foglie piccole e tenere (le foglie grandi infatti hanno delle robuste setole biancastre che le rendono anche pungenti) nelle insalate, come ripieno dei ravioli, nelle frittate e nelle minestre. I fiori dal particolare tono di blu, sono semplicemente bellissimi. La borragine ha proprietà officinali emollienti, sudorifere, espettoranti.

Il rovo comune (rubus ulmifolium) è una pianta molto conosciuta e apprezzata per i suoi frutti, le piccole drupe che arrivate a maturazione assumono il caratteristico colore nero, le more, insomma. I teneri germogli sono depurativi e disintossicanti e si colgono senza problemi in quanto le minuscole spine sono ancora tenere e non sono affatto fastidiose.

Ho già parlato (ad es, qui, qui e ancora qui) della pianta che dalle nostre parti (alto Lazio – a nord di Roma) viene chiamata “rafano”  ma che non ha in verità nulla a che vedere con la nota radice piccante da cui si ricava anche il kren. Questa pianta ha portamento rampicante, foglie lucide a forma di cuore e se ne mangiano i virgulti primaverili, sia crudi che cotti. Il gusto è un po’ amaro il che mi suggerisce che possa avere proprietà disintossicanti, ma sono illazioni, non ho notizie certe a proposito !

Tutte queste piante si offrono spontaneamente, occhieggiano dal ciglio dei sentieri, a volte si fanno notare in mezzo ai campi bagnati di sole (durerà ancora poco perchè ho letto che domani il tempo si guasta dalle mie parti) oppure  sporgono i propri virgulti sopra le siepi, in un vigoroso slancio verso il cielo. E io…approfitto !

Quando son tornata a casa ho lavato e asciugato il “raccolto”. Poi ho preparato un soffritto con dell’extravergine e i bulbetti dell’aglio selvatico, per aggiungere poi le foglie di ortica e borragine, i virgulti di vitalba e di rafani nonchè i germogli di rovo. Li ho fatti sfrigolare un po’ e poi ho aggiunto dell’acqua e ho lasciato andare fino a cottura.

Il profumo è intenso e il sapore è deciso. Ho gradito molto questa zuppetta decisamente primaverile accompagnandola a dei crostini ammorbiditi dal gusto dolcemente aromatico del Lardo al Barolo della famiglia Chiapella, salumai in Langa alla quarta generazione. Non so se mi spiego… ;-)

E con questa zuppetta festeggio il duecentesimo post di questo blog !

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10 Comments Add your own

  • 1. Wennycara  |  maggio 16th, 2011 at 10:27

    Innanzitutto auguri e lunga vita! Voglio leggere multipli e multipli di questi 200, tienilo presente ;)
    Bellissima questa zuppetta; sono onesta e confesso di essere invidiosa di quella bella borragine: qua da me zero, niente, nisba… me la gusto con gli occhi {e ne preparerò una simile ma senza borragine :) }…
    Un abbraccio,

    wenny

  • 2. Marilì  |  maggio 16th, 2011 at 16:58

    Wenny bella e cara, thanks so much ! Sì sì, aspetto la tua versione “boragineless” … Un abbraccio forte forte

  • 3. lucy  |  maggio 17th, 2011 at 08:22

    ciao, ho scoperto adesso del tuo fantastico contest.adoro perchè amo raccogliere le erbette e usare fiori in cucina.come questa zuppa che trovo favolosa.penso che parteciperò presto!

  • 4. Marilì  |  maggio 17th, 2011 at 17:59

    Ciao Lucy, benvenuta ! Allora sei perfettamente in sintonia con il concorso, sbizzarisciti ! TI aspetto eh ?

  • 5. Federica  |  maggio 18th, 2011 at 22:30

    Sono affascinata da tutte queste erbette e da questa zuppa che ha tutta l’aria di essere una vera coccola. Un bellissimo traguardo 200 post a cui sono certa ne seguiranno atri 200 e poi 200 e poi…Un abbraccio, buona serata

  • 6. paola  |  maggio 19th, 2011 at 13:17

    tanti auguri per il 200° post!! io mi riprometto sempre di contare ma non so a che punto sono :-)

    a presto!

  • 7. speedy70  |  maggio 19th, 2011 at 15:04

    Quanto mi piacciono questo tipo di zuppe, splendida con tutte queste erbe, bravissima Marilì!!!

  • 8. Marilì  |  maggio 19th, 2011 at 17:14

    @Federica : coccole a profusione, sì ! (mi immagino me vecchietta a postare il duecentomillesimo post ;-)

    @PAola : Grazie, cara, un bacione e a presto

    @Speedy70 : Ciao Speedy70 e grazie, certo è che sono sapori particolari, molto diversi dal solito, insomma da provare. Besos !

  • 9. viola  |  maggio 19th, 2011 at 23:25

    una zuppetta favolosa, io me lo sogno un raccolto così.
    Vorrei provare i germogli di rovo…non sapevo si mangiasero …
    Un bacione

  • 10. Marilì  |  maggio 20th, 2011 at 14:34

    Ciao Viola ! Grazie cara, allora se ti vuoi cimentare, poi mi saprai dire, eh ? Un gran bacio anche a te

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